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Chi ha paura della notte?
Maggio 2005

recensione di Andrea Voglino

L’estate del 2005 si annuncia sicuramente come un’estate con la “E” maiuscola per tutti coloro che amano il cinema d’azione con la “A” maiuscola. Ma se il pubblico mainstream trattiene il respiro in attesa delle corazzate del divertimento varate dalle major del cinema Usa, c’è chi sussurra che il vero evento cinematografico della stagione sia un blockbuster venuto dall’est. Un film costato solo 4 milioni di dollari, ma capace di incassarne ben 13 in sole 3 settimane di programmazione trascinando al cinema i ragazzini di tutta la Russia. Un film in grado di dar filo da torcere anche a kolossal come Il signore degli Anelli: il ritorno del re o Spider-Man 2, e di far gridare al miracolo signori registi come Quentin Tarantino o Robert Rodriguez. Ma soprattutto, un film che il 6 giugno 2005 è in uscita in tutte le sale italiane, con un titolo promettente e molto dark: Night Watch. Ovvero, I guardiani della notte.

Magia rossa

La leggenda di Nochnoi Dozor - ecco il titolo originale del film - comincia nel 1998, quando il novelist sovietico Sergei Lukyanenko pubblica il primo tomo di una trilogia che sembra fatta apposta per mandare in sollucchero tutti i teen-ager moscoviti. Il romanzo mescola disinvoltamente vampiri, mutaforma, streghe e altre creature soprannaturali tipiche dell’immaginario collettivo russo, ambientandone le gesta nell’affascinante scenario di una Mosca più cupa e decadente che mai: il risultato è davvero esplosivo. La saga di Nochnoi Dozor si insedia stabilmente in cima alle classifiche librarie russe. E in capo a pochi anni, figlia ben due seguiti, attirando l’attenzione del produttore Konstantin Ernst, il direttore generale del primo canale della Tv russa. Il resto è una lunga, imprevedibile e inarrestabile scalata al successo: dagli incassi record in all’Est, alla nomination agli Oscar 2004 come miglior film straniero, all’intervento della Fox Searchlight, che acquista i diritti del film per la distribuzione in tutto il mondo, e mette a disposizione del regista e co-sceneggiatore Timur Bekmambetov i soldini per trasformare il film in una trilogia.

I buoni e i cattivi

La storia verte sulla lotta millennaria fra due gruppi contrapposti di esseri soprannaturali, soprannominati “Gli Altri”. Come gli immortali di Highlander, questi ultimi convivono pacificamente nei bassifondi di Mosca, alternandosi fra il giorno e la notte. Ma quando dopo un millennio di pace e tranquillità la tregua si rompe, comincia una guerra a bassa intensità che vede le due fazioni una contro l’altra. Manco a dirlo, a spese della razza umana. Niente di particolarmente originale: ma come scrive l’anonimo critico di Dread.com, fervido fan della pellicola, Night Watch funziona “Perché si inserisce nello stesso filone di grandi saghe come "Matrix", "Star Wars" o "Blade"... Offrendo al pubblico una storia esauriente e coesa ambientata in un universo composito, caratterizzato da una propria mitologia che si inserisce perfettamente in un canovaccio molto più esteso. Il giudizio finale è lapidario: “Gli ultimi tentativi hollywoodiani di portare il soprannaturale sullo schermo, come Van Helsing, Underworld o La leggenda degli uomini straordinari hanno fallito, perché la storia e i personaggi sembravano subordinati agli effetti speciali, invece del contrario. Night Watch evita queste trappole affidando tutto il proprio potenziale a una storia tesa e avvincente, un gruppo di personaggi ben delineati e dialoghi pieni di verve”.

Brividi al botteghino

Il miracolo, dunque, si preannuncia alla portata di tutti, non solo dei (pochi) aficionados della fantascienza Made In Russia. Addio ai manierismi e ai simbolismi esasperati del vecchio cinema fantastico pre-perestroika. Addio ai ritmi stremanti e al mood depressivo di pellicole come il Solaris originale del 1972 o Stalker (1979). Il nuovo volto del cinema fantastico dell’Est è ipercinetico e trendy fin nei sottotitoli, e sembra pronto a conquistare tutto l’occidente. Tanto che, come scrive Mark Ames di exile.ru, “Secondo i soliti ben informati, Hollywood è talmente preoccupata del successo di Nochnoi Dozor (...) da aver infiltrato negli studi russi dei sabotatori, e da aver incaricato la Motion Picture Association of America di preparare sanzioni contro il cinema russo per mettere in ginocchio l’industria cinematografica russa”. Ma chi teme rigurgiti di guerra fredda farà meglio a tranquillizzarsi: a quanto pare, d’ora in poi, le nuove battaglie si combattono al botteghino.