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© Warner Bros. 2005




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IL PROFUMO DELLA VENDETTA

Lo dice anche il proverbio: la vendetta è un piatto che si gusta freddo. Logico quindi che il primo, vero “botto” del terrorista mascherato nato negli anni '80 sulla graphic novel V For Vendetta, e portato al cinema da quegli intrighini dei fratelli Wachowski di Matrix, abbia colpito la perfida Albione solo poche settimane addietro. Per di più, picchiando proprio dove fa più male: ovvero, nelle stanze del potere.

Botti di primavera

La notizia è piovuta nelle redazioni dei tabloid inglesi alla fine di dicembre, per rimbalzare sulla cronaca estera dei quotidiani “seri” di tutto il mondo: il giovine Euan Blair, figlio ventunenne del più celebre Tony, di professione Premier, è stato bacchettato dai giornalacci “brit” per aver collaborato alla distruzione della blasonata “House of Parliament”. Tutto per finta, ovvio: il piccolo Euan era solo un membro della troupe capitanata dal regista James Mc Teigue, l’ex guru degli effetti speciali scelto dai Wachowski per dare un corpo filmico alla graphic novel firmata dai due celeberrimi cartoonist inglesi Alan Moore e David Lloyd. Ma la gaffe, amplificata dai media, ha messo in serio imbarazzo gli addetti stampa di Downing Street. Che si sono prontamente messi in file per dichiarare che sì, insomma, la gaffe c’è stata: ma in fondo, che diamine, in fin dei conti si tratta solo di un filmetto ispirato ad un fumetto. L’episodio in sé è un’anticipazione delle reazioni che potrebbero accogliere il film, in uscita nelle sale italiane il 31 marzo 2006. E, in qualche modo, la prova provata che la trasposizione cinematografica della angosciante saga super-eroistica pubblicata dalla DC Comics, e appena ristampata in Italia da Magic Press per la miserabile somma di ventun euri, valga decisamente il prezzo del biglietto.

Per aspera ad astra

Viste le premesse, non era facile. Nel corso della lavorazione, Mc Teigue e i suoi mentori ne hanno dovute mandar giù di tutti i colori. In primis, il “niet” di Alan Moore, evidentemente stufo dei maltrattamenti inflitti ai suoi eroi di carta dalla Hollywood che conta. Poi, il forfait del divetto bizzoso James Purefoy, pronto ad abbandonare il set dopo aver capito di dover recitare en travesti per tutto il film. E ancora: la malattia del direttore della fotografia Adrian Biddle (“Aliens”, “Thelma & Louise”) che ha seguito la lavorazione del film fra mille difficoltà, per andarsene nei verdi pascoli alla fine delle riprese. E la censura preventiva dei molti fan duri e puri dell’originale, che temendo un ammorbidimento delle atmosfere e delle tematiche del fumetto, hanno accolto la notizia del primo ciak con un mix di speranza ed apprensione. E invece, hai visto mai: sembra che sia andato tutto okay. Il primo trailer della pellicola è arrivato in rete a fine 2005. Un clic, ed è stato subito amore: il look dei personaggi, ancorché diverso da quello vagheggiato a suo tempo da Moore & Lloyd, è azzeccato. Hugo Weaving, cattivo feticcio dei Fratelli Wachowski, ha fatto di V il primo “babau” mascherato che si rispetti dai tempi di Darth Fener. Natalie Portman, finalmente, comincia a sembrare una vera attrice. E il resto – fotografia plumbea, inquadrature sghembe, glamour post-fascista e via discorrendo - sembra funzionare alla grande. La Warner Bros., insomma, sembra aver imparato la lezione impartita alle major dai “comic book movies” partoriti dal 2000 in su da Bryan Singer e Sam Raimi, e ribadita negli scorsi mesi dal Batman Begins di Chris Nolan: per conquistare i cuori e le menti del pubblico, la strada migliore sta nel rispetto dei personaggi e delle tematiche originali del fumetto. Tutto il resto – l’azione, gli effetti, le strategie di marketing – vien da sé.

Chi controlla i controllori?

Aspettando il film, dunque, chiudiamo con due anticipazioni particolarmente lusinghiere. La più inattesa è proprio di David Lloyd: il disegnatore di V For Vendetta ci ha dichiarato di aver visto la pellicola, e di esserne rimasto estremamente impressionato. “È un ottimo film. La cosa più straordinaria è stata la consapevolezza che tutte le scene più significative ed elaborate della graphic novel siano state tradotte con la stessa meticolosità e la stessa intensità. (…) Se si parte da una ammirazione tanto incondizionata per l’originale che ogni modifica possa passare per un atto di lesa maestà, il film può anche non piacere. Ma se si apprezza l’originale, e si è pronti ad accettarne una reinterpretazione che ha altrettanta potenza d’impatto, allora il film impressionerà gli spettatori quanto ha impressionato me”. La seconda preview arriva fresca fresca dal critico John DeFore di Hollywoodreporter.com: “E’ difficile immaginare l’ondata emotiva con cui sarà accolto un film il cui eroe è sostanzialmente un terrorista. Facile che nei talk show televisivi si inviti il pubblico al boicottaggio. E considerando che la pellicola è stimolante e ben realizzata, il risultato potrebbe essere un successone al botteghino”. Insomma: per questa volta è andata. E la prossima, tocca a Watchmen. Stavolta, sul serio.

© 2006 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore

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