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Il
manto oscuro della depressione
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VAN
DER GRAAF GENERATOR
Gruppo storico
del progressive rock britannico degli anni Settanta. Il primo
album, Aerosol Grey Machine (1968), propone atmosfere
inquietanti e malate nella criptica Necromancer e in
Afterwards. Il successivo The Least We Can Do Is Wave
to Each Other (1969) crea gemme opache come White Hammer,
After the Flood e le ballate Refugees e Out
of My Book. Ma è con H to He Who Am the Only One
(1970) che nascono gli incubi più grandiosi: Killer
è un'inquietante metafora dagli abissi marini e l'angosciosa
Pioneers Over C presenta un testo fantascientifico.
Il leader Peter Hammill incide, dopo la separazione,
una serie di album solo (The Silent Corner, Nadir's Big
Chance, A Black Box, Skin) e, nel 1991, realizza l'ambiziosa
The Fall of the House of Usher, una vera e propria
opera teatrale divisa in atti, tratta dal racconto di Poe.
Discografia
selezionata:Aerosol
Grey Machine (Vertigo),
1968; The Least We Can Do Is Wave to Each Other (Vertigo),
1969; H to He Who Am the Only One (Charisma), 1970;
Pawn Hearts (Charisma), 1971
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VELVET
VIPER
Nuovo
progetto di Jutta Weinhold, ex cantante della cult band
tedesca degli Zed
Yago. I due album realizzati dalla formazione, Velvet
Viper (1991) e The Fourth Quest for Fantasy (1992),
si collocano nello stesso filone epico-mitologico seguito dagli
Zed Yago. Le composizioni, dunque, trasudano un'atmosfera
mistica e magica, e i testi sono tutti rigorosamente medie valeggianti,
affiancati da ritmi cadenzatissimi e maestosi.
Formazione:Jutta
Weinhold:
v / Roy Last: ch / Lars Ratz: bs / Bubi:
bt |

VENI DOMINE
Gruppo
svedese influenzato da sonorità darkeggianti, che si rifanno
a umori sabbathiani e alle accelerazioni caratteristiche di
gruppi come Angel Witch
e Witchfynde.
I testi di Fall Babylon Fall (1992) si richiamano in
maniera evidente alle Sacre Scritture, e in particolare agli
episodi più fascinosi dell'Apocalisse, ponendo il gruppo nel
filone del rock cristiano meno artificioso e stereotipo.
Discografia:
Fall Babylon Fall (Edge Records), 1992 |

