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WHITE
ZOMBIE
Quartetto
newyorkese formatosi alla Parsons School of Design di New York.
I membri del gruppo, il cui nome richiama esplicitamente uno
dei classici dell'orrore cinematografico degli anni Quaranta,
White Zombie appunto, sono cresciuti con una
dieta
culturale fatta di fumetti di Creepy, di punk rock, di
film come La notte dei morti viventi e di vecchi dischi
dei Black Sabbath. Il loro esordio discografico ufficiale
avviene nel 1987, con l'album Psycho Head Blow Out, un
concentrato di rock pesante
e rozzo condito di liriche acide e psichedeliche. Con un look
che li fa assomigliare a dei sinistri bag people della
Grande Mela (l'ombra e le fogne della Lower East Side
incombono
sullo sfondo) hanno percorso in pochi anni un cammino di evoluzione
del loro sound che li ha portati, dopo i capitoli di Soul
Crusher (1988) e Make 'em Die Slowly (1989), alla
maturità di La Sexorcisto: The Devil Music Volume 1 (1992).
Opera provocatoria già dal titolo (che si rifà, tra l'altro,
a un vecchio film del cult director spagnolo Jesse Franco),
e definito da qualcuno come un disco nato dall'unione dei peggiori
incubi di Clive Barker e di Hank Shocklee dei
Public Enemy, La Sexorcisto (registrato in «satanophobic»)
offre un campionario di sonorità sepolcrali, nutrite da un amore
smisurato per tutto il cinema trash e per tutto ciò che viene
definito sottocultura. È una fantasmagoria di suono e di immaginazione,
qualcosa come i Black Sabbath smembrati e poi ricuciti
insieme in una creatura con il cervello di Allen Ginsberg
trapiantato nel suo cranio. In questo mantra perverso di macchine,
tatuaggi, fucili, sesso e morte, sputato sull'ascoltatore come
un proiettile di vomito di Linda Blair nel film L'esorcista,
spiccano brani come Thunder Kiss '65 e Black Sunshine,
che offre un cameo di lggy Pop. Episodi che assomigliano
ai frutti perversi di un'impossibile unione tra Metallica
(v.) e Birthday Party, e i solchi tra una canzone
e l'altra sono riempiti da frammenti di musica e dialogo tratti
da pellicole come La notte dei morti viventi di George Romero
e Faster Pussycat. Kill, Kill, Kill! di Russ Meyer.
Spider Baby, con le chitarre incise al contrario e squarci
di litanie arabe campionate, è un brano di lussureggiante stranezza
e, come se non bastasse, I Am Legend, un peana ispirato
all'omonimo romanzo di Richard Matheson (il preferito
di Rob Zombie), pone in piena luce (oscura) la figura
di Rob «zombie» Straker, il leader e cantante del gruppo, che
con la sua capigliatura rasta sembra un Bob Marley appena risorto
dalla tomba. «Non siamo adoratori del diavolo e non vogliamo
pervertire la mente di nessuno. Il titolo del nostro ultimo
album è semplicemente una provocazione scherzosa». Il loro press
book promozionale si apre con una citazione di Charles Manson,
guru, assassino e pazzo. Recentemente il gruppo si è trasferito
a Los Angeles. Qui Rob Zombie e i suoi compagni amano andarsene
in giro per Hollywood, a visitare le case e i luoghi teatro
degli avvenimenti più macabri e bizzarri. In Cielo Drive visitano
la casa dove Sharon Tate fu uccisa, e poi quella di Jane Mansfield,
I'attrice sospettata di avere avuto contatti con il noto satanista
Anton Lavey. Molti gruppi si spostano a Hollywood per la musica,
i White Zombie, invece, si sono mossi solo per i film. Nella
città degli angeli li attendono migliaia di cinematografi e
un milione di star defunte che giacciono in cimiteri dove puoi
sederti sopra le lapidi: quella di Peter Lorre, quella di Bugsy
Siegel. Assomigliano ai clan cannibali di Non aprite quella
porta o di Le colline hanno gli occhi. Soltanto che,
al posto delle motoseghe e dei coltelli, imbracciano chitarre
elettriche. Dice Rob Straker: «Preferisco definirci come Le
colline hanno gli occhi con i Marshalls...». I White Zombie
si fanno amare proprio per questa loro sincera infatuazione
per il cinema. Una passione smisurata che coinvolge vecchi horror,
cartoons, Russ Meyer e tonnellate di televisione e che nutre
i sogni di Rob: «Ho sempre sognato di essere come i ragazzi
di Scooby Doo. Andare in tour e avere sempre delle nuove avventure...».
Formazione: Rob
Straker: v / Sean Yseult: bs / Jay Yuenger:
ch / Ivan De Prume: bt
Discografia: Psycho Head Blow Out (Caroline),
1987, ep; Soul Crusher (Caroline), 1988; Make Them
Die Slowly (Caroline), 1989; La Sexorcisto: The Devil
Music Volume I (Geffen), 1992; Astro Creep: 2000
(Geffen), 1995 |

