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SKY CAPTAIN, O LA RIVINCITA DEI NERDS

Questo “Prossim@mente” è dedicato a coloro che credono ancora nel sogno americano. Perché solo nei cari vecchi States può capitare che un signor nessuno possa passare in pochi mesi da zero a cento, dai confini angusti di un garage alla sala montaggio di una megaproduzione hollywoodiana. Questo è quello che è successo a Kerry Conran: un ventinovenne che presto farà parlare di sé con un film retrò, sperimentale, ardito. E fatto per trasportare gli spettatori in un futuro affascinante che sa di passato remoto: quello di Sky Captain and The World of Tomorrow.

Quei temerari delle macchine volanti

Come tutte le avventure che si rispettino, Sky Captain è nato sui banchi di scuola. Kerry Conran lo aveva concepito all’età di 13 anni, prima di laurearsi alla CalArts, la fucina di maghi informatici che ha dato i natali a tutti i guru del cinema virtuale. Come tutte le avventure che si rispettino, il film ha un plot esile come un fuscello: è il 1939, e un mad doctor un po’ nazi, tal professor Totenkopf, ha deciso di conquistare il mondo con un “invincibile armada” di automi e macchine volanti. Per fortuna, sulla sua strada c’è Joseph Sullivan, meglio noto come Sky Captain: un fustacchione sempre pronto a zompare sul suo Warhawk P-40 per difendere lo status quo e le grazie della bella di turno. Con una trama del genere, uno qualunque sarebbe andato a nascondersi. Ma Conran era molto motivato. Così si è messo sotto di brutto. E ha partorito un programma che avrebbe fatto l’invidia della ILM di George Lucas. Un software in grado di ricreare le scenografie più stupefacenti sullo schermo di un computer, e di mixarle con le performance di un cast in carne ed ossa grazie a uno story-board 3D del film - una “sceneggiatura animata” in tre dimensioni cui abbinare le immagini degli attori come in un copia/incolla.

La strada verso la gloria

Per quattro lunghi anni, Kerry e suo fratello Kevin, scenografo ufficiale della famiglia, hanno sudato sul proprio Pc per generare sei minuti di Sky Captain. È stata dura, ma ne è valsa la pena: perché alla fine, il filmino è finito sull’hard disk di un pezzo da novanta di Hollywood come Jon Avnet, regista del mediocre L’angolo rosso (1997), ma produttore di tante pellicole commerciali di discreto successo, da Risky Business - Fuori i vecchi… i figli ballano (1983) a George della giungla (1997). Come ha dichiarato in una intervista al sito web Countingdown.com, vedendo le poche sequenze girate dai Conran Bros., Avnet è rimasto letteralmente a bocca aperta. “È stato come nella rivincita dei Nerds, sfigati sì, ma vincenti. Proprio come Lucas ai tempi del primo "Star Wars"”. Qualche telefonata e qualche business lunch dopo, a cadere nella rete è stata quella vecchia volpe di Aurelio De Laurentiis, il produttore di Leviathan (1989) e Hannibal (2001): punto sul vivo dalle visioni dei nostri eroi, il leggendario producer italiano li ha trascinati alla Paramount Pictures. Da qui, i fratelli Conran sono usciti con tre biglietti di sola andata per il grande cinema: un contratto firmato, un budget di 60 milioni di dollari, e un cast che conta stelle come Jude Law (Il talento di Mr. Ripley), Gwyneth Paltrow (Sliding Doors, I Tenembaum) e Angelina Jolie (Lara Croft: Tomb Raider). A questo punto, non è rimasto che cominciare a girare.

Missione compiuta

Lo shooting delle scene dal vivo ha richiesto solo nove settimane. Durante le riprese, Kerry Conran ha utilizzato la tecnica del bluescreen, filmando i movimenti degli attori davanti a uno sfondo azzurro da sostituire in un secondo momento con i set “virtuali” creati dal computer. Il bello, però, è venuto dopo, quando il giovane cineasta si è rinchiuso dentro un seminterrato nel cuore della San Fernando Valley con un esercito di programmatori e una batteria di Powermac G5 nuovi fiammanti: per dar corpo alle spettacolari sequenze del film c’è voluto un anno intero. Ma il risultato sembra all’altezza delle aspettative: a giudicare dal trailer, on line su apple.com dallo scorso 23 dicembre 2003, Sky Captain and the World of Tomorrow si preannuncia come un film capace di andare oltre i generi, una chicca imperdibile per tutti gli amanti del cinema spettacolare: i puristi della Science Fiction ci troveranno echi di Verne e H.G. Wells, e gli amanti dei fumetti apprezzeranno gli innumerevoli rimandi a comic books Anni '40 come il Capitan America di Jack Kirby e Joe Simon e il Blackhawk della Quality Comics; i giovanissimi sgraneranno gli occhioni di fronte ai duelli aerei fra la squadriglia di Sky Captain e le sue nemesi meccaniche; i maniaci della grafica computerizzata, infine, potranno stupirsi di fronte alle capacità tecniche di Kerry Conran. Lui, la sua battaglia l’ha già vinta. Perché ancor prima dell’uscita del film, ha già cominciato a lavorare su Sky Captain 2.
Mica male, per uno che fino all’altro ieri stava chiuso in un garage.

© 2004 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore

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