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WHAT WOMEN WANT
, Regia di N. Meyers, con Mel Gibson, Helen Hunt

Lui (Mel Gibson) è un creativo in una grande società pubblicitaria americana ed è in odore di promozione. Convinto masochista con qualche tratto di misoginia, colleziona successi professionali e non ricorrendo al proprio presunto fascino e fidandosi (troppo) del proprio istinto.
Lei è la solita Helen Hunt (ci è stata già proposta in Il Dottor T e le donne e in Cast Away): esageratamente politically correct, sorridente acqua e sapone non docile nè tantomeno ingenua. Viene chiamata a risollevare le sorti della società in forte perdita di quota di mercato proprio a causa di una scarsa sensibiltà verso il mercato femminile. Colpito nell'orgoglio, (nuova assunta - niente promozione) il nostro è ora più che mai deciso a difendere la sua posizione relativa, ma un imprevisto incidente domestico (appunto!) sconvolge i programmi. Inspiegabilmente Mel si sveglia con un "attributo" in più: è in grado di sentire, a loro insaputa, i pensieri delle donne che gli si avvicinano. Dopo una breve fase di panico , grazie agli espliciti suggerimenti di una improbabile ma non per questo divertente psicanalista, si rende conto che l'incidente può rivelarsi fonte di insperati vantaggi e parte alla conquista
dei nuovi orizzonti mentre lo spettatore conta ormai sull'atteso decollo del film. Invece, partito vagamente sopra le righe il film è troppo debole di sceneggiatura per sostenere il peso di una idea di fondo potenzialmente avvincente e indubbiamente ricca di risvolti intriganti. Ne risulta un gomitolo di qualunquismi noiosi che la presenza di Mel Gibson non rende certo più sopportabili: tornare alla commedia attraverso un riciclo "rosa" del machismo cui ci aveva abituati a nostro avviso non è stata una scelta felice. Helen Hunt dal canto suo sta ammortizzando la sua proposta cinematografica del 2000, ma questa donna autonoma, indipendente capace e virtuosa incline a riconoscere i propri limiti rischia di convincere poco se continua ad apparirci così uguale a sè stessa. A fine proiezione ci si scopre appesantiti dalle aspettative disattese, per non dire decisamente assonnati.

© Gloria Facciolo - per gentile concessione dell'autore

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