VENOM
Alieni
da ogni compromesso con le mode i Venom hanno sempre
perseguito nella loro lunga carriera un discorso improntato
alla coerenza,
difendendo uno stile grottesco del tutto autonomo e personale.
Il tempo ha dato loro ragione, trasformandoli da oggetto degno
di derisione a vera e propria istituzione del metal. E questo
grazie anche alle numerose testimonianze recenti, che li citano
come forze ispiratrici di correnti come il thrash, il death
e il black metal. Sebbene altri gruppi prima di loro (Black
Widow) abbiano percorso gli stessi sentieri, i Venom
hanno il grosso merito di aver introdotto un'attitudine nuova,
improntata alla sfrontatezza e a un gusto della trasgressione
che nessuno aveva ancora mostrato. Nati nel 1980 a Newcastle,
Inghilterra, esordiscono l'anno successivo con Welcome to
Hell che a partire dalle provocatorie note di copertina
impone la filosofia del gruppo prepotentemente anti-establishment.
Pezzi come Sons of Satan, Schizo, Witching Hour, One Thousand
Days in Sodom e In League with Satan colpiscono per
la loro rozza efficacia che pone in secondo piano certe carenze
tecniche ed esecutive. Il successivo Black Metal (1982),
il cui titolo darà il nome a un'intera corrente, è il seguito
logico della crociata nera iniziata con l'album d'esordio. «Per
Black Metal abbiamo lavorato sei giorni», ricorda il
leader e bassista Cronos in un'intervista a Kerrang,
«e il settimo ci siamo riposati. Abbiamo iniziato le registrazioni
a Lammas (il primo giorno di agosto, celebrato in tempi antichi
come festa del raccolto)". I quadretti satanici di To Hell
and Back, Countess Bathory (dedicata alla nobildonna
ungherese che, per conservare la propria bellezza in eterno,
faceva il bagno nel sangue di vergini appena trucidate), Dont't
Burn The Witch, la lenta e soffocante Buried Alive
e Rise the Dead rimangono impressi per la crudezza del
linguaggio e più che suggerire atmosfere intendono piuttosto
descriverle, immergendo l'ascoltatore in un mondo medievale
popolato di streghe e stregoni, boia incappucciati e inquisitori
bramosi di sangue. Sia Welcome to Hell che Black Metal,
comunque, determineranno il corso del rock duro, ispirando tutta
la prima ondata del thrash, dai Metallica (v.) agli Slayer
(v.). Nel 1983 esce l'epico concept album At War with
Satan, che rappresenta il tentativo più ambizioso dei Venom,
quello di mettere in scena il proprio immaginario diabolico
e oscuro. Attraverso brani come Genocide e la title track
omonima si dipana un racconto apocalittico sulla lotta per la
conquista del paradiso da parte di Lucifero e delle sue schiere.
Il successivo Possessed (1984) mostra però segni di stanchezza
e di appannamento di ciò che un tempo era nuovo e originale.
Accompagnati da concerti dove non sempre le premesse dei dischi
vengono rispettate, il gruppo inizia un rapido declino che culmina
con la pubblicazione del doppio live Eine Kleine Nachtmusik
(1986) e del nuovo album di studio Calm Before the Storm
(1987), dove brilla l'infame Black Xmas. Alla fine del
1987 il gruppo si scioglie in due spezzoni: Cronos fonda
una propria band, mentre Mantas e Abaddon decidono
di proseguire l'avventura con il vecchio e glorioso nome. L'inizio
del nuovo corso è inaugurato da Prime Evil (1989), che
ottiene lusinghieri giudizi da parte della critica. E con il
successivo Temples of lce (1991) il gruppo ridefinisce
in modo definitivo la propria immagine. L'antologia In Memoriam
(1991) è un doveroso tributo alla carriera del gruppo, ed
è accompagnata da una suggestiva immagine di copertina, che
dimostra ancora una volta come i cimiteri inglesi sappiano offrire
immagini di rara fascinazione. Sono inclusi i brani più famosi
e quelli più discussi della loro carriera: da Warhead,
che corse il rischio di essere bandita dalle radio britanniche,
alla caotica Countess Bathory e ad alcuni inediti. Tutta
l'operazione è percorsa da un feeling leggermente antiquato,
che rende i Venom simili a un prodotto della Hamme di fine carriera,
ma dimostra l'importanza fondamentale che i Venom hanno avuto
in molti sviluppi della storia dell'heavy metal. L'ultimo lp
della nuova formazione, The Wasteland (1992), mette in
luce un metal molto più tecnico di quello degli inizi e una
padronanza strumentale decisamente migliorata.
Formazione:Jeff
Mantas: ch / Al Barnes: ch / The Demolition
Man: bs, v / Abaddon: bt
Discografia: Welcome
to Hell (Neat
Records), 1981; Black Metal (Neat Records), 1982; At
War with Satan (Neat Records), 1984; Possessed (Neat
Records), 1985; Eine Kleine Nachtmusik (Neat Records),
1986, doppio live; Calm Before the Storm (Filmtrax Records),
1987; Prime Evil (Under One Flag/MFN), 1989; Tear
Your Soul Apart (MFN), 1990, mini lp; Temples of Ice
(MFN), 1991; In Memoriam (Music Collection), 1991; The
Wasteland (MFN), 1992 |

VIO-LENCE
Quintetto
con base a San Francisco, i Vio-lence, formati nel 1985
con il nome di Death Penalty, esordiscono ufficialmente
con l'album Eternal Nightmare (1988). Il disco mette
in mostra l'adesione del gruppo ai più classici stilemi thrash,
con pezzi come Serial Killer, Phobophobia, Calling
in the Coroner, Bodies on Bodies e Kill on Command,
i cui testi si ispirano a toni splatter non privi di una certa
efficacia. Il successivo Oppressing the Masses (1990),
la cui uscita è preceduta dal censuratissimo singolo Torture
Tactics, segna il loro passaggio alla Megaforce e sceglie
come tema centrale la violenza subliminale e psicologica, usata
come strumento di controllo da parte del potere. «Il messaggio
subliminale», dice Sean Killian, cantante del gruppo,
«non è racchiuso nei testi heavy metal ma nella cultura dei
mass media».
Formazione:
Sean Killian: v / Robb Flynn: ch / Phil Demmel:
ch / Deen Bell: bs / Perry Strickland: bt
Discografia:
Eternal
Nightmare (Mechanic),
1988; Oppressing the Masses (Megaforce/Atlantic), 1990
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The Rock and
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