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Quando i mondi si scontrano.
Maggio 2005

recensione di Andrea Voglino

“Un’ondata di isteria collettiva ha squassato migliaia di Radioascoltatori fra le 8:15 e le 9:30 di ieri sera, quando un radiodramma ispirato al romanzo di H. G. Wells “La guerra dei mondi” ha convinto migliaia di persone che i marziani avessero scatenato un conflitto interplanetario sbarcando sulla Terra e seminando morte e distruzione nel New Jersey e a New York. Dietro la trasmissione, che ha squassato interi quartieri, interrotto servizi religiosi, creato ingorghi e intasato le linee telefoniche, c’era Orson Welles, noto ai più per aver dato i brividi a innumerevoli spettatori in erba nei panni del personaggio radiofonico “L’ombra”. Stavolta, ad aver bisogno delle cure dei medici sono stati molti adulti colti da panico e isteria.
A Newark, in un quartiere fra Heddon Terrace e Hawtorne Avenue, oltre 20 famiglie sono scappate dale loro case con fazzoletti e asciugamani bagnati sul viso per sfuggire a un presunto attacco con i gas. Alcuni portavano con sé mobili e suppellettili. In tutta New York, molte famiglie sono scappate dale proprie case per rifugiarsi all’aperto. Migliaia di persone hanno chiamato la polizia, i quotidiani e le stazioni radio qui e in molti altri centri degli Stati Uniti e del Canada, chiedendo informazioni su come proteggersi dagli assalti alieni”. Chi si diletta di fantascienza e dintorni avrà già capito dove va a parare questa chicca, pubblicata dal New York Times il 31 ottobre del 1938 e strappata di peso a una delle 4.830.000 pagine web ispirate alla vicenda: trattasi, ovviamente, di una delle più riuscite trasposizioni mediatiche de La guerra dei mondi, caposaldo della letteratura fantascientifica firmato nel 1898 da H.G. Wells, e riproposta ai radioamatori dal suo “quasi omonimo” un anno prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale.

Tutti gli uomini di H.G. Wells

Come tutte le altre immaginifiche visioni di Wells, da La Macchina del Tempo (1895) a L’isola del Dr. Moreau (1896), da L’uomo invisibile (1897) a Il primo uomo sulla luna (1901), La guerra dei mondi portava le stimmate dell’eccezionalità: e come tutte le altre immaginifiche visioni di Wells, dall’anno del suo debutto in poi, ha inspirato decine e decine di scaramucce fra terrestri e alieni.
L’invasione degli ultracorpi (1956) di Don Siegel? E’ un plagio de “La guerra dei mondi”. Il giorno dei trifidi (1962) di Steve Sekely? Pure. Non parliamo poi di pellicole più recenti, ad esempio Independence Day dell’ineffabile Roland Emmerich o Mars Attacks di Tim Burton, usciti tutti e due nel 1996 e scopiazzati di sana pianta dall’epopea aliena del romanziere inglese. Epperò: fatta eccezione per il gustoso e ingenuo La guerra dei mondi prodotto dalla Paramount nel 1957 e firmato da Byron Haskin, Hollywood ha sempre snobbato l’originale. Ma a poco più di un secolo dalla pubblicazione dello storico volume, sembra che le cose stiano cambiando: perché, mentre scriviamo, nelle segrete stanze della Hollywood che conta, e anche di quella che conta un po’ meno, stanno prendendo forma non una, ma ben due produzioni dedicate al capolavoro del narratore di Bromley.

Fra i due litiganti

Chi digita la Url www.pendragonpictures.com si troverà a tu per tu con una home page tanto ambiziosa quanto impegnativa: sotto il logo “The War of The Worlds”, infatti, campeggia lo slogan “La prima autentica trasposizione cinematografica del classico del 1898 di H. G. Wells”. Nonostante le premesse, il mood generale del sito e del materiale promozionale messo generosamente a disposizione del gentile pubblico non fanno certo gridare al miracolo: a disposizione, una photo gallery che brilla per l’assenza di effetti speciali, un manifesto che sembra realizzato da un fanzinaro, e un paio di teaser trailers annunciati ma ahinoi irraggiungibili. Non conforta che il comunicato stampa relativo al film prodotto dalla sconosciuta Pendragon Pictures strombazzi un budget di 42 milioni di dollari: visto che “la star del film è la trama”, infatti, il cast annovera una litania di illustri sconosciuti, e a dirigere il tutto è Timothy Hines, un transfuga della celeberrima Troma Pictures, la squinternata Casa di produzione californiana nota per aver dato i natali a capolavori come la saga di Toxic Avenger, primo e unico super-eroe fatto di monnezza. Ma tant’è: gli spettatori americani potranno toccare con mano i fasti dell’invasione dal prossimo 30 marzo 2005. Per chi teme di non reggere l’emozione, invece, l’appuntamento è per il 29 giugno: in quella data, infatti, arriverà sugli schermi “l’altra” versione de La guerra dei mondi. Quella diretta da Steven Spielberg e prodotta e interpretata da Tom Cruise.

L’audace colpo dei soliti ignoti

Per la coppia d’oro del cinema d’azione a stelle e strisce, questo è il secondo incontro sul set dopo i fasti di Minority Report (2002). A oggi, sulla pellicola, vige il più stretto riserbo, quindi, al momento, non possiamo che limitarci a segnalare qualche dato. Il budget del film si aggira intorno ai 120 milioni di dollari, buona parte dei quail andranno bruciati nelle oltre 500 scene ad alto tasso di effetti speciali partorite dalle renderfarm della ILM di George Lucas. La trama, firmata da Josh Friedman (Sahara) e David Koepp (Spider-Man) riprende, attualizzandola ai tempi inquieti del post 11 settembre, quella del romanzo di Wells, mostrando agli spettatori le traversie di una famiglia colta nel bel mezzo di un dramma interplanetario. Accanto a Cruise, qui in versione “pater familias”, un cast di stelle in cui spiccano Dakota Pfanning, l’insostenibile ma bravissima ragazzina prodigio di Mi chiamo Sam (2001) e Man on Fire (2004), il bravissimo Tim Robbins di Le Ali della Libertà (1994) e Mister Hula Hoop (id.), e l’emergente Miranda Otto, reduce dai panni di Eowyn ne Il Signore degli Anelli (2001-2003). In una recente intervista esclusiva a Yahoo Movies, Spielberg ha dichiarato di aver sognato di realizzare “La Guerra dei Mondi” “per tutta la vita”, accanto a un Tom Cruise dal sorriso più scintillante del solito. Sarà vera Gloria? Chissà: nell’attesa di scoprirlo, possiamo gustarci il manifesto del film e il primo trailer degno di tale nome: il sito di riferimento è www.paramountpictures.com.