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Stellan
Skarsgård al lavoro (© Warner Bros. 2004)

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LESORCISTA
IV: IL FILM CHE VISSE DUE VOLTE
La storia tormentata e un po lisergica del serial
demoniaco inaugurato nel 1973 dal leggendario William Friedkin
ricomincia da un prequel ambientato negli Anni '40. Ma
la lavorazione è stata un vero inferno
"Non ho niente a che fare con quella robaccia. Quel ridicolo
progetto africano con Merrin. Ci siamo già passati ai
tempi de L'Esorcista II. Con Merrin in Etiopia. Spero
che non se ne faccia nulla. Anzi, prego che non se ne faccia
nulla". Così parlò William Peter Blatty,
screenwriter di vaglia nei favolosi Anni '70, e vera
e propria "anima nera" della saga horror de L'esorcista.
E al centro dei suoi strali, nellintervista rilasciata
mesi addietro a IGN Filmforce, c'è una delle pellicole
più tormentate dellultimo lustro: L'esorcista
IV - gli inizi, ennesimo repechage della mistica
disfida fra bene e male intessuta nel 1973 da William Friedkin,
e riportata sugli schermi fra il 1977 e il 1990 da John Boorman
e dallo stesso Blatty. Ma perché tanto astio nei confronti
di una creatura cinematografica tanto longeva e fortunata? Per
capirlo, vale la pena di fare un passo indietro. E ripercorrere
la sofferta e tortuosa storia produttiva di questo kolossal
maledetto.
Money,
Money, Money
I primi rantoli de Lesorcista IV risalgono a un
paio danni fa, e al clamoroso successo della riedizione
Directors Cut dellEsorcista originale,
arrivata sul grande schermo in concomitanza con il ventennale
del film. Nella pellicola, opportunamente restaurata e rimasterizzata
per loccasione, non cera molto di più che
nelledizione originale: giusto 11 minuti di scene tagliate,
fra cui la storica performance tarantolata
di unallora giovanissima Linda Blair. Ma nonostante
le attese della casa di produzione, che vedeva nel rilancio
del film unoccasione per spingere il Dvd della
pellicola, LEsorcista finì in cima alle
classifiche inglesi, e ramazzò in tutto il mondo la rispettabile
cifra di 100 milioni di dollari. Ce nera più che
a sufficienza per scrivere un nuovo capitolo della serie, e
infatti Morgan Creek, la casa di produzione che deteneva i diritti
della pellicola, si mise subito alla ricerca di uno sceneggiatore
adatto alla bisogna. Alla fine, la scelta cadde sul collaudatissimo
William Wisher - Terminator 2 Il giorno del giudizio
(1984), Il 13° Guerriero (1999) - che partorì
un prequel dedicato al primo incontro fra padre Merrin,
lesorcista originale e il fumantino demone Pazuzu.
Non restava che trovare un regista disposto a portare a termine
limpresa. Ma nonostante le apparenze, la cosa si sarebbe
rivelata ben più difficile del previsto.
Uno,
due, tre, quattro
Il primo candidato alla regia era Tom McLoughlin, sconosciutissimo
filmaker con allattivo episodi minorti di saghe horror
come Nightmare e Venerdì 13 e scelta ideale
per un filmaccio low budget. Ma nel frattempo, il copione
de LEsorcista IV era fortunosamente arrivato sulla
scrivania del veterano John Frankenehimer - Va
e uccidi, Ronin), che si innamorò del progetto.
Silurato McLoughlin, e con Frankenheimer a bordo, la produzione
decise di investire massicciamente sul film, strombazzando il
primo ciak per lestate del 2002, e affidando la parte
del giovane padre Merrin nientemeno che a Liam Neeson
(Star Wars - Episodio I: la minaccia fantasma, Gangs
of New York). Ma quando tutto sembrava andare per il meglio,
nel luglio di quellanno, Frankenheimer morì. Fu
a quel punto che, inopinatamente, la produzione decise di affidare
il film a Paul Schrader, il regista di Affliction
(1997) e Auto-Focus (2002). Cambio della guardia anche
nel cast: viste le lungaggini produttive, Neeson abbandonò
per precedenti impegni, lasciando la tonaca di padre Merrin
allo svedese Stellan Skarsgård (Le onde del
destino, Blu Profondo). La produzione si rimise alacremente
in moto. Visto il cast tecnico e artistico, cerano tutte
le premesse per un thriller parapsicologico allaltezza
delloriginale, un doloroso studio sulle contraddizioni
della fede e il fascino morboso del male. Ma al momento della
proiezione ai maggiorenti della Morgan Creek, il diavolo ci
mise nuovamente lo zampino. E Schrader, reo di aver realizzato
un film noiosetto ed eccezionalmente avaro di effettacci, fu
gentilmente messo alla porta per lasciare il posto al quarto
regista della serie: un improbabile Renny Harlin.
Un
nuovo inizio
Chi ama il cinema sa quanto possa essere rischiosa la carta
di un regista come Harlin, e quale senso possa avere: lex
enfant prodige del cinema finnico ha al suo attivo un
buon numero di «sparatutto» più o meno riusciti,
da Die Hard: 58 minuti per morire (1990) a Driven
(2001), da Corsari (1995) a Cliffhanger (1993).
È evidente, dunque, che la produzione voglia un film
più trucido e up-to-date di quello girato
da Schrader. E se in un primo momento sembrava che il regista
dovesse semplicemente implementare il film di Schrader con un
tot di sequenze shock girate ex novo, ormai è
certo che è ripartito da zero, inserendo nel cast per
buon peso anche lex bond girl Isabel Scorupco
e il socio di Russell Crowe il Master and
Commander (2003), James DArcy. Ma nonostante
questa patina di glamour, e la sua fama di regista per
palati facili, Harlin non sembra affato intimidito dallimpresa.
Quello che ho tentato di fare, ha dichiarato il
regista a MTV.com, è di dare un senso a tutte le
domande senza risposta poste in «Lesorcista».
Cerano un sacco di nodi narrativi rimasti irrisolti, così
ho deciso di scioglierli, in modo che guardando prima questo
film e poi loriginale, questultimo sembrerà
un sequel. A dargli una mano nellimpresa sui due
set del marocco e di Cinecittà, il direttore della fotografia
Vittorio Storaro, il mago del montaggio Mark Goldblatt,
e un crew tutto Made in Italy. Sarà
vera gloria? Chissà. Ma chi cerca conforto nel cinema
intelligente non dovrà vendere lanima al diavolo
per vedere LEsorcista IV nella versione di Schrader:
a quanto pare, infatti, basterà aspettare luscita
del Dvd, e frugare fra i contenuti speciali. Amen.
©
2004 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore
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