prossim@mente




La locandina del film
© New Line Cinema 2007




Un ricco "Fan Site" sull'attore canadese

IN ARCHIVIO:

Batman: Intimidation
Batman Begins
I, Robot

Mi trovi buffo?
© New Line Cinema
2007

 
voi siete qui: drive index | cinema | prossim@mente: archivio | The number 23


THE NUMBER 23: LA PAURA FA 90...

Se occorresse definire i registi americani più quotati dell'ultimo decennio con altrettanti aggettivi ad hoc, una volta arrivati a Joel Schumacher bisognerebbe chiudere il Devoto-Oli e fare un bel respiro. Arguto, giovanile e ben più interessante di gran parte dei film che ha firmato in oltre un trentennio di militanza dietro la macchina da presa, il sessantottenne Schumacher è uno dei grandi misteri umani di Hollywood e dintorni. Ha lavorato a classici Anni '70 come Il Dormiglione (1974) e The Wiz (1978). Ha lanciato nell1empireo delle star sex symbol come Demi Moore, Kiefer Sutherland o Colin Farrell, e affossato tutte le principali icone della "American Way of Life", dagli avvocati, ai clerks, ai super-eroi. Ha affrontato con coraggio e senza pippe autoriali tutti i generi del cinema di genere, dal thriller, al police procedural, al musical. Ha alternato con nonchalanche fiaschi di proporzioni epiche (uno su tutti, l'ultimo, imbarazzante Batman degli Anni 90) e piccole chicche di "instant cinema" a basso budget come l'agile e scoppiettante In linea con l'assassino (2002).
Insomma, ne ha combinate tante da meritarsi, oltre a raffiche di sonori pernacchioni, anche un occhio (critico) di riguardo. Così, quando i principali siti di cinema non offrono niente di interessante su cui spettegolare, quando i reparti di rumour control delle major fanno catenaccio, insomma, quando all'orizzonte filmico non c'è niente da segnalare, per distrarsi un
po' basta andare a vedere cosa combina l'ineffabile - eccolo qui, l'aggettivo che mancava: ineffabile - Schumacher. Il che ci porta a un film che negli States uscirà in sordina a fine febbraio e che promette parecchie sorprese: "The Number 23". Ovvero, "Il numero 23".

Un insieme di sfortunate coincidenze

Anche se normalmente non ci si pensa mai, il 23 è davvero un numero speciale. È il numero dei cromosomi che papà e mammà immettono nel Dna di ogni nascituro. Coincide con il numero di secondi che occorrono al sangue per farsi il giro del sistema circolatorio, ma anche con l'ampiezza dell'angolo dell'asse terrestre - che, per chi non lo sapesse, ha un'inclinazione di 23,5 gradi. Ma quando vuole, il 23 sa anche essere un numero un po' sfigato.
Basta pensare a Giulio Cesare e alle stilettate che si beccò il giorno fatale delle idi di marzo, o all'affondamento del Titanic, avvenuto, guarda caso, il 15/5/!912: la somma di giorno, mese e anno del disastro dà appunto 23. L'elenco potrebbe continuare ancora a lungo. Consultare, per credere, la voce corrispondente su Wikipedia.org, una spataffiata di quasi sette pagine di coincidenze. Con premesse del genere, non stupisce che le prime immagini del film ci offrano un Jim Carrey tutt'altro che rassicurante. E infatti, ormai deciso ad affrancarsi definitivamente dai propri trascorsi da giullare, e ormai vocato a ruoli adulti, con questo film l'ex scemo e più scemo compie una decisa virata verso il lato oscuro della forza. "Il numero 23 è un film completamente diverso da quelli che ho interpretato fino a oggi, ed è proprio quello che stavo cercando", ha dichiarato l'attore al sito Jim Carrey On Line. "Le storie che preferisco sono quelle che mi pongono sfide interessanti, come «Se mi lasci ti cancello». In quel caso, il nocciolo della storia stava nel chiedersi «cosa cancelleresti dalla tua mente? Chi vorresti rendere invisibile? Ti hanno mai cancellato la memoria?». E anche in questo caso, il film tocca temi che nessun film ha mai toccato prima d'ora".

Pari o dispari?

Come molti altri film a tutta suspense, The number 23 è una variazione su un tema immarcescibile: quello del "doppio". Al centro della storia c'è un romanzaccio pulp scovato in una libreria dalla moglie del protagonista. Il venefico libercolo, nato come un innocuo regalo di compleanno, si trasforma ben presto in un ponte fra il mondo reale del protagonista, un
bonario accalappiacani, e un mondo fittizio intriso di disperazione e follia. Il minimo comune denominatore fra queste due realtà è Carrey, pronto a saltabeccare come un novello Fregoli dalla maschera del bonario accalappiacani Walter Sparrow a quella, ben più sinistra, dell'investigatore psicopatico Fingerling.
"Il numero 23 è il lato di Walter che il personaggio rifiuta", continua Carrey. "Quel numero, in realtà, non rappresenta una semplice cifra, ma la coscienza. Si tratta di una rivelazione, e l'ossessione che l'uomo ne ricava è qualcosa di cui non riesce a liberarsi perché non riesce ad andare fino in fondo. Così, in realtà, il numero è solo un pretesto sotto cui si nasconde l'ossessione vera e propria". Accanto al pirotecnico attore canadese, nel cast, un bel mazzetto di bravi caratteristi come la Virginia Madsen di Sideways - In viaggio con Jack (2004) e il Danny Houston di 21 grammi (2003). Conoscendo i precedenti di Schumacher nel ramo "film de paura", da Un giorno di ordinaria follia a 8 mm - Delitto a luci rosse il rischio è che il film parta benino, e poi scivoli lentamente verso la truculenza più bieca. Ma finché c'è vita c'è speranza. L'appuntamento in sala è per il 30 marzo. Con tanti auguri.

© 2007 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore

drive index | cinema | prossim@mente: archivio
Drive Magazine Copyright 1999-2007 Stefano Marzorati
scrivete a drive