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E’ UN UCCELLO, E’ UN AEREO, E’… SUPERMAN RETURNS

Seguire la lavorazione di un film è un rituale che a volte può rivelarsi frustrante. Inutile documentarsi per evitare topiche: in certi casi, è fatica sprecata, perché a diffondere voci false e tendenziose sono gli stessi addetti ai lavori. Prendiamo il nuovo Superman di Bryan Singer: non avevamo fatto in tempo a segnalare i primi rumors sulla pellicola e su Jim Caviezel come possibile Clark Kent, che la Warner Bros. ha pensato bene di smentirci con un comunicato stampa. Eccolo qui. Insieme con qualche spiegazione sulla faccenda, e le prime rivelazioni più o meno ufficiali sul “Superman” che verrà.

Superman: chi sarà costui?

“La Warner Bros. Pictures annuncia che Brandon Routh, venticinquenne attore dello Iowa con trascorsi televisivi e cinematografici, vestirà i panni dell’Uomo d’Acciaio nell’imminente kolossal su Superman diretto da Bryan Synger. A confermarlo è stato Jeff Robinov, Presidente della Produzione per la Warner Bros. Pictures”. Squilli di tromba a parte, questo press release datato 22 ottobre 2004 segna la soluzione di un “casus belli” che ha portato Bryan Singer e la Warner a un passo dal divorzio, e il nuovo “super-film” sull’orlo dell’ennesima crisi di nervi. I fatti: il 2 settembre scorso, lo sceneggiatore di fumetti Mark Millar (“Ultimate X-Men”, “Ultimate Fantastic Four”, “Superman: Red Son of Krypton”) rivela ai lettori del suo sito ufficiale che Caviezel è stato scritturato nel ruolo dell’eroe. Il giorno dopo, Harry Knowles di ain’t-it-cool.com torna sulla notizia, negando il tutto e giurando che in realtà Singer stia cercando un Superman nuovo di zecca. Come nella migliore tradizione, la verità sta nel mezzo. Lo dimostra uno scoop apparso il 10 ottobre scorso su Superman-V.com. Secondo l’autore, tutto è dipeso da uno scontro di personalità fra il regista, fermamente deciso ad affidare la parte a un carneade, e la Warner, orientata su Caviezel. Che però, sfortunaccia nera, sarebbe in lite con Singer dai tempi di X-Men (2000) per aver rifiutato il ruolo di Ciclope all’ultimo momento... Insomma, un bel casino. Risolto, per fortuna, con la scelta di Brandon Routh. Che oggi, dopo qualche particina in serial Tv come “Undressed” e “Will & Grace”, si ritrova addosso i panni del kryptoniano, e le Aspettative di milioni di spettatori. Singer non ha dubbi: “Brandon è un attore eccellente che ha il “physique du role” di Clark Kent/Superman. Incarna la tradizione e la storia del personaggio con una tale personalità da togliermi ogni dubbio sulla mia scelta”.

Ritorno al passato

La scelta radicale di Singer e del suo team creativo, però, non riguarda soltanto il cast del super-blockbuster prossimo venturo, ma anche il plot del film e i suoi tanti nodi narrativi. Addio alla storyline della Morte di Superman, alla saga revisionista partorita da J. Abrams nel 2003, e a tutti i plot accatastati negli ultimi anni negli uffici della Warner: a quanto pare, il nuovo Superman sarà una sorta di sequel apocrifo dei primi due “Superman” firmati da Richard Donner e Richard Lester fra il 1978 e il 1980. A confermarlo in un’intervista del 19 ottobre scorso al Chicago Sun Times è Dan Harris, lo sceneggiatore del nuovo super-kolossal. “Nel film, il nostro eroe sarà intorno alla trentina. Ha perso tutti i suoi poteri in "Superman 2", e li ha riconquistati. Ma è rimasto in ritiro per un bel po’, e qualcosa è cambiato (…) ripartiremo dai primi due film della serie originale, usando queste premesse per ampliare la storia a suon di colpi di scena ed effetti speciali”. Singer, se possibile, si è spinto ancor più in là, arrivando a chiedere l’approvazione di Donner sul progetto, e anticipando in più occasioni di voler procedere utilizzando molti elementi chiave della prima tetralogia, dal design vagamente “New Age” dei gadget kryptoniani e della Fortezza della Solitudine, all’indimenticabile “main theme” firmato da John Williams, al costume del nostro eroe, che in barba a ogni afflato revisionista dovrebbe somigliare molto a quello sfoggiato in passato dal compianto Reeve. Ma tutto questo, dando fondo a un budget che, secondo le voci, sfiora i 170 milioni di dollari, e che limiterà l’effetto “revival” della pellicola ad alcuni aspetti del “look and feel”.

Magie in salsa kiwi

Pur con un occhio all’effetto nostalgia che ha fatto la fortuna di tante pellicole basate su personaggi o serial tipici degli Anni 70 e 80, il Superman che verrà non dà certo l’impressione di lesinare in trovate visive e soluzioni spettacolari. E poco male se nella parte di Metropolis vedremo Sydney, la metropoli più rappresentativa dell’Australia: da M:I 2 a Il Signore degli Anelli, il continente australiano ha dimostrato di non avere nulla da invidiare agli Stati Uniti dal punto di vista delle location e della professionalità dei Crew. Così, la squadra che dovrà riportare al cinema il padre di tutti i super-eroi insieme con gli spettatori di tutto il mondo sta nascendo sotto i migliori auspici. Al fianco di Singer, facce note come lo scenografo Guy Dyas (“King Arthur”, “Matrix Reloaded” “Il Pianeta delle Scimmie”), il direttore della fotografia Newton Thomas Sigel (X-Men) e la costumista Louise Mingenbach (“X2”, Starsky & Hutch. E poi, un pugno di “grandi firme” degli effetti digitali, che mentre scriviamo stanno sgomitando per partecipare al nuovo exploit cinematografico dell’Uomo d’Acciaio, dalla Pixel Liberation Front (Fight Club, La maledizione della prima luna), alla ILM, vista all’opera sulle saghe di Star Wars e Harry Potter, alla Sony Image Works (Spider-Man, “Spider-Man 2”). Si comincia a girare a febbraio. Uscita prevista, almeno per gli Usa: estate 2006. Che altro? Ah, sì: il titolo del film dovrebbe essere Superman Returns. Ma attendiamo smentite da un momento all’altro.

© 2004 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore

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