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l'evluzione degli uomini X, di Paolo Ferrara

 
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X-MEN 2. regia di Bryan Singer; interpreti: Patrick Stewart, Ian McKellen, Famke Janssen, James Marsden, Hugh Jackman, Halle Berry, Anne Paquin, Rebecca Romijn-Stamos, Bruce Davidson, Alan Cumming, Kelly Hu, Aaron Stanford, Katie Stuart, Shawn Ashmore, Brian Cox, Peter Wingfield, Alfred E. Humphries, Jill Teed, James Kirk, Ty Olsson, Kea Wong, Shauna Kain; Sceneggiatura: Dan Harris, Michael Dougherty


X-MEN 2: IL RITORNO DEI MUTANTI AL CINEMA, di Paolo Ferrara

Tornano alla cellulosa i mutanti di casa Marvel, dopo che il successo della prima pellicola ha dato il via a una nuova stagione di supereroi al cinema.
Questo secondo episodio si è fatto più intenso, più cupo. Forse un po’ più maturo. Uno dei motivi è sicuramente una conseguenza delle storie da cui prende spunto, la bellissima graphic novel Dio ama l’uomo uccide e alcuni spunti da Arma X.
Ma è anche una conseguenza di tutto lo “staff” dal regista (ancora Bryan Singer) al cast (buona parte del primo film più qualche nuovo attore), agli sceneggiatori, che in questo secondo episodio si sono trovati con una maggior padronanza di personaggi e mezzi. La storia e gli eventi trascinanti, la storia poco scontata, intrigante e d’impatto.
In X-Men, a differenza di altri supereroi, i fantastici poteri dei mutanti, non sempre (anzi quasi mai) sono un dono. E proprio questo uno degli aspetti su cui indugia il film, e spesso le grandi capacità diventano un handicap, come Rogue incapace di toccare o baciare il proprio ragazzo, Nightcrawler o Mystica dall’aspetto bestiale.
Handicap che viene ribadito anche nel percorso di alcuni di questi mutanti. Diversi e quindi spaventosi e reietti per il resto dell’umanità, diventano anche personaggi fascinosi, in cui il pubblico può ritrovarsi con le proprie paure e insicurezze e quindi sentisene immedesimato.
Ma il protagonista a svettare su tutti è ancora una volta l’affascinante personaggio di Wolverine, parte del gruppo solo per contingenze ma solitario per natura e forse il più “umano”, viscerale, emotivo e forse proprio per questo ancor di più facile immedesimazione da parte del pubblico. Questa volta ci si addentrerà un po’ di più nel suo oscuro passato, in bilico tra rivelazioni e nuovi segreti.
Non molto da dire sugli effetti speciali, spettacolari e piuttosto funzionali senza diventare troppo “protagonisti” nonostante la grande quantità, questo anche grazie alla sapiente regia di Brian Singer che continua a seguire i mutanti nella loro conquista delle sale.
Il vecchio gruppo c’è ancora tutto, compresi i malvagio Magneto e Mystica, a cui si aggiungono nuovi personaggi.
Nightcrawler, impersonato dall’attore Alan Cummings, è, come già era stato per Wolverine, una perfetta e incredibile) trasposizione cinematografica che non può che esaltare qualunque appassionato (scettico fino alla sua apparizione sullo schermo). Per altri si tratta di ruoli secondari (Lady Deathstrike appare in un ruolo alla Darth Maul della Minaccia Fantasma di Star Wars: spalla del cattivo principale, poche insignificanti battute e apparizione da poco più che tappezzeria, anche se molto più graziosa in questo caso, e un duello decisivo con il più importante del cast dei buoni) o semplici apparizioni (Colosso appare giusto il tempo di mostrare il suo potere corazzante, così come Syren e Shadowcat, Remy Lebeau alias Gambit appare come scritta in un elenco e ad una tv appare il dottor McCoy, noto ai fan come Bestia, giusto per citarne alcuni) che alternativamente faranno gioire o arrabbiare gli appassionati dei comics (perché appare solo cinque minuti? E Angelo?).
Stessi commenti alternati (che proseguono dai tempi del primo film) che il pubblico di fumettofili scaricherà su alcune scelte legate ai personaggi, come età (Rogue e Uomo Ghiaccio appena adolescenti) e ruoli (Rogue ricopre quello che nei fumetti avevano ricoperto alternativamente Shadowcat e Jubilee, così come non è con l’Uomo Ghiaccio che ha una storia d’amore).
Ma, superato questo scoglio, il film risulterà piacere molto anche ai lettori regolari del fumetto che si adatteranno.
Gli sviluppi della trama di questo nuovo capitolo portano i chiari segni di un sicuro terzo episodio, segni che hanno già mandato in fibrillazione i fan, soprattutto dopo aver riconosciuto le traccie di un evento tra i più famosi della splendida gestione Claremont/Byrne.
X-Men 2 non fa che confermare la validità del nuovo filone holliwodiano, soprattutto se condotto dalle mani di un buon regista e di un buon cast. Per questo il nuovo Hulk diretto da Ang Lee diventa un evento foriero di grandi aspettative e il pensiero di un X-Men 3 ha un sapore meno forzato di quanto si possa pensare.
Infondo ci sono circa trent'anni di storie da cui pescare, senza la necessità di dover violentare la trama di un film nella ricerca di bissare un successo con un sequel a tutti i costi.
E ci sono ancora un sacco di mutanti che stiamo aspettando di vedere sugli schermi.

© Paolo Ferrara 2003 - per gentile concessione dell'autore

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