
Wild Night in California:
The Easy Rider Generation in Concert
(bootleg CD)
Nota Blu musica 930161
(Produced 1993 - Made in Italy by OPTI.ME.S)
Disc 1
1. I've Been Working (6:01)
2. Wild Night (4:28)
3. Ballerina (8:45)
4. Into The Mystic (5:40)
5. These Dreams Of You (3:20)
6. Blue Money (3:55)
7. Friday's Child (5:34)
8. Domino (5:52)
Total time: (43:35) Disc 2
1. You're My Woman (5:49)
2. Dead Or Alive (5:06)
3. Bring It On Home To Me (4:02)
4. Hound Dog (Leiber/Stoller) (2:48)
5. Moonshine Whiskey (7:30)
6. Just Like A Woman (Dylan) (7:28)
7. Call Me Up In Dreamland (3:22)
8. Buena Sera Senorita (Sigman) (3:18)
Total time: (39:23)
Recorded live at Pacific High Studios, Marin County, California, September
5, 1971.
Musicisti:
Van Morrison: guitar, vocal
John Platania: guitar
Jack Schroer: sax
Jeff Labes: piano
David Hayes: bass
Bill Atwood: winds
Dave Shaw: drums
il sito ufficiale
dell'artista
|
VAN MORRISON'S WILD NIGHT IN CALIFORNIA
- Easy Rider Generation in Concert (Recorded live at Pacific
High Studios, Marin County, California, September 5, 1971)
Raramente il sottoscritto ha potuto riscontrare in una performance
live una tale intensita' ed espressione artistica quale quella
riscontrata in WILD NIGHT IN CALIFORNIA, uno dei bootleg
piu' riusciti ed attendibili di tutta la carriera vanmorrisoniana.La
voce di Van Morrison cattura immediatamente l'orecchio (e la
mente) dell'ascoltatore di turno, eccitandolo a piu' riprese
e tenendolo incollato al palco senza che egli abbia il tempo
per fiatare, tanto e' piacevolmente "turbato" da un
simile diluvio di forza e inarrivabile dolcezza esecutiva. Van-The-Man
si e' sempre dimostrato alfiere coraggioso in un'era in continua
oscillazione, dove l'industria discografica stava mostrando
i primi segni di quella caotica, melmosa e talvolta torbida
dittatura, sinonimo di esasperato "music business".
Se volessimo trovare il piu' perfetto esemplare di antidoto
a tale movimento, Van Morrison costituirebbe la sintesi ideale
onde combattere i soprusi del consumismo piu' sfrenato ed irritante.
A quel tempo, Morrison era considerato "solamente"
un vocalist dal timbro unico e trascinante, esecutore dotato
di immenso pathos e versatilita', che aveva alcuni anni prima
piazzato in classifica uno degli "anthems" degli swingin'
Sixties, la celeberrima GLORIA. (in seguito ripresa, magistralmente,
anche dai DOORS). I suoi dischi, assurdamente, continuavano
a barcollare tra le poche migliaia di copie vendute e l'assoluto
anonimato, tanto che Van stesso molti anni fa dichiaro' che
non aveva neanche i soldi per mangiare... e di conseguenza era
spesso costretto a chiederli in prestito a qualche suo amico.
Talvolta finiva addirittura per dormire nei parchi pubblici
o, ancora peggio, all'interno della propria auto.
In breve le risorse finanziarie erano inversamente proporzionali
ai vertici artistici raggiunti da Van nel periodo '68 - '74,
periodo aureo in cui sforno' limpidissime gemme quali ASTRAL
WEEKS, MOONDANCE, HIS BAND AND THE STREET CHOIR,
TUPELO HONEY, SAINT DOMINIC PREVIEW, HARD NOSE
THE HIGHWAY, IT'S TOO LATE TO STOP NOW e altri ancora.
Questo live in California non rientra nella discografia ufficiale
di Van Morrison: si tratta, come gia' accennato all'inizio di
questo articolo, di un bootleg, riesumazione di un memorabile
concerto tenutosi nei Pacific High Studios in California nel
1971.
I'VE BEEN WORKING rompe il ghiaccio, dettando istantaneamente
le coordinate di un rabbioso, aggressivo Van Morrison, un torrenziale,
concitato rhythm'n'blues dalle tonalita' vagamente drammatiche;
il modo migliore onde voler disegnare l'atmosfera che si instaurera'
sul palco di li' a poco. Segue WILD NIGHT, cinica e spietata,
serrata e "attentatrice", una versione piu' scarna
ed acida nei confronti di quella in studio; Van getta sugli
spettatori un fluviale condensato di gelo e fiamme, "accendendo"
il fuoco di una passione "figlia" di una notte sporca,
notte selvaggia ritmata da turbolenze notturne e da prostitute
ammalianti e attentatrici. In assoluto, uno dei picchi di Van
The Man, una di quelle tracce che trova maggiore e piu' compiuta
espressione nelle trascinanti performances live del grande artista
irlandese. Il mio corpo vorrebbe ballare, altre volte vorrebbe
gettarsi in terra al fine di celebrare un fantomatico rito sessuale
con la mia compagna; non mi trattengo, il ritmo e' coinvolgente
e assume '"aspetto" di un turbinoso rapporto orgasmico
guidato dal superbamente aspro canto vanmorrisoniano.
BALLERINA, la terza traccia, fungera' abilmente da contraltare,
sinonimo di profonda sensibilta' umano-artistica dell'uomo straight
from Belfast, riecheggiante i versi e le armonie subliminali
dell'immortale ASTRAL WEEKS.