WINTER
Ossessivi,
malsani, claustrofobici e oscuri, i newyorkesi Winter rappresentano
ormai un vero e proprio mito «decadente». L'album Into the
Darkness (1990) rappresenta un ritorno alle radici, ai suoni
dei grandi Celtic Frost (v.) e alle atmosfere plumbee
del doom d'annata, quelle proposte da St. Vitus (v.)
e Candlemass (v.). I testi del gruppo scelgono tematiche
come la salute planetaria e le sorti dell'umanità.
Discografia:
Into
the Darkness
(Nuclear Blast), 1990 |

WITCHFINDER
GENERAL
Ispirati
nel nome dal titolo di uno dei capolavori del cinema horror
britannico degli anni Settanta, ll grande inquisitore
(diretto da Michael Reeves e interpretato dal mitico
Vincent Price), i Witchfinder General nascono
alla fine del 1980 per iniziativa del cantante Zeeb Parkes
e del chitarrista Phil Cope, entrambi grandi appassionati
dei Black Sabbath. Dopo il singolo Burning a Sinner/
Satan's Children (1981) e la partecipazione all'antologia
Heavy Metal Heroes con il pezzo Rabies, il gruppo
incide finalmente il primo album, Death Penalty (1982).
Il disco attira l'attenzione di pubblico e critica non soltanto
per il doom metal contenuto nei solchi ma anche per la forte
immagine di copertina: una donna seminuda che sta per essere
sacrificata in un cimitero. Nel 1983, con l'entrata di un nuovo
batterista, il gruppo rilancia lo stesso stile e gli stessi
temi in Friends of Hell, ma con scarsi risultati commerciali.
Dopodiché è costretto allo scioglimento.
Formazione:
Zeeb
Parkes: v /
Phil Cope: ch / Rod Hawks: bs / Graham Ditchficld:
bt
Discografia:
Burning a Sinner (Heavy Metal, 1981); Death Penalty
(Heavy Metal),
1982; Soviet Invasion (Heavy metal. 1982); Music (Heavy
Metal, 1983); Friends of Hell (Heavy Metal), 1983 |

WITCHFYNDE
Band britannica
di rock demoniaco apparsa alla ribalta agli inizi degli anni
Ottanta con l'album Give'em Hell, un disco che viene
ben accolto dagli amanti del doom e di un suono alla Black
Sabbath. Il successivo capitolo, Stage Fright (1981),
appare più sofisticato e ambizioso, offrendo pezzi come Wake
Up Screaming e Madeleine. Abbandonata la Rondelet,
il gruppo viene messo sotto contratto dalla Roadrunner,
con la quale realizza Cloak & Dagger (1983), un discreto
lavoro caratterizzato dalla presenza del nuovo cantante
Luther Belz. Lords of Sin (1984) è l'ultima testimonianza
su vinile dei Witchfynde e segna un ulteriore cambio di etichetta.
Tuttavia il passaggio alla Mausoleum non cambia le
sorti del gruppo che di lì a poco decide lo scioglimento.
Formazione:
Luther
Belz: v / Montalo: ch / Pete Surgey:
bs / Gra Scoresby: bt
Discografia:
Give'em
Hell (Rondelet),
1980; Stage Fright (Rondelet), 1981;- Cloak and Dagger
(Roadrunner), 1983; Lords of Sin (Mausoleum Records),
1984 |
The Rock and Horror
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