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ASPETTANDO
LUOMO DACCIAIO
Dieci anni di lavorazione. 40 milioni di dollari bruciati
senza girare nemmeno un metro di pellicola. E una litania
di numeri uno di Hollywood attori, sceneggiatori,
registi, tecnici degli effetti speciali immolati sullaltare
del nulla. La storia del nuovo Superman in celluloide
sembra una telenovela, e invece è un thriller
che arriverà sugli schermi nel 2006 grazie a uno specialista
del genere: Bryan Singer, già visto allopera
con I soliti sospetti (1995), Lallievo
(1997), e soprattutto con i due kolossal multimiliardari
dedicati agli X-Men di Stan Lee e Jack Kirby. Mentre
scriviamo, Singer e gli executive della Warner Bros stanno
cercando luomo che dovrà tentare di soppiantare
nel cuore dei cinefili lindimenticabile e sfigatissimo
Christopher Reeve. Ma in attesa del verdetto, che secondo
i soliti bene informati vede in pole position Jim
Caviezel, il tormentato Gesù di Mel Gibson, vale
la pena di fare un salto nel passato. Un po per festeggiare
questa attesissima fumata azzurra, e un po per capire
come si è arrivati fin qui.
Cronaca di una morte annunciata
A illuminarci sono le innumerevoli webzine dedicate
alla lunga carriera cinematografica delluomo dacciaio.
La storia comincia nel 1993, quando la
Warner rileva i diritti cinematografici del super-eroe di
Jerry Siegel e Joe Shuster da Alexander Salkind,
il produttore dei quattro Superman" usciti
nelle sale fra il 1978 e il 1987. Nel mondo dei fumetti, lUomo
dAcciaio sta vivendo una seconda giovinezza. The
Man of Steel, linteressante miniserie firmata dal
bravo autore inglese John Byrne, lo ha rimesso al passo
con i tempi, regalandogli un insperato successo di pubblico
e di critica. E quando le vendite cominciano a scemare, gli
autori della storica publishing house DC Comics
gli mettono contro un mostro kryptoniano altrettanto super
- il granitico Doomsday - e lo fanno secco. La notizia della
morte di Superman travolge il mondo dei fumetti e diventa
levento mediatico del momento. E alla Warner Bros. decidono
di approfittarne. Assoldato lo sceneggiatore Johnatan Lemkin
(Lavvocato del diavolo) e richiamato in servizio
Tim Burton, deus ex machina del rilancio cinematografico
di Batman, cominciano a cucinare Superman Reborn, un
polpettone new age che vede leroe morire e rinascere
come figlio di Lois Lane. Un entusiasta Nicholas Cage
(The Rock, Face Off) salta a bordo della produzione
e comincia a entrare nella parte del Kryptoniano. Ma subito
dopo il decollo, lattesissimo super-kolossal
si avvita su se stesso e sulla sua improbabile sceneggiatura.
Passano i mesi, gli anni e gli sceneggiatori. Alla fine degli
anni 90, il cadavere di Superman comincia a puzzare, e a provare
a rianimarlo è Kevin Smith, grande fan dei comic
books super-eroistici e regista di chicche
indipendenti come Clerks (1994): ma la passione e il
talento di Smith fanno a pugni con i desiderata dellineffabile
Jon Peters, produttore del film, e la storia della
morte e resurrezione di Superman finisce in un cassetto. Gli
unici a guadagnarci saranno Burton e Cage, pagati milioni
di dollari per la rescissione del contratto. Sul Super-Thriller
cala il sipario. Ma per poco.
