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IL PROFUMO DELLA VENDETTA
Lo dice anche il proverbio: la vendetta è un piatto
che si gusta freddo. Logico quindi che il primo, vero botto
del terrorista mascherato nato negli anni '80 sulla graphic
novel V For Vendetta, e portato al cinema da quegli
intrighini dei fratelli Wachowski di Matrix,
abbia colpito la perfida Albione solo poche settimane addietro.
Per di più, picchiando proprio dove fa più male:
ovvero, nelle stanze del potere.
Botti di primavera
La notizia è piovuta nelle redazioni dei tabloid
inglesi alla fine di dicembre, per rimbalzare sulla cronaca
estera dei quotidiani seri di tutto il mondo:
il giovine Euan Blair, figlio ventunenne del più celebre
Tony, di professione Premier, è stato bacchettato dai
giornalacci brit per aver collaborato alla distruzione
della blasonata House of Parliament. Tutto per
finta, ovvio: il piccolo Euan era solo un membro della troupe
capitanata dal regista James Mc Teigue, lex guru
degli effetti speciali scelto dai Wachowski per dare un corpo
filmico alla graphic novel firmata dai due celeberrimi
cartoonist inglesi Alan Moore e David Lloyd.
Ma la gaffe, amplificata dai media, ha messo in serio imbarazzo
gli addetti stampa di Downing Street. Che si sono prontamente
messi in file per dichiarare che sì, insomma, la gaffe
cè stata: ma in fondo, che diamine, in fin dei
conti si tratta solo di un filmetto ispirato ad un fumetto.
Lepisodio in sé è unanticipazione
delle reazioni che potrebbero accogliere il film, in uscita
nelle sale italiane il 31 marzo 2006. E, in qualche modo,
la prova provata che la trasposizione cinematografica della
angosciante saga super-eroistica pubblicata dalla DC Comics,
e appena ristampata in Italia da Magic Press per la
miserabile somma di ventun euri, valga decisamente il prezzo
del biglietto.
Per aspera ad astra
Viste le premesse, non era facile. Nel corso della lavorazione,
Mc Teigue e i suoi mentori ne hanno dovute mandar giù
di tutti i colori. In primis, il niet di Alan
Moore, evidentemente stufo dei maltrattamenti inflitti ai
suoi eroi di carta dalla Hollywood che conta. Poi, il forfait
del divetto bizzoso James Purefoy, pronto ad abbandonare
il set dopo aver capito di dover recitare en travesti per
tutto il film. E ancora: la malattia del direttore della fotografia
Adrian Biddle (Aliens, Thelma &
Louise) che ha seguito la lavorazione del film fra mille
difficoltà, per andarsene nei verdi pascoli alla fine
delle riprese. E la censura preventiva dei molti fan duri
e puri delloriginale, che temendo un ammorbidimento
delle atmosfere e delle tematiche del fumetto, hanno accolto
la notizia del primo ciak con un mix di speranza ed apprensione.
E invece, hai visto mai: sembra che sia andato tutto okay.
Il primo trailer della pellicola è arrivato in rete
a fine 2005. Un clic, ed è stato subito amore: il look
dei personaggi, ancorché diverso da quello vagheggiato
a suo tempo da Moore & Lloyd, è azzeccato. Hugo
Weaving, cattivo feticcio dei Fratelli Wachowski, ha fatto
di V il primo babau mascherato che si rispetti
dai tempi di Darth Fener. Natalie Portman, finalmente,
comincia a sembrare una vera attrice. E il resto fotografia
plumbea, inquadrature sghembe, glamour post-fascista e via
discorrendo - sembra funzionare alla grande. La Warner Bros.,
insomma, sembra aver imparato la lezione impartita alle major
dai comic book movies partoriti dal 2000 in su
da Bryan Singer e Sam Raimi, e ribadita negli scorsi
mesi dal Batman Begins
di Chris Nolan: per conquistare i cuori e le menti
del pubblico, la strada migliore sta nel rispetto dei personaggi
e delle tematiche originali del fumetto. Tutto il resto
lazione, gli effetti, le strategie di marketing
vien da sé.
Chi controlla i controllori?
Aspettando il film, dunque, chiudiamo con due anticipazioni
particolarmente lusinghiere. La più inattesa è
proprio di David Lloyd: il disegnatore di V For
Vendetta ci ha dichiarato di aver visto la pellicola,
e di esserne rimasto estremamente impressionato. È
un ottimo film. La cosa più straordinaria è
stata la consapevolezza che tutte le scene più significative
ed elaborate della graphic novel siano state tradotte
con la stessa meticolosità e la stessa intensità.
(
) Se si parte da una ammirazione tanto incondizionata
per loriginale che ogni modifica possa passare per un
atto di lesa maestà, il film può anche non piacere.
Ma se si apprezza loriginale, e si è pronti ad
accettarne una reinterpretazione che ha altrettanta potenza
dimpatto, allora il film impressionerà gli spettatori
quanto ha impressionato me. La seconda preview arriva
fresca fresca dal critico John DeFore di Hollywoodreporter.com:
E difficile immaginare londata emotiva con
cui sarà accolto un film il cui eroe è sostanzialmente
un terrorista. Facile che nei talk show televisivi si inviti
il pubblico al boicottaggio. E considerando che la pellicola
è stimolante e ben realizzata, il risultato potrebbe
essere un successone al botteghino. Insomma: per questa
volta è andata. E la prossima, tocca a Watchmen.
Stavolta, sul serio.
©
2006 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore
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