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LA GRANDE SCIMMIA
Nel mondo dellindustria culturale, non si butta via
niente. Basta uno sguardo al mondo dellarte, della musica
e della letteratura degli ultimi decenni per rendersi conto
che le opere dingegno più riuscite sono nate
cucinando con gli avanzi. Il grande cinema, ovviamente, non
fa eccezione: anche qui, nulla si cancella, nulla si distrugge,
tutto si trasforma, in un continuo rimescolio di archetipi
che a volte può portare a risultati davvero notevoli.
Come in Via col vento. Come in Guerre Stellari.
Come in Jesus Christ Superstar.
O ancora, come in King Kong, la trasposizione più
viscerale e riuscita della fiaba de La bella e la bestia.
Come scrive Paolo Mereghetti nel suo monumentale Dizionario
dei film, lepopea della grande scimmia Fonde
perfettamente tutti gli elementi del divertimento popolare
con una serie di espliciti riferimenti al mondo dello showbusiness
e in particolare al cinema, così da diventare anche
unacuta riflessione sullo spettacolo e i suoi limiti.
Per questo, dal 1933 in poi, ha attirato al cinema intere
generazioni di spettatori, dando vita a una serie inesauribile
di seguiti e remake più o meno ufficiali. Nessuno
dei quali, fino a questo momento, si è rivelato allaltezza
del prototipo. Ma presto le cose potrebbero cambiare: perché
ora, a riportare sullo schermo la grande scimmia, sarà
Peter Jackson, il deus ex machina della saga
del Signore degli Anelli.
Un amore antico
La notizia di un interessamento dellirsuto regista neozelandese
per il gorillone portato al cinema oltre settantanni
addietro da Merian Cooper e Ernest B. Shoedsack
è arrivata su tutti i quotidiani del globo nellautunno
del 2004. Ma per gli habitué delle principali webzines
dedicate alla settima arte, dalle storiche Corona
Coming Attractions e Aint-It-Cool-news.com alla più
recente ma altrettanto succosa KingKong.com, i primi rumors
relativi al King Kong di Jackson sono ormai storia
antica. Le dichiarazioni damore del paffuto cineasta
per la pellicola originale del 1933 si sprecano: tutti gli
hardcore fan di PJ sanno che il nostro è letteralmente
ossessionato dal pupazzone di Willis OBrien,
e pensa a un remake della pellicola fin dalletà
di 13 anni. Nel 1996, come ci informa Greg Dean Schmitz di
Yahoo: Movies, il sogno ha rischiato di diventare realtà:
Jackson cominciò a lavorarci dopo Sospesi
nel tempo, e sarebbe dovuto essere una coproduzione
fra la Universal Pictures e la Miramax. Ma nel gennaio del
1997, le major rinunciarono al progetto, temendo che Il
grande Joe e Godzilla avessero già
monopolizzato la scena. Nel 1998, Jackson si gettò
nella produzione della trilogia de Il Signore degli
Anelli. Il risultato: 17 Oscar, poco più di 2
miliardi e mezzo di euro di incasso globale, e una factory
di effetti specialissimi in grado di rivaleggiare con quelle
di George Lucas & Co, ovvero la WETA Digital. Date
queste premesse, era prevedibile che il regista volesse togliersi
lo sfizio di tornare sul suo vecchio progetto. Illuminante,
in questo senso, la citazione da unintervista rilasciata
a Newsweek in data 6 dicembre 2004: Vivere il resto
della mia vita tentando di replicare il successo de Il
Signore degli Anelli sarebbe una follia e una frustrazione
continua. Meglio, piuttosto, buttarsi su un film di puro intrattenimento,
in modo da non deludere il pubblico. E a giudicare dalle
prime dichiarazioni della produzione, e dalle prime indiscrezioni
lasciate filtrare ad arte dal set, il nuovo Kong
cancellerà dalla memoria degli spettatori in un sol
colpo tutte le precedenti incarnazioni della Grande scimmia,
da Il figlio di King Kong (1934), a Il Re dellAfrica
(1949), ai due improbabili film catastrofici prodotti da Dino
De Laurentiis negli Anni '70.
Ritorno
al passato
Al contrario di tutti i principali Monster Movies
prodotti a Hollywood e dintorni negli ultimi anni, il King
Kong di Jackson non vuole essere una trasposizione up-to-date
del capolavoro originale. Piuttosto, punta a riproporne la
magia, le ambientazioni Anni '30 e la fondamentale ingenuità,
facendo leva su un budget davvero mostruoso di 110
milioni di dollari, e su un effetto nostalgia
analogo a quello di blockbuster come I predatori
dellarca perduta (1980), La mummia (1999),
o il più recente Sky Captain
and the world of tomorrow (2004). La trama è
la stessa del film originale: una troupe cinematografica capitanata
da uno spericolato documentarista finisce per errore su unisola
ricoperta da una giungla impenetrabile, e lunica donna
della troupe viene rapita dagli abitanti del luogo e offerta
in sacrificio al gigantesco gorilla. Questultimo, però,
invece di divorarla si innamora della donna: e qui cominciano
i guai. Come già accaduto per Il Signore degli
Anelli, Jackson e i suoi sodali stanno lavorando su
ogni dettaglio del film con la stessa precisione filologica.
Così, la sceneggiatura è ricca di ammiccamenti
allo slang Anni '30 e di gustose citazioni delloriginale.
Il cast annovera nei ruoli principali visi noti ma non
troppo come quelli di Naomi Watts (The
Ring), Jack Black (School of Rock) e Adrien
Brody (The Village). E la Weta Digital si
sta facendo in quattro per far rivivere sul grande schermo
le scenografia mozzafiato dellIsola del Teschio e della
New York del bel tempo che fu, arrivando a utilizzare foto
storiche e planimetrie originali della Grande Mela. E il gorillone?
Come il Gollum del Signore degli Anelli, sarà tutto
digitale. E, come il Gollum del Signore degli Anelli, potrà
contare sulla stupefacente mimica facciale e corporea del
mimo Andy Serkis, che servirà da modello per
la torreggiante star del film. A quanto pare dalle dichiarazioni
del regista e dai rumors che circolano in Rete, ci
aspetta unoverdose di azione, humour e immagini mozzafiato,
con una spruzzata di citazioni colte. Uscita prevista: dicembre
2005. Non cè che dire: sarà un Natale
bestiale.
©
2005 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore
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