INTO THE MYSTIC riconferma lo status creativo dell'artista
nord-irlandese, e ne sottolinea la travolgente
emotivita', trascinata dal suo inconfondibile timbro, sublime
veicolo attraverso il quale Van-the-man "colpisce"
il suo pubblico, in un irrefrenabile susseguirsi di dichiarazioni
e struggente sentimento, uno spasmodico alternarsi di gioia
e romanticismo, sferzanti spaccati di una realta' non sempre
in sintonia con l'ingombrante sensibilita' di noi umani, ed
"inqualificabili" atti d'amore verso la donna amata.
Contraddizioni che appaiono evidenti in THESE DREAMS OF YOU,
che in alcuni tratti sembra riecheggiare lo sfrenato soul di
WILD NIGHT, creando un gioco di contrasti dei quali Morrison
e' da sempre insuperato maestro.
FRIDAY'S CHILD e', sin dall'inizio degli anni '70, uno
degli indiscussi cavalli di battaglia del cantautore, una evocativa
ballata dal ritornello irresistibile quanto struggente e decadente,
l'apoteosi della verve malinconica di un ispiratissimo, assolutamente
debordante Van Morrison.
Morrison non risulta mai essere eccessivamente mieloso o pateticamente
scontato, ogni volta che si prodiga in composizioni narranti
le sue intricate vicende amorose; un uomo, prima ancora che
artista, capace come pochi altri al mondo di trasmettere la
propria naturalezza di persona apparentemente normale senza
mai eccedere in preziosismi o gestualita' plateali d'accatto.
Quando Van Morrison sale sul palco, su di esso sale anche la
sua musica, un'Arte, che, a differenza di molti suoi arroganti
contemporanei, non intende mai separarsi dall'essere uno qualunque,
magari un tantino scontroso e difficile da avvicinare, caratteristiche
peculiari queste che avvolgono di subliminale misticismo un
artista che non ha mai voluto vendersi in nome del denaro, costretto
spesso a suonare in piccoli circoli o pubs per soli 75 pounds
(una miseria!...), vivendo alla giornata ma tenendo sempre brillante
e intatto il proprio genio artistico di uomo cantore di una
ammirevole solitudine, costui mai sentitosi costretto a ricalcare
le tappe classiche dell'ascesa a ruolo di rock-star. Gia', "rock-star":
mai, come nel caso di Van Morrison, tale definizione puo' apparire
come offensiva se non sacrilega: Van e' innanzitutto THE MAN,
e non un affarista arrogante e spocchioso speculatore incallito
del proprio denaro; egli si puo' tranquillamente annoverare
in quella ristrettissima, selezionatissima categoria che risponde
al titolo di anti-divo, un anti-divo per eccellenza (qui inteso
nella sua piu' larga e...debordante accezione del termine).
Durante le caldissime esibizioni live, Van Morrison non ha mai
dato l'impressione di volersi "appoggiare" su se stesso
e la propria fama. Che io ricordi, mai una performance o resa
dal vivo che fosse particolarmente sopra le righe, o fastidiosamente
al di sotto degli usuali standards. La sincerita', emerge (e
sempre emergera') quale inconfondibile tassello all'interno
della fervida e mai doma mente di un artista che non si e' mai
eccessivamente risparmiato, onde far fronte, sinomino questo
di superba, innata classe, ai propri impegni di musicista e
"canalizzatore" di sentimento e dolore, passione e
ruvidezza, amore e risentimento. Un canale che avrebbe congiunto
lui ed il suo pubblico attraverso le sue splendide opere in
studio o tramite le esibizioni concertistiche un po' sparse
per tutto il mondo (esibizioni che si contano numerosissime,
in una carriera che ha abbracciato ben quattro generazioni).
Non mancano i momenti per celebrare un passato che Morrison
hatanto amato: ne' e' inconfutabile prova un "blues da
saloon" quale DEAD OR ALIVE, e gli echi da "boogie
pianistico" in CALL ME UP IN DREAMLAND, sintesi
di un divertissement "peccaminosamente" contagioso
e febbricitante, un diabolico rhythm'n'blues dominato naturalmente
dall'asprezza vocale di un apparentemente instancabile Morrison;
o la celeberrima HOUND DOG, antico cavallo di battaglia
di Elvis Presley, in questo frangente rivisitata da un Van travolgente
ed eccitatissimo, dimostratosi in questo "infuocato",
passionale frangente, vocalist infinitamente espressivo, anche
per quel che concerne il piu' diretto e selvaggio dei "rock'n'rollers".
L'ultimo definitivo highlight a mio parere si rivela
essere una scarna ma al contempo intensa versione del classico
dilanyano JUST LIKE A WOMAN che, per pochi minuti, Morrison
"rende" sua, rivisitandola a suo modo pur non stravolgendola
(e va menzionato il fatto che tra le numerosissime ballate di
Bob Dylan, Just Like a Woman appare essere una delle piu' vicine
in quanto a possibilita' timbrico espressive dalla chiara marca
vanmorrisoniana).
Conclude questo memorabile, irrinunciabile set BUONA SERA
SENORITA, allegra e scanzonata, forse un segno di sorprendente
umorismo da parte di un autore che certo mai ha dimostrato di
essersi voluto tirare indietro di fronte alle piu' sconcertanti
evenienze, anche quando, piu' di trent'anni fa, riusciva a stento
ad arrivare alla fine del giorno. Per poi rinascere il mattino
seguente.
E tutto questo e' Van THE MAN Morrison. E questa e' la sua inarrivabile
Arte. |
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