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LA LEGGENDA DEI GUARDIANI
Lo dicono i cartoonist, lo ammettono i cinefili, e gli amanti
dei fumetti sono più che daccordo: fare un film
tratto da certi fumetti è unimpresa. È
il caso, ad esempio, di Watchmen, la miniserie di Alan
Moore e Dave Gibbons che alla fine degli anni'
80 ha rilanciato i super-eroi Made in Usa in cima alle
classifiche di vendita, ponendo le basi per un successo che
dura ancora oggi.
Un po omaggio agli eroi della golden age, decostruiti
e ricostruiti in un frullato di citazioni colte, un po
parodia feroce di un topos narrativo anacronistico, un po
operetta morale, Watchmen raccontava in 12 numeri
la caduta e la risurrezione di un gruppo di super-eroi che
sembravano usciti da un romanzo di Chuck Pahlaniuk: un vigilante
fascista con lhobby dello stupro, un semidio anaffettivo,
uno psicopatico mascherato con il mito della legge e dellordine,
un miliardario imbolsito dotato di un invidiabile arsenale
tecnologico. E, sullo sfondo, una minaccia da sventare ad
ogni costo: quella di un conflitto nucleare fra superpotenze.
Sotto le mani di Moore e Gibbone, questo canovaccio si era
frantumato in unopera seminale fitta di riferimenti
alti e bassi: la fantascienza ucronica
di Philip K. Dick e le strip pulp della EC e della Warren,
lo scandalo Watergate e il cinema catastrofico anni '70, le
vite parallele di Plutarco e la mistica hard-boiled di Raymond
Chandler. Il risultato finale era un malloppazzo incandescente
da oltre 400 pagine. Impegnativo da leggere. E quasi impossibile
da tradurre in film. Almeno a giudicare da quello che è
successo a Hollywood negli ultimi tre lustri.
Una saga lunga oltre 15 anni
La storia cinematografica di Watchmen comincia con
il successo planetario del primo Batman di Tim
Burton. Il pipistrellone piomba al cinema nel 1989, sullonda
del successo di comic book difficili come
Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller
e The Killing Joke di Alan Moore e Brian Bolland.
La Batmania dilaga. Gli incassi pure. Perché,
allora, non ripetere lesperimento con il grandioso affresco
supereroistico concepito dallo stesso Moore? A coltivare questa
brillante intuizione sono Joel Silver e Larry Gordon,
produttori di successi 20th Century Fox come Arma letale
(1987) e Die Hard (1988). Che, acquistati i diritti
del film mettono subito al lavoro sulla sceneggiatura lo stesso
sceneggiatore di Batman, Sam Hamm. Moore,
solitamente laconico, arriva a rilasciare dichiarazioni entusiastiche
al magazine Comics Interview: Ho una grande
fiducia in coloro che stanno realizzando il film di "Watchmen".
Sam Hamm è un eccellente sceneggiatore
dunque, penso che ci siano buone possibilità che ne
venga fuori un prodotto apprezzabile. Ho parlato con Sam,
è venuto a Northampton e siamo andati a pranzo insieme.
Mi fido ciecamente di lui. So che farà il possibile
per rendere il suo film il più simile possibile al
fumetto. Credo che apprezzi molto loriginale e non posso
certo pretendere di meglio. Sono proprio curioso di sapere
cosa ne verrà fuori. A conforto di queste ottimistiche
dichiarazioni, la sceneggiatura di Hamm passa il vaglio della
Fox, che per la regia propone lex Monthy Python Terry
Gilliam, rivelatosi al pubblico con Brazil
(1985) e grande fan della miniserie. Ma proprio quando tutti
i pezzi stanno per andare a posto, la Fox stacca la spina
al progetto per la difficoltà di adattare la sceneggiatura
a un budget accettabile. Watchmen resta nel limbo fino
alla fine degli Anni 90, complice la decadenza dei super-eroi
in celluloide. Batman, sotto la guida di Joel Schumacher,
passa dai piani alti del box-office ai Razzie,
gli Oscar per i film più brutti. Il Superman
di Tim Burton brucia milioni di dollari di preproduzione,
e poi scompare dai radar. Lo Spider-Man di Jim
Cameron non riesce a decollare: troppo complesso da realizzare.
Intanto, Silver e Gordon vanno ognuno per la sua strada. Ma
Gordon non ha ancora abbandonato lidea di trasportare
sul grande schermo la saga di Moore e Gibbons. E tiene duro
fino allinizio del nuovo millennio, e al grande rilancio
cinematografico degli eroi in calzamaglia. Così, i
Guardiani tornano in pista.
Quis custodiet ipsos custodes?
Dieci anni dopo la stesura, la sceneggiatura di Sam Hamm suona
irrimediabilmente datata. Gordon e il suo nuovo sodale Lloyd
Levin contattano lesperto David Hayter (X-Men,
X2) affinché la riscriva ex novo. Dopo
cinque anni di duro lavoro, nel 2003, la sceneggiatura arriva
inopinatamente sul Web. Il giudizio dei fan è unanime:
come riporta Stax su Ign Reviews, David Hayter ha ottenuto
quello che gran parte dei fan ritenevano impossibile: riuscire
a scrivere unadattamento fedele e divertente di unopera
universalmente considerata il miglior fumetto supereroistico
di sempre. Ma mentre i fan gioiscono, le peripezie produttive
della pellicola continuano: partito dai Revolution Studios,
il progetto approda alla Paramount, che, dopo qualche tentennamento
su Darren Aronofski, (Requiem for a dream),
affida il progetto a Paul Greengrass (Bloody
Sunday, The Bourne Sujpremacy). Sembra fatta,
tanto che il regista inaugura una sorta di Diario di
produzione formato Web per aggiornare i lettori su cast,
lavorazione e quantaltro. Ma dallestate del 2005,
il sito viene oscurato, e Watchmen, per ragioni altrettanto
oscure scompare dai listini della Paramount. Il resto è
storia recente: il ritorno di fiamma della Warner Bros. per
le property DC Comics, il passaggio di Levin e Gordon
alla Casa madre, le dichiarazioni ottimistiche di Hayter,
che coccola la sua sceneggiatura perché Nessuno
più di me vuole che Watchmen esca bene da questa
storia. Il resto è tutto da vedere. E dalla nostra
postazione, controlleremo i controllori.
©
2006 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore
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