Batman Vs. Superman
e oltre
Nellestate del 2003, una notizia-shock irrompe nelle
redazioni delle maggiori testate di entertainment mondiali:
la Warner Bros., ebbra degli incassi delle saghe di Matrix
e Harry Potter, e desiderosa
di dare filo da torcere alle franchise targate Marvel, annuncia
linizio della lavorazione di un kolossal ispirato alla
serie a fumetti Worlds Finest Comics, storico
successo Anni '50 dedicato alle avventure in team di Batman
e Superman. Cè un regista commerciale e commerciabile,
il Wolfgang Petersen di La
tempesta perfetta (2000). Cè una sceneggiatura
firmata da Andrew Kevin Walker, già sceneggiatore
di Se7en (1995). Per i ruoli del Cavaliere Oscuro e
dellUomo di Krypton spiccano le candidature di Colin
Farrell (In linea con
lassassino) e Josh Hartnett (Pearl
Harbor). A fermare la produzione sono le dure leggi
della matematica e del marketing: terrorizzati dal budget
del film, attestato intorno ai 200 milioni di dollari,
e preoccupati di restituire popolarità a due eroi tutti
da ricostruire, i dirigenti della Warner sterzano proprio
allultimo momento, e decidono di rilanciare Batman e
Superman in due pellicole a sé. Batman finisce nelle
capaci mani di Christopher Nolan, che comincia a lavorare
alacremente a Batman Begins.
LUomo dAcciaio, invece, si impantana in
una serie di disavventure produttive degne di Superman
Reborn. Il nuovo super-kolossal nasce intorno allo screenplay
firmato da J.J. Abrams (Scooby Doo, Lalba
dei morti viventi), e a un imperativo categorico:
quello di inserirsi nel trendissimo filone delle trilogie
portato al successo da Il Signore degli Anelli. Nonostante
le incongruenze, puntualmente segnalate nei tanti fan
sites sullUomo di Domani, la sceneggiatura in
sé non è affatto male. Daccordo, Krypton,
pianeta natale di Superman, non si disintegra; daccordo,
Lex Luthor viene declassato da magnate ad agente della CIA.
Ma nonostante tutto, il plot ha tutte le premesse per rilanciare
il padre di tutti i super-eroi. I problemi cominciano al momento
del casting del regista e del protagonista del film. I primi
ad essere contattati sono Joseph McG Nichol
(Charlies Angels) e ancora Josh Hartnett. Lattore
rifiuta. Il bizzoso regista accetta, ma viene rimbalzato
dai fan e successivamente dalla produzione, sempre per questioni
legate al budget. Poi il cerino passa fra le dita di Brett
Ratner, già dietro la macchina da presa di Rush
Hour (1998) e Red Dragon (2002). Il giovane regista
di Miami Beach tenta inutilmente di trovare un Supes allaltezza
della situazione, senza però riuscirci: depennati per
varie ragioni Jake Gylleenhal (Lalba del giorno dopo),
Jude Law (Sky Captain and
the World of Tomorrow) e Ashton Kutcher (The
Butterfly Effect), e dopo sei estenuanti mesi di preproduzione,
Ratner se ne va sbattendo la porta. Ma quando per il film
si profila un ennesimo rinvio a data da destinarsi, entra
in scena luomo dei sogni: Bryan Singer, il regista dei
due X-Men della Fox.
Echi di un futuro possibile
Dietro lingaggio di Singer, entusiasta di misurarsi
con un personaggio che, nelle sue stesse parole ha influenzato
pesantemente il mio modo di concepire il mondo dei supereroi,
cè un dream team che comprende Alan
Horn, presidente della Warner e Lorenzo DiBonaventura,
il producer del nuovo Batman di Chris Nolan. Lannuncio
ufficiale della Warner, datato 19 luglio 2004, accende lentusiasmo
dei tanti fan del Super-eroe giallo, rosso e blu, che ora
stanno seguende gli sviluppi della produzione con il fiato
sospeso soprattutto da quando nellelenco dei
possibili Superman è spuntato il nome di Caviezel,
che ha il fisico, il carisma e le doti recitative necessarie
per reggere il confronto con i suoi tanti acclamatissimi predecessori.
Lultima battuta, ma solo per ora, spetta di diritto
ad Akiva Goldsman, sceneggiatore con il pallino degli eroi
di carta. Che, a proposito della lunghissima e sfortunata
storia produttiva del film, ha dichiarato: Che ci mettano
pure quanto gli pare. Nessuno, ripensando a un gran film,
dirà "cavoli, quanto cè voluto per
farlo". Il resto della storia è tutto da
scrivere
©
2004 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore
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