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di The Others (in spagnolo)
NELLE
SALE:
The Fast
and the Furious
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SHOJIO (Unadolescente) di Eiji Okuda, con Eiji Okuda,
Mayu Ozawa, Shoji Akira, Mari Natsuki, Hideo Murota; produzione: Giappone;
distribuzione per lItalia: Mikado; commento: *
Shojio
ci presenta la squallida e ormai ritrita vicenda dellincontro-scontro
tra un uomo adulto (almeno per lanagrafe) e unadolescente
inquieta. In questo caso luomo è rappresentato da un poliziotto
di una cittadina di provincia giapponese che, solo e assatanato, intrattiene
signore in crisi da solitudine e finisce per perdere la testa per la prima
adolescente sbandata che si prostituisce per arrotondare il bilancio.
Irritante e pruriginoso, il film di Okuda mette in fila una serie di situazioni
libidinose, con unossessione per la sessualità adolescenziale
che fa dubitare sullequilibrio psichico del regista stesso.
Il fatto che questopera mediocre sia stata selezionata per il Festival
di Venezia 2001 e inserita nellautorevole sezione della Settimana
della Critica non può che sconfortarci.
MONSOON WEDDING (id.) di Mira Nair, con Naseeruddin Shah,
Shefali Shetty, Vijay Raaz, Tilotama Shome, Lillete Dubey, Vasundhara
Das; produzione: India; distribuzione per lItalia: Key
Films; commento: ***1/2
Vincitore
del Leone dOro al 58° Festival di Venezia, il film di
Mira Nair (Salaam Bombay, Kama Sutra), ambientato
a Nuova Delhi, racconta i preparativi per un matrimonio combinato tra
la figlia di una famiglia borghese in crisi economica e il figlio di una
famiglia di emigrati negli USA, diventati ricchi e liberal.
Sullevento gravano diverse ombre, prima tra tutte lonta per
la giovane sposa di essere stata lamante di un uomo sposato e di
non essere più illibata.
Mira Nair si richiama molto ad Altman in questo caleidoscopio di personaggi
con i loro drammi personali. Pur non avendo la forza espressiva e lincisività
del Maestro, la Nair riesce ad essere tagliente e si fa perdonare alcuni
compiacimenti stilistici (un uso improprio dello slow-motion, alcuni scivoloni
nel sentimentalismo), che forse sarebbe meglio chiamare ingenuità.
Altro merito di Monsoon Wedding è quello di abbandonare
finalmente il taglio pauperistico-neorealista tipico di tutto il cinema
indiano desportazione, per mostrarci unaltra India, progredita,
borghese e consumistica, dove il cellulare e Internet la fanno da padroni
nella vita quotidiana dei protagonisti. Forse il film della regista indiana
non era il migliore in concorso, forse non avrebbe meritato il Leone dOro,
ma viste le raccapriccianti premiazioni degli ultimi anni (una per tutte
Il cerchio) direi che non possiamo lamentarci.
THE OTHERS (id.) di Alejandro Amenabàr, con Nicole
Kidman, Fionnula Flanagan, Christopher Eccleston, Alakina Mann, James
Bentley; produzione: Spagna; distribuzione per lItalia:
Lucky Red; commento: ***1/2
Isola
di Jersey, 1945. La guerra è finita ma la signora Grace, ancora
in attesa che il marito torni dal fronte, vive chiusa nella villa vittoriana
insieme ai suoi due figli, osservando un severissimo codice di comportamento
dettato dai suoi sentimenti religiosi, da una presunta allergia alla luce
dei suoi bambini e dal timore di alcune presenze allinterno della
casa ; fino al giorno in cui alla sua porta si presentano tre nuovi domestici
in sostituzione del precedente personale di servizio......
Girato con mano felice da Alejandro Amenabàr (Tésis),
The Others è un eccellente film del terrore in uno stile
che rimanda al migliore Roger Corman e a Edgar Allan Poe. Senza spargimenti
di sangue o effetti speciali, il film tiene lo spettatore inchiodato alla
poltrona per due ore, ricordandoci che è il regista e non la tecnologia,
lartefice in grado di regalarci grandi emozioni.
Nicole Kidman è bravissima e ricorda Grace Kelly ne La
finestra sul cortile. Da ricordare anche la cupa fotografia di Javier
Aguirresarobe.
In concorso al Festival, ci spiace che The Others non abbia
ottenuto alcun riconoscimento.
©
2001
Marco Ferrari - per gentile concessione dell'autore
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