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Bruce
Willis, ovvero John Hartigan (© Dimension Films 2004)

il
sito ufficiale del film
La
scheda del film e un clip girato sul set
Per sapere tutto
sulle graphic novel della saga
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| Una
vignetta da Quel bastardo giallo (© Dark Horse
Comics 2004) |
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SIN
CITY: PROFONDO NOIR
La serie a fumetti cult degli Anni 90 arriva sul grande
schermo con il suo cocktail di humour nero, erotismo e morti
ammazzati. E un regista che promette sfracelli. Anzi, due.
Robert Rodriguez mi ha presentato unidea solida
e coerente per portare la mia creatura sugli schermi. Era unofferta
da prendere al volo: ne verrà fuori un poliziesco davvero
originale. Il comunicato stampa è firmato dalla
Dimension Films, la casa di produzione indipendente che
ha rilanciato il cinema di genere a stelle e strisce, offrendo
al pubblico chicche imperdibili come Dal tramonto allalba
(1996) o Below (2002) di David Twohy. E la citazione
porta la firma di un gigante del fumetto Usa come Frank
Miller. Che, dopo un decennio di false partenze e progetti
abortiti - come il deludente Robocop 2 di Irvin Kershner
(1990) o il Batman: Anno Uno sponsorizzato e poi trombato
dalla Warner Bros. - finalmente si appresta a volare al cinema
con la sua saga più longeva e fortunata. Ovvero, Sin
City. Il miracolo, caso più unico che raro nella
lunga e travagliata liaison fra comic books e
cinema dautore, sta avvenendo in pochi mesi. Annunciato
da "Variety" il 26 febbraio scorso, il film sta rapidamente
prendendo forma, e arriverà sugli schermi di tutto il
pianeta nellestate del 2005. Cè giusto il
tempo di spaparanzarsi di fronte al computer e farsi una cultura
sulluniverso cupo e affascinante della Città
del peccato e sui suoi cittadini più rappresentativi.
Marv,
Dwight, Nancy e gli altri
Allinizio fu Sin City, la saga originale. Un pasticciaccio
brutto che raccontava le ultime ore disperate di un killer indistruttibile
e ottuso pronto a tutto pur di vendicare la morte di una prostituta.
La storia in sé non brillava certo per originalità:
ma a fare la differenza e a proiettare la serie in cima
alle classifiche dei comic books più amati dal grande
pubblico furono le atmosfere e il character design.
Come le Crime Story partorite da Joe Simon e Jack
The King Kirby fra gli Anni '40 e '50, Sin
City proiettava il lettore in un mondo talmente violento
e grottesco da risultare caricaturale. E i personaggi, poi,
che sagome: killer scolpiti nel granito come Marv, unico eroe
dei fumetti a conquistarsi una action figure il
cui principale accessorio è una piccola, efficientissima
sedia elettrica. Cardinali corrotti. Psicopatici cannibali.
Avvocatesse lesbiche. Mercenari nazisti. E chi più ne
ha più ne metta. Era logico che la serie solleticasse
gli istinti più bassi dei castigatissimi fanboy
statunitensi, trascinandoli sulla strada del peccato. E così,
quello che era nato come un passatempo è diventato un
lavoro a tempo pieno. E ha prodotto altre storie tesissime,
e tanti altri personaggi indimenticabili, come il poliziotto
duro e puro John Hartigan, la silenziosa e
letale Miho, una prostituta giapponese con un debole per
le armi da taglio, i due forbitissimi killer Shlubb & Klump,
e tonnellate di altri dropout da antologia.
Il
ritorno del Mariachi
E a questo punto che entra in scena Robert Rodriguez.
Balzato agli onori della cronaca con loriginale western
in salsa chili El Mariachi
(1992), e poi confermatosi con pellicole dal sapore speziato
come Four Rooms (1995) e Cera una volta in Messico
(2003), Rodriguez era il personaggio più adatto a
prestare il proprio talento iconoclasta al Black & White
sporco e granuloso di Frank Miller. La sua passione per il fumetto
ha fatto la differenza. E lha portato verso Sin City.
Il primo passo, convincere Miller a portare la sua creatura
davanti alla macchina da presa, è stato relativamente
facile: Rodriguez si è presentato dal padre di tutti
i fumetti noir con un misteriosissimo test shooting
di dieci minuti, girato con precisione meticolosa per dimostrare
allautore della serie che sì, portare Sin City
al cinema era possibile. Facciamo così, Frank:
se questo corto ti piace, ne facciamo un film a
quattro mani. Se invece non ti piace, beh, consideralo un omaggio
personale da mostrare agli amici. Difficile resistere
a unofferta del genere: e ottenuto il placet dellautore,
la strada è stata tutta in discesa.
Il
bar dei destini incrociati
A sentire i bene informati, come Greg Dean Schmitz di
Yahoo.com o Patrick Sauriol di Corona Coming Attractions, il
plot di Sin City ricalca abbastanza da vicino
tre fra le storyline più amate della serie, nelordine
la miniserie originale, Sesso e sangue a Sin City e Quel
bastardo Giallo da leggere, o rileggere, assolutamente.
Chi conosce il materiale sa che ce ne sarebbe abbastanza per
girare non uno, ma almeno una decina di film. la soluzione,
tanto barocca quanto efficiente, è quella già
ampiamente collaudata dallo stesso Miller nei suoi fumetti,
ma anche da registi celebrati come Quentin Tarantino
(Le Iene - Cani da rapina, Pulp Fiction, Kill
Bill) o Alejandro Gonzalez Inarritu (Amores Perros,
21 grammi). Come il fumetto, più che il fumetto,
Sin City non farà perno su un plot coeso,
ma su una serie di trame e sottotrame che si intersecano, si
aggrovigliano e si dipanano intorno a un unico centro di gravità,
il mitico strip bar di Josie, verso un finale notturno
che promette azione ed emoglobina a fiumi. Ma qui, le stelle
non stanno a guardare: fanno la fila per unirsi al cast.
Pronti
a morire
Il cast di Sin City rappresenta un vero e proprio Wet Dream
per tutti gli amanti del fumetto originale, ma anche del cinema
macho. Il redivivo Mickey Rourke (9 settimane e 1/2)
presta il suo volto tumefatto e dolente a Marv, il Killer dal
cuore doro. Bruce Willis (Pulp Fiction,
Die Hard) è John Hartigan, sbirro a poche
ore dalla pensione con il pallino per le cause perse.
Elijah Wood, il Frodo Baggins della trilogia di Il
Signore degli Anelli (2001 2004) è Kevin,
un serial killer antropofago da fare invidia al leggendario
Hannibal Lecter, e Jessica Alba, la Dark Angel
della serie Tv, indossa i panni succinti e le curve mozzafiato
di Nancy Callahan, una delle tante donne perdute della città
del peccato. Ma non finisce qui: in cartellone ci sono anche
Christopher Walken, Carla Cugino, Josh Hartnett,
Leonardo DiCaprio, Michael Clarke Duncan e tante
altre facce da Oscar, diligentemente riunite sul set
di Austin, Texas, per dar corpo ai sogni e soprattutto agli
incubi di questa strana coppia di registi. La data duscita
è ancora da definire. Ma viste le premesse, a chi scrive
non resta altro che stare in ascolto e scrutare la rete alla
ricerca di indizi, come ogni segugio che si rispetti. Perché
nei prossimi mesi, a Sin City come su internet, cè
da scommettere che farà dannatamente caldo.
©
2004 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore
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