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Alien versus Predator: la guerra dei mondi
2004

recensione di Andrea Voglino

I mostri alieni più amati della galassia tornano al cinema con un team-up nato nel mondo dei fumetti e dei videogame. E una scommessa: riconquistare il pubblico. Ma a giudicare dalla prime reazioni dei fan del dinamico - e ferocissimo - duo, per Alien Vs. Predator, la strada verso le stelle è tutta in salita. Lo dimostrano le centinaia di “post” incendiari che affollano i forum di siti specializzati in upcoming movies come Cinescape.com o Ain’t-it-cool.com. Bersagli principali di tanta verve iconoclasta, i dirigenti della 20th Century Fox, rei di aver scelto la strada più tranchant e “giovanilistica” per il rilancio di due icone dell’immaginario Anni '80 e '90: un cast quasi tutto nuovo, un plot ispirato ai fumetti Dark Horse e ai videogame, e un regista quantomeno discusso – il Paul Anderson di Mortal Kombat (1995), Punto di non ritorno (1997) e Resident Evil (2002). E dire che, a ripercorrere la scia vischiosa seminata da questo progetto nel corso degli anni più recenti, le cose sarebbero potute andare ben diversamente.

Fra i due litiganti…

L’annuncio ufficiale del primo ciak di Alien Vs Predator risale al 15 luglio del 2002, a sei anni dal deludente Alien - la clonazione di Jean-Philippe Jeunet, e a 12 anni da Predator 2 di Stephen Hopkins. Da allora a oggi, molti cineasti di grido hanno tentato di rimettere le mani su queste property per riportarle agli antichi fasti. E se per Predator 3 si era fatto il nome di Robert Rodriguez, il pirotecnico regista di Dal tramonto all’alba (1996) e del trittico dedicato a El Mariachi, a interessarsi a un’eventuale Alien 5 sono stati addirittura Ridley Scott e James Cameron, l’iniziatore della saga e il suo esegeta più convincente. L’idea, davvero stellare, è rimbalzata a più riprese sul web fra il 2002 e il 2003, amplificata da interviste rilasciate dai due a pubblicazioni come Empire Online e Chicago Sun-Times. Un film scritto da Jim Cameron e diretto da Scott avrebbe concluso degnamente la lunga sfida fra Ellen Ripley e i suoi irriducibili persecutori extraterrestri. Ma mentre Cameron e Scott tentavano di trovare il bandolo della matassa, i dirigenti della Fox devono aver soppesato i tabulati di vendita dei due “Aliens Vs. Predator” formato videogame. E così, il team-up più atteso dai cinefili si è concluso sul nascere. Per lasciare spazio a un “action game” in celluloide diretto da uno specialista del genere: Paul Anderson, appunto.

Goodbye, Ripley

L’onda d’urto del malcontento popolare ha costretto il giovane regista inglese a giocare di fino. Stracciata una prima sceneggiatura che ricalcava da pressi la trasposizione videoludica della saga, Anderson ha limato il plot a quattro mani con Shane Salerno (Armageddon). Il risultato è una storyline che riprende elementi del primo Alien (1979), oltre che di altri topoi fantascientifici come Jurassic Park (1993) e La Cosa (1982). Protagonisti della vicenda, un gruppo di avventurieri capitanatida un miliardario eccentrico, e chiusi in una misteriosa piramide sepolta sotto la banchisa del Polo Sud durante un incontro al vertice fra le due temibili razze aliene. Fin qui, niente di nuovo. L’elemento sorpresa, però, sta nel fatto che“Alien Vs. Predator”, si propone di svelare al pubblico tutti i misteri accumulati in cinque lustri di pellicole: il ruolo della potente multinazionale Weyland-Yutani, vera presenza oscura nei primi tre Alien, ma anche il rapporto che lega alieni e “predator”. E poi, le origini di Bishop, il coraggioso androide visto in Aliens e Alien3. Fra tante questioni irrisolte, un’unica certezza: il film è un prequel ambientato 150 anni prima dell’Alien originale. E Sigourney Weaver, stavolta, non sarà della partita.

Un cast da fantascienza

L’unico, flebile legame fra AVP e i suoi fortunati predecessori è rappresentato dai mostri del titolo, e da un cast artistico e tecnico che riunisce sullo stesso set grandi star della fantascienza in celluloide. Su tutti, Lance Henriksen, qui nel ruolo del ricco e malatissimo Charles Weyland, ed entusiasta del nuovo corso: “Una delle cose che ho apprezzato di più di Paul Anderson“ ha dichiarato l’attore al fan site Lance Henriksen Magic, “è che è riesce a condensare in un monologo di 5 righe quello che qualsiasi altro sceneggiatore scriverebbe in 10 pagine. È così in gamba… sono dieci anni che ragiona su questo progetto, e sono sicuro che farà un "fuori campo" spettacolare!”. Al fianco di Henriksen, nel film, Peter Weller, il “Robocop” originale, Sanaah Lathan (“Blade”), Ewan Bremner (Trainspotting), e Raoul Bova, ormai lanciato verso Hollywood dopo il successo di Under a Tuscan Sun (2003). La scenografia è di Patrick Tatoupulos (“Independence Day”, “Godzilla”). Gli effetti speciali portano la firma di John Bruno (The Abyss), e del duo Alec Gillis - Tom Woodruff, specialisti in nefandezze dai tempi di Alien 3. Il film uscirà negli Usa il 13 agosto 2004. Ma come recita lo slogan che lo accompagna, “Chiunque vinca, noi perdiamo”: perché come ha confermato Geoff Freeman, responsabile stampa della produzione, le saghe che hanno portato alla “battaglia del secolo” sono da considerarsi definitivamente concluse. E se ci saranno dei sequel, porteranno tutti il marchio Alien Vs. Predator. Con tanti saluti a Ellen Ripley e ai puristi della serie.