Chiamatemi Riddick
Marzo 2004
recensione di Andrea Voglino
Lantieroe macho di Pitch
Black torna sul grande schermo in The Chronicles
of Riddick, unavventura spaziale da 100 milioni di dollari.
Lennesimo kolossal formato famiglia o la consacrazione del nuovo
Iena Plissken?
Il germe del disagio
Fra tutti i cult movie degli Anni '80, ce nè uno che i fedelissimi di Drive Magazine ricorderanno bene: trattasi di Fuga da New York (1980), una delle prove dautore più riuscite e osannate di John Carpenter. Il vero punto di forza del film non stava tanto nella trama o negli effetti
speciali, per la verità un po caserecci, quanto nel protagonista, il leggendario e imitatissimo Iena Plissken. Iena - nelloriginale, Snake, ovvero serpente - è stato il primo autentico antieroe del cinema dazione: un ergastolano dalla faccia di pietra, refrattario allordine costituito, e pronto a trasformare il lieto fine del film in una guerra
nucleare pur di togliersi un sassolino dagli anfibi. Uno così era praticamente inimitabile: e infatti, tutti quelli che hanno provato a rinverdirne
i fasti hanno toppato miseramente. Vedere, per credere, tutte le imitazioni del
caso, dal trucidissimo e italianissimo I guerrieri dellanno 2072, allinguardabile Fuga da Los Angeles, scialbo numero 2 della serie ufficiale. Ma per fortuna, il germe del disagio
che aveva fatto la fortuna cinematografica di Iena aveva fatto breccia nel Dna
di un giovane sceneggiatore hollywoodiano, David Twohy. Che, dopo essersi fatto le ossa sceneggiando filmetti come Il Fuggitivo (1993) o Gi Jane (1997) è diventato un ottimo regista di genere. E ha portato sulla scena Pitch Black (2000). Il primo film di fantascienza brutto sporco e cattivo dai tempi di Carpenter.
Lantieroe senza macchia
In unintervista a Scifi.com, Twohy ha recentemente dichiarato di avere una predilezione
per la fantascienza perché È un genere senza "paletti", eccetto quelli imposti dal contesto narrativo. Il che, se ti piace sognare, è davvero un privilegio". Nel caso di Pitch Black, la sua immaginazione ha partorito un killer roccioso e taciturno interpretato
da Vin Diesel, astro emergente del cinema muscolare, fatto fuori da un cecchino tedesco in
una delle tante scene madri di Salvate il soldato Ryan (1998), e non ancora assurto ai fasti tamarroni di The Fast and The Furious (2001) e XXX (2002). Pitch Black, uscito sottotraccia, ma favorito da una nomea di cult movie foriera di incassi più che discreti, il film raccontava il naufragio del nostro su un pianeta ostile,
e la sua lotta senza quartiere contro tutti: i suoi compagni di sventura, giustamente
terrorizzati allidea di ritrovarsi fianco a fianco con un killer psicopatico, e un esercito di
diafani mostri sotterranei nascosti fra le viscere del pianetino. Era ovvio che
Riddick non ne uscisse proprio con le mani pulite: e allora, perché tornare sul luogo del delitto, per di più con un budget praticamente quintuplicato? A spiegarlo in unintervista a Paul Fischer di Dark Horizons è lo stesso Diesel, qui nellinedita veste di star e produttore: Perché Riddick è il personaggio più fottutamente interessante che mi sia mai capitato di interpretare. È lantieroe per eccellenza, e tutti sanno quanto io ami gli antieroi. Dunque, si ricomincia daccapo. Con lo stesso cast del primo film. Ma con molte altre novità..
Un ritorno in grande stile
Per portare sullo schermo The Chronicles of Riddick, la Universal
ha buttato nel calderone una cifra intorno ai 100 milioni di dollari, chiamando
a raccolta un cast di tutto rispetto. Accanto al redivivo Diesel,
il cartellone annovera nei ruoli principali Judy Dench, la nuova M
di 007, Thandie Newton, dark lady ma non troppo in Mission:
Impossible 2 (2000) e Karl Urban, già alla testa dei
cavalieri di Rohan da Il signore degli anelli - Le due torri in giù.
Le cosiddette scenografie necro-barocche che fanno da sfondo alle
vicende del film sono di Holger Gross, già visto allopera
in Stargate (1994) e Deep Rising Creature dal profondo
(1997). Lart director Kevin Ishioka è lo stesso
di MIB - Man in Black II (2002), e i costumi sfoggiano la prestigiosa
griffe di Ellen Mirojnick e Michael Dennison (Starship Troopers).
Il supervisore degli effetti digitali è Peter Chiang (Batman,
Below). La sorpresa vera, però, sta nella trama. Come rivelano
le note di produzione del film, The Chronicles of Riddick non ha che
pochi punti di contatto con Pitch Black. Ricorda David Twohy: In
realtà, avevamo accarezzato lidea di un seguito di "Pitch
Black" già durante la post-produzione del primo film. Ma ero ben
conscio della trappola insita in ogni sequel, il fatto di ripetere cose già
dette e già fatte. Così ho ribadito che la chiave del sequel
doveva stare nellevitare i luoghi comuni. Mai tornare sullo stesso pianeta.
Mai ripresentare le stesse creature. Anzi, niente creature e via. Siamo passati
dallhorror allazione. Il risultato è un film che
deve molto ai vecchi fumetti di Flash Gordon e a serial cinematografici
come Star Wars e Star Trek, e racconta la metamorfosi
di Riddick da killer spietato a eroe plantetario, e la sua lotta contro i
Necromongers, crudelissimi armigeri intergalattici con il pallino della sopraffazione
e dello schiavismo. Data dinizio della battaglia sui nostri schermi:
20 agosto 2004. Alla prossima.
