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CHI
HA PAURA DELLA NOTTE?
Lestate del 2005 si annuncia sicuramente come unestate
con la E maiuscola per tutti coloro che amano
il cinema dazione con la A maiuscola. Ma
se il pubblico mainstream trattiene il respiro in attesa delle
corazzate del divertimento varate dalle major del cinema
Usa, cè chi sussurra che il vero evento cinematografico
della stagione sia un blockbuster venuto dallest.
Un film costato solo 4 milioni di dollari, ma capace di incassarne
ben 13 in sole 3 settimane di programmazione trascinando al
cinema i ragazzini di tutta la Russia. Un film in grado di
dar filo da torcere anche a kolossal come Il signore
degli Anelli: il ritorno del re o Spider-Man 2,
e di far gridare al miracolo signori registi come Quentin
Tarantino o Robert Rodriguez. Ma soprattutto, un film che
il 6 giugno 2005 è in uscita in tutte le sale italiane,
con un titolo promettente e molto dark: Night Watch.
Ovvero, I guardiani della notte.
Magia rossa
La leggenda di Nochnoi Dozor - ecco il titolo originale
del film - comincia nel 1998, quando il novelist sovietico
Sergei Lukyanenko pubblica il primo tomo di una trilogia
che sembra fatta apposta per mandare in sollucchero tutti
i teen-ager moscoviti. Il romanzo mescola disinvoltamente
vampiri, mutaforma, streghe e altre creature soprannaturali
tipiche dellimmaginario collettivo russo, ambientandone
le gesta nellaffascinante scenario di una Mosca più
cupa e decadente che mai: il risultato è davvero esplosivo.
La saga di Nochnoi Dozor si insedia stabilmente in
cima alle classifiche librarie russe. E in capo a pochi anni,
figlia ben due seguiti, attirando lattenzione del produttore
Konstantin Ernst, il direttore generale del primo canale
della Tv russa. Il resto è una lunga, imprevedibile
e inarrestabile scalata al successo: dagli incassi record
in allEst, alla nomination agli Oscar 2004 come miglior
film straniero, allintervento della Fox Searchlight,
che acquista i diritti del film per la distribuzione in tutto
il mondo, e mette a disposizione del regista e co-sceneggiatore
Timur Bekmambetov i soldini per trasformare il film
in una trilogia.
I buoni e i cattivi
La storia verte sulla lotta millennaria fra due gruppi contrapposti
di esseri soprannaturali, soprannominati Gli Altri.
Come gli immortali di Highlander, questi ultimi convivono
pacificamente nei bassifondi di Mosca, alternandosi fra il
giorno e la notte. Ma quando dopo un millennio di pace e tranquillità
la tregua si rompe, comincia una guerra a bassa intensità
che vede le due fazioni una contro laltra. Manco a dirlo,
a spese della razza umana. Niente di particolarmente originale:
ma come scrive lanonimo critico di Dread.com, fervido
fan della pellicola, Night Watch funziona Perché
si inserisce nello stesso filone di grandi saghe come "Matrix",
"Star Wars" o "Blade"... Offrendo al pubblico
una storia esauriente e coesa ambientata in un universo composito,
caratterizzato da una propria mitologia che si inserisce perfettamente
in un canovaccio molto più esteso. Il giudizio finale
è lapidario: Gli ultimi tentativi hollywoodiani
di portare il soprannaturale sullo schermo, come Van Helsing,
Underworld o La leggenda
degli uomini straordinari hanno fallito, perché
la storia e i personaggi sembravano subordinati agli effetti
speciali, invece del contrario. Night Watch evita queste
trappole affidando tutto il proprio potenziale a una storia
tesa e avvincente, un gruppo di personaggi ben delineati e
dialoghi pieni di verve.
Brividi al botteghino
Il miracolo, dunque, si preannuncia alla portata di tutti,
non solo dei (pochi) aficionados della fantascienza Made
In Russia. Addio ai manierismi e ai simbolismi esasperati
del vecchio cinema fantastico pre-perestroika. Addio ai ritmi
stremanti e al mood depressivo di pellicole come il Solaris
originale del 1972 o Stalker (1979). Il nuovo volto
del cinema fantastico dellEst è ipercinetico
e trendy fin nei sottotitoli, e sembra pronto a conquistare
tutto loccidente. Tanto che, come scrive Mark Ames di
exile.ru, Secondo i soliti ben informati, Hollywood
è talmente preoccupata del successo di Nochnoi Dozor
(...) da aver infiltrato negli studi russi dei sabotatori,
e da aver incaricato la Motion Picture Association of America
di preparare sanzioni contro il cinema russo per mettere in
ginocchio lindustria cinematografica russa. Ma
chi teme rigurgiti di guerra fredda farà meglio a tranquillizzarsi:
a quanto pare, dora in poi, le nuove battaglie si combattono
al botteghino.
©
2005 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore
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