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Eric
Bana e Orlando Bloom, ovvero Ettore e Paride
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UNILIADE TUTTA GLAM
Durante gli anni doro di cinecittà, maestranze
e spettatori li chiamavano sandaloni: erano film
a basso costo, girati in poche settimane da artigiani come Mario
Bava, Riccardo Freda o il leggendario Tanio Boccia,
lEd Wood de noantri. Come le polpette, erano
fatti con gli avanzi delle megaproduzioni hollywoodiane e della
subletteratura pulp allamatriciana: e dietro una
sottile patina di letteratura alta, sottilmente
dissimulata in titoli a prova di ridicolo come Ursus,
il terrore dei Kirghisi, Maciste alla corte dello
Zar, o Sansone e il tesoro degli Incas, nascondevano
gli splendori e le miserie dellItalia del boom. Poi, con
la grande esplosione degli spaghetti western, i peplum
sono scomparsi dalla circolazione con tutto il loro carico di
cosmogonie improbabili e macigni di cartapesta. E sono rimasti
nel limbo per una buona trentina danni. Precisamente,
fino al 2000, quando allorizzonte non sono apparsi Ridley
Scott e il suo Il Gladiatore.
La
rivincita dei peplum
Budget a parte, il film interpretato da Russell Crowe era un
sandalone a tutti gli effetti: plot di chiara
ispirazione western, Strafalcioni a go-go - giudiziosamente
catalogati dal sito Nitpickers.com, che ne conta ben 149 - e
tanto aroma di pop-corn. Nonostante la polvere dei secoli,
però, la ricetta ha funzionato benissimo: 189 milioni
di dollari di incasso solo negli Usa e 5 Oscar pesanti.
Un bottino che ha definitivamente convinto i Tycoon di
Hollywood a rigettarsi sul genere con rinnovato entusiasmo.
Fra blockbuster attualmente in lavorazione, i peplum fanno la
parte del leone. Ridley Scott sta accarezzando lidea di
Gladiator 2, e intanto si tiene occupato con Kingdom
of Heaven, un polpettone sulle crociate; Baz Luhrmann (Moulin
Rouge) e Oliver Stone si stanno litigando le spoglie
di Alessandro Magno sui set di Alexander e Alexander
the Great; Il King Arthur di Antoine Fuqua, spettacolone
Disney allinsegna dello storicamente corretto,
è già in rampa di lancio. Ma il Sandalone-evento
dellanno è quello di Wolfgang Petersen,
che accantonato il progetto di Batman Vs. Superman, sta
dando gli ultimi ritocchi a Troy, rilettura in salsa
glam dellIliade.
Odissea
sul set
Il plot del film ricalca molto da pressi il poema più
noto del Globo, e a quanto pare, Petersen e lo sceneggiatore
David Benioff (La 25a Ora) hanno tentato di tradurlo
con la massima precisione filologica. Ammirare, per credere,
le mille navi della flotta greca, rinchiuse una
per una nello spettacolare zoom out che apre il trailer
del film, on line dal 2 febbraio 2004 su www.troymovie.com.
Tutto merito di un budget dichiarato di circa 100.000.000
di dollari, che ha permesso al regista di U-Boot 96 (1981)
e La tempesta perfetta (2000)
di superare senza fatica i mille problemi di una produzione
davvero travagliata compresa la morte di una comparsa
in seguito alle ferite riportate durante una scena di battaglia,
o il diplomatico trasloco post-Iraq dal set africano
del Maghreb ai più tranquilli lidi di Malta e Los Cabos,
Mexico. Ma dalla sua, Petersen aveva gli dei dellOlimpo.
E un cast tecnico e artistico davvero leggendario. Che ora si
appresta a tracimare sugli schermi di tutto il mondo.
Scontro
di titani
In primo piano, ovviamente, le star dal cachet miliardario che
si sono riunite per dar corpo alle visioni del regista di Emden,
Sassonia. Brad Pitt (Fight Club, Oceans
Eleven) è Achille, Orlando Bloom (Il
Signore degli Anelli, La maledizione della prima
luna) è Paride. Nei panni di Ettore e Andromaca,
rispettivamente, Eric Bana (Hulk)
e Saffron Burrows (Frida). Ulisse ha il fascino
virile e inquieto di Sean Bean (Il Signore degli Anelli).
Peter O Toole (Lawrence DArabia) presta
il suo volto ieratico a Re Priamo, mentre la semiesordiente
Diane Kruger (Michel Vaillant, Wicker Park),
popolarissima in Terra francese, ma sconosciuta da noi, interpreta
la bella Elena. Le scenografie sono di Nigel Phelps (Pearl
Harbor). Grandi nomi anche per quanto riguarda fotografia
ed effetti, con Roger Pratt (La leggenda del re
pescatore, Harry Potter e la camera dei segreti)
e Cinesite (La leggenda degli
uomini straordinari) Data duscita in Italia, il
21 maggio 2004. Lafflato omerico non dovrebbe mancare,
almeno a giudicare dalle dichiarazioni di Saffron Burrows, che
in una recente intervista a Empire Online si è espressa
in termini estremamente lusinghieri: Credo che sia una
rilettura davvero stupefacente. È scritta in modo raffinato
senza compromessi (
). Wolfgang è un regista che
ispira fiducia. A conti fatti, credo di poter dire che abbiamo
una trama meravigliosa e un regista molto talentuoso.
Ai posteri lardua sentenza. Ma a noi, tornando con la
mente ai sandaloni dei bei tempi che furono, resta un solo dubbio:
chi cazzo erano sti Kirghisi?
©
2004 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore
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