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AvP 2: L’ONDA LUNGA DELLA SEQUEL-MANIA

Se pure Paul Verhoeven, che di cinema d'azione ne sa qualcosa, dichiara a una rivista specializzata che “A Hollywood ormai vanno solo seguiti e comic-book movies”, vuol dire che alla Mecca del cinema c’è decisamente qualcosa che non gira per il verso giusto. Per toccare con mano l’importanza del fenomeno, basta un’occhiata ai titoli dei blockbuster in uscita e in arrivo. Rocky Balboa, sesto titolo della saga vintage sullo Stallone Italiano, ha scalzato dalla vetta delle classifiche Usa Will Smith e Gabriele Muccino. E dietro di lui, a poche lunghezze, c'è zerozerosette: il ventunesimo della serie. Ma il morbo del feuilleton fumettaro sembra immune alle battute d'arresto. Fra i film più attesi della stagione 2007 ci sono il primo Ghost Rider di Mark Steven Johnson, il secondo Fantastici 4 di Tim Story e il terzo Spider-Man di Sam Raimi. Il tutto, mentre ai patri confini premono carrettate di altre pellicole non proprio originalissime, da Transformers, trasposizione live-action dell'omonimo serial animato anni '80, a Pirati dei Caraibi 3; dall'ennesimo Star Trek, a un Saw IV nuovo e migliorato. In debito d'ossigeno e di spettatori, insomma, la grande “H” punta tutto sulle ricette sicure, in una corsa al “3 X 2” che spesso porta anche franchises potenzialmente interessanti allo sputtanamento più totale.

Cucinando con gli avanzi

L'esempio più emblematico, in questo senso, è quello di Alien.
Partita alla grande, la saga inaugurata oltre cinque lustri or sono da Ridley Scott era continuata ancora meglio grazie all'approccio stilistico reaganiano e ipervitaminizzato di Jim Cameron. David Fincher e Jean-Philippe Jeunet, pur giocando al ribasso, erano comunque riusciti a mantenere la saga sulla aurea mediocritas. E proprio quando Scott e Cameron si ritrovano attorno a un tavolo per provare ad abbozzare il capitolo finale della serie - scritto dal primo e diretto dal secondo: praticamente un wet dream per tutti i fan di Ripley & Co. - che ti combina la Fox? Strangola il progetto nella culla per ripiegare su Alien Vs. Predator. Il resto è storia. Il film, diretto da Paul Anderson, arriva nelle sale nel 2004 fra l'unanime scetticismo della critica, che subodora non a torto un ipergalattico bidòn. Il pubblico, invece, apprezza: il film, costato 45 milioni di dollari, ne incassa 38 nel primo week-end di programmazione. Al termine del suo “run” cinematografico, si fermerà poco sotto quota 200. Quindi, siore e siori, si continua. E avanti con AvP 2.

Dilettanti allo sbaraglio

Curiosamente, a oggi, il secondo capitolo della lite da ballatoio fra granchioni e rasta spaziali è il segreto meglio conservato di tutti i magazine off e on line del villaggio globale. A parte lo storico planetavp.com, tutti gli altri siti di cinema fantascientifico hanno snobbato più o meno consapevolmente la pellicola. Difficile però biasimare tanto disinteresse. A dirigere il film sono due carneadi noti ai più come tecnici degli effetti speciali e videoclippari, i fratelli Greg e Colin Strause. La sceneggiatura porta la firma di Shane Salerno, l'autore di Armageddon (1998) E Shaft (2000), che ha troncato ogni pur labile legame con la continuity futuribile dei bei tempi per trasportare la grande sfida in uno scenario country e western contemporaneo alla Robert Rodriguez. E dulcis in fundo, i membri del cast sono tutti alti, belli e maledettamente glam, braccia e facce rubate a un’onesta gavetta di sit-com e serial Tv. Nonostante queste premesse, la produzione, come si dice, “ce crede”: Tom Rothman, presidente della 20th Century Fox, ha recentemente dichiarato a IGN Filmforce che “L’approccio, stavolta, sarà bello tosto, a rischio di divieto ai minori”. E i fratellini terribili giurano di voler riportare il film alle sue crude radici horror. Ce la faranno? Chissà: personalmente, mi aggrappo con le unghie e coi denti all'unica notizia degna di nota di questo scoop. Ovvero, che in caso di ripensamenti da parte di Scott, Alien V potrebbe diventare una realtà. Intanto, per chi se la sente, l'appuntamento con “AvP 2” è per l'agosto di quest'anno. Noi, però, non ci saremo: il primo episodio c’è bastato e avanzato.

© 2007 Andrea Voglino - per gentile concessione dell'autore

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