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home page di Skycaptain.com
(© Paramount Pictures 2004)

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SKY
CAPTAIN, O LA RIVINCITA DEI NERDS
Questo Prossim@mente è dedicato a coloro
che credono ancora nel sogno americano. Perché solo nei
cari vecchi States può capitare che un signor nessuno
possa passare in pochi mesi da zero a cento, dai confini angusti
di un garage alla sala montaggio di una megaproduzione hollywoodiana.
Questo è quello che è successo a Kerry Conran:
un ventinovenne che presto farà parlare di sé
con un film retrò, sperimentale, ardito. E fatto per
trasportare gli spettatori in un futuro affascinante che sa
di passato remoto: quello di Sky Captain and The World of
Tomorrow.
Quei temerari delle macchine volanti
Come tutte le avventure che si rispettino, Sky Captain
è nato sui banchi di scuola. Kerry Conran lo aveva
concepito alletà di 13 anni, prima di laurearsi
alla CalArts, la fucina di maghi informatici che ha dato i natali
a tutti i guru del cinema virtuale. Come tutte le avventure
che si rispettino, il film ha un plot esile come un fuscello:
è il 1939, e un mad doctor un po nazi, tal
professor Totenkopf, ha deciso di conquistare il mondo con un
invincibile armada di automi e macchine volanti.
Per fortuna, sulla sua strada cè Joseph Sullivan,
meglio noto come Sky Captain: un fustacchione sempre pronto
a zompare sul suo Warhawk P-40 per difendere lo status quo e
le grazie della bella di turno. Con una trama del genere, uno
qualunque sarebbe andato a nascondersi. Ma Conran era molto
motivato. Così si è messo sotto di brutto. E ha
partorito un programma che avrebbe fatto linvidia della
ILM di George Lucas. Un software in grado di ricreare
le scenografie più stupefacenti sullo schermo di un computer,
e di mixarle con le performance di un cast in carne ed ossa
grazie a uno story-board 3D del film - una sceneggiatura
animata in tre dimensioni cui abbinare le immagini degli
attori come in un copia/incolla.
La strada verso la gloria
Per quattro lunghi anni, Kerry e suo fratello Kevin, scenografo
ufficiale della famiglia, hanno sudato sul proprio Pc per generare
sei minuti di Sky Captain. È stata dura, ma ne
è valsa la pena: perché alla fine, il filmino
è finito sullhard disk di un pezzo da novanta
di Hollywood come Jon Avnet, regista del mediocre Langolo
rosso (1997), ma produttore di tante pellicole commerciali
di discreto successo, da Risky Business - Fuori i vecchi
i figli ballano (1983) a George della giungla (1997).
Come ha dichiarato in una intervista al sito web Countingdown.com,
vedendo le poche sequenze girate dai Conran Bros., Avnet è
rimasto letteralmente a bocca aperta. È stato come
nella rivincita dei Nerds, sfigati sì, ma vincenti. Proprio
come Lucas ai tempi del primo "Star Wars". Qualche
telefonata e qualche business lunch dopo, a cadere nella
rete è stata quella vecchia volpe di Aurelio De Laurentiis,
il produttore di Leviathan (1989) e Hannibal (2001):
punto sul vivo dalle visioni dei nostri eroi, il leggendario
producer italiano li ha trascinati alla Paramount Pictures.
Da qui, i fratelli Conran sono usciti con tre biglietti di sola
andata per il grande cinema: un contratto firmato, un budget
di 60 milioni di dollari, e un cast che conta stelle
come Jude Law (Il talento di Mr. Ripley), Gwyneth
Paltrow (Sliding Doors, I Tenembaum) e Angelina
Jolie (Lara Croft: Tomb Raider). A questo punto,
non è rimasto che cominciare a girare.
Missione compiuta
Lo shooting delle scene dal vivo ha richiesto solo nove
settimane. Durante le riprese, Kerry Conran ha utilizzato la
tecnica del bluescreen, filmando i movimenti degli attori
davanti a uno sfondo azzurro da sostituire in un secondo momento
con i set virtuali creati dal computer. Il bello,
però, è venuto dopo, quando il giovane cineasta
si è rinchiuso dentro un seminterrato nel cuore della
San Fernando Valley con un esercito di programmatori e una batteria
di Powermac G5 nuovi fiammanti: per dar corpo alle spettacolari
sequenze del film cè voluto un anno intero. Ma
il risultato sembra allaltezza delle aspettative: a giudicare
dal trailer, on line su apple.com dallo scorso 23 dicembre 2003,
Sky Captain and the World of Tomorrow si preannuncia
come un film capace di andare oltre i generi, una chicca imperdibile
per tutti gli amanti del cinema spettacolare: i puristi della
Science Fiction ci troveranno echi di Verne e H.G. Wells,
e gli amanti dei fumetti apprezzeranno gli innumerevoli rimandi
a comic books Anni '40 come il Capitan America
di Jack Kirby e Joe Simon e il Blackhawk della Quality
Comics; i giovanissimi sgraneranno gli occhioni di fronte ai
duelli aerei fra la squadriglia di Sky Captain e le sue nemesi
meccaniche; i maniaci della grafica computerizzata, infine,
potranno stupirsi di fronte alle capacità tecniche di
Kerry Conran. Lui, la sua battaglia lha già vinta.
Perché ancor prima delluscita del film, ha già
cominciato a lavorare su Sky Captain 2.
Mica male, per uno che fino allaltro ieri stava chiuso
in un garage.
©
2004 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore
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