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SOTTO IL SEGNO DEL TERRORE
ADORO UCCIDERE LA GENTE PERCHE E DAVVERO DIVERTENTE
E MOLTO MEGLIO CHE ANDARE A CACCIA NELLA FORRESTA PERCHE
LUOMO E LANIMALE PIU PERICOLOSO DA
UCCIDERE QUALCOSA CHE DA LESPERENZA PIU
BRIVIDOSA CHE ESISTA ANCHE MEGLIO CHE FARSI DELLE STORIE CON
UNA SQUINZIA LA COSA MIGLIORE E CHE QUANDO MORIRO
RINASCERO IN PARADICO E TUTTI LI CHE HO AMMAZZATO DIVENTERANNO
MIEI SCHIAVI NON VI RIVELO IL MIO NOME PERCHE TENTERESTE
DI FERMAMI E INTERROMPERE LA MIA COLLEZIONE DI SCHIAVI PER
LA MIA NUOVA VITA NELLALDILA
Parole dure, quelle dellodierno incipit di Prossim@mente.
Soprattutto perché autentiche, dalla prima allultima
sillaba, dal primo allultimo refuso. Il gradevole corsivo
che avete appena letto, infatti, è una delle tante
gemme rosso sangue incastonate in Crimelibrary.com,
bel sito Made in Usa su serial killer e dintorni.
E traduce in maniera più o meno letterale una missiva
spedita l8 agosto 1969 al quotidiano San Francisco Chronicle
dal sedicente Zodiaco. Un bel tipetto di psicopatico
responsabile di una striscia di massacri consumati nellarea
di Frisco fra il 1969 e il 1978. Come tutti gli assassini
seriali da Jack lo Squartatore in poi, Zodiaco aveva le sue
manie. Per cominciare, ce laveva soprattutto con le
coppiette. Poi, come da cappello introduttivo, adorava giocare
a rimpiattino con i detective, costante oggetto di sardoniche
e deliranti missive cifrate. Last but not least, sembrava
un po un supercriminale da fumetto: lo dimostrano il
nom de plume con cui amava firmare le proprie imprese, ma
anche le testimonianze di alcune vittime miracolosamente scampate
al massacro, tutte concordi nel dichiarare di essersi trovate
di fronte Una figura incappucciata, vestita con una
felpa nera decorata con una grosse croce celtica. Rapido,
crudele, e inafferrabile, Zodiaco colpì due, cinque,
dieci volte, ingrossando la sua schiera di schiavi per
laldilà e beffando i tutori della legge.
Nella terra delle opportunità, un tipo così
non poteva certo passare inosservato. E infatti, ha al suo
attivo un paio di vendutissimi instant books firmati
da Robert Graysmith, lo stesso narratore che ha ispirato il
misconosciuto AutoFocus (2002) di Paul Schrader.
E, ça va sans dire, almeno un paio di pellicole importanti.
Una in archivio, e una in arrivo.
Io, Smith e Wesson
Il primo film della serie, nel suo piccolo, è un film
fondamentale per molti motivi. Non da ultimo, quello di aver
consacrato la coppia doro del cinema macho Anni
Settanta, quella formata da Don Siegel e Clint Eastwood.
I due si erano incontrati nel 1968 sul set di Luomo
dalla cravatta di cuoio, e avevano scoperto di avere molti
interessi in comune: tra questi, un cinismo da fare invidia
a Tarantino, il mito un po nicciano un po tex-mex
del superuomo, e una passione quasi erotica per le armi da
fuoco. Logico che due così, cinematograficamente parlando,
fossero destinati a combinarne di cotte e di crude. E infatti,
ispirandosi alle gesta di Zodiaco, crearono il primo episodio
di una delle saghe poliziottesche più amate e discusse
della storia del cinema: quella di Dirty Harry, meglio
noto come lIspettore Callaghan. Al centro del
film, lormai leggendario Ispettore Callaghan, il
caso Scorpio è tuo (1971), la lotta senza quartiere
fra uno sbirro dai modi spicci e un killer efferato sempre
pronto a seminare il panico e ad amplificarlo usando come
grancassa i mass media. Ovviamente, nella pellicola della
premiata ditta Siegel & Eastwood, lhappy
ending era garantito, tanto da assicurare al granitico
ispettore altri quattro sequel di successo. Nella realtà,
invece, le cose andarono diversamente: Linafferrabile
Zodiaco scomparve nel 1978 senza lasciare traccia. E lunico
a pagare per le sue malefatte fu il povero Andrew Robinson,
che aveva prestato ghigno e sguardo allucinato allo Scorpio
hollywoodiano: subissato dalla voglia di giustizia sommaria
scatenata da Harry Callaghan e dai suoi tanti epigoni, fu
costretto a ritirarsi dalle scene per un sabbatico concluso
solo di recente. Ma il tempo, si sa, lenisce tutte le ferite.
Così, ora che Zodiaco è solo un ricordo lontano,
le sue quotazioni cinematografiche sono tornate a impennarsi
prepotentemente. E a riscrivere la sua storia per i cinefili
del nuovo millennio sarà un vero intenditore di psicopatici,
schizzati e maniaci in generale.
Fincher cè vita cè
speranza
La notizia, pubblicata su Variety alla fine di
gennaio e poi rimbalzata a più riprese su tutte le
riviste virtuali di cinema , da Empire Online
a Cinescape, da The Movie Blog alla
nostrana Castlerock.it è di quelle da segnare
sullagenda: la Warner Bros. e la Paramount Pictures
hanno avviato la produzione di un thriller ispirato
alle gesta di Zodiaco. E a dirigerlo potrebbe essere
il cultissimo David Fincher. La pellicola,
spiega la blasonata rivista dedicata alla settima arte, racconterà
gli sforzi ossessivi di tre individui tesi ad assicurare Zodiaco
alla giustizia, e alle terribili conseguenze che questimpresa
ha sulle loro vite. Per ora, a parte questo e una sceneggiatura
firmata dal James Vanderbilt di Basic (2003),
non cè altro. E conoscendo i precedenti di Fincher,
prima di cominciare a sbavare cè da andarci con
i piedi di piombo. Lo scoppiettante regista di Denver, Colorado,
ha abituato i suoi fan alle emozioni forti, facendosi le ossa
alla ILM di George Lucas per poi stupire il pubblico con tonnellate
di video e spot baciati dal successo, da Express Yourself
di Madonna ai tanti commercial firmati per Grandi firme
come Coca-Cola e Levis. Ma al cinema, Fincher si è
dimostrato discontinuo: e se Se7en (1995) e Panic
Room (2002) sono andati benino, ma non benissimo, Alien
3 (1992), The Game Nessuna regola (1997)
e soprattutto lo spericolatissimo Fight Club (1999)
sono stati un vero disastro. Di più: negli ultimi anni,
lo sfortunato Fincher ha rifiutato pellicole attesissime come
Prova a prendermi (2002) e Batman
Begins (2005), ripiegando su progetti lungamente accarezzati
e poi abortiti come Dalia Nera, ispirato allomonimo
romanzo di James Ellroy, e The Curious Case of Benjamin
Button, ispirato a un surreale racconto di Francis Scott
Fitzgerald e trombato per un preventivo intorno ai 150 milioni
di dollari. Ma proprio come linafferrabile Zodiaco,
lex giovane promessa di Hollywood ha dimostrato di essere
un personaggio tanto crudele quanto creativo, perfettamente
a suo agio nelle trame più oscure e complicate: perciò,
sul suo ultimo esercizio di stile vale la pena
di continuare ad indagare. Alla prossima.
©
2005 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore
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