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UNBREAKABLE
Regia e sceneggiatura:  M. Night Shyamalan; Interpreti: Bruce Willis (David Dunn), Samuel L. Jackson (Elijah Price), Robin Wright Penn (Audrey Dunn), Spencer Treat Clark (Joseph Dunn), Charlayne Woodard (Elijah's mother)
Anno di uscita: 2000. Disponibile in videocassetta a prezzo speciale e in DVD.

Non si può certo dire che realizzare un film del genere non sia una scelta coraggiosa da parte del regista Shyamalan.
Grande il successo del suo esordio, quel Sesto Senso che faticò a trovare un produttore (uno dei colossi americani lo aveva subito scartato) ma che incontrò il gusto di pubblico e critica. Tanto piaciuto che era quello che la maggior parte delle persone voleva rivedere entrando nelle sale che proiettavano Unbreakable.
Ora, tralasciando che non afferro completamente la pretesa di quelli che vorrebbero il realizzatore di un film di successo come clone di sé stesso, riproducendo sempre lo stesso film (ops…ora che ci penso, non è così che funziona il mercato dei titoli da botteghino? Che siano americani o Vanzina mi pare che valga la proprietà transitiva. Ma insomma…se volete lo stesso film noleggiatevelo, compratevelo, perché farne fare un altro uguale?), la cosa buffa è che il regista ha fatto proprio questo, realizzando allo stesso tempo ha un film nuovo e unico.
Quelli che fatico meno a capire quelli che hanno lamentato un film lento dove non accade nulla.
Non che condivida, di accadimenti ce ne sono eccome: il problema e che gli avvenimenti non sono “dinamici” e il movimento e motore del film è semplice filosofia su di un concetto che non forse non intriga a livello universale come nel caso del suo film predecessore. Eppure accadeva esattamente la stessa cosa nel Sesto Senso.
Qual è la differenza allora, perché questo per molti è stato una noia?
Nel Sesto Senso la trama e il percorso di apprendimento del protagonista ruotano attorno ad una storia di spettri, un elemento orrorifico. Elemento attraente e ben conosciuto dalla maggior parte del pubblico, che si riallaccia a paure ataviche e fa parte del background culturale di chiunque.
Unbreakable segue lo stesso movimento da parte del protagonista: scoperta del potere, paura, rifiuto/incredulità, consapevolezza, apprendimento. Segue lo stesso processo di filosofeggiamento sui processi che muovono la storia. Solo che lì erano i fantasmi, qui i supereroi. Supereroi e fumetti, argomento e forma d’arte cui il pubblico medio è molto meno avvezzo.
Unbreakable è un lavoro, che recupera tutti i cliché di genere in una ricostruzione/indagine della figura superomistica. Tutto senza mai scadere nel banale o nel retorico.
Ma come apprezzare l’escalation, la crescita e lo sviluppo del film, alcune sequenze, alcune situazioni, se non si conosce assolutamente nulla della loro origine? Sicuramente anche nel migliore dei casi, chi non conosce i supereroi perderà parecchie sfaccettature del film.
Quella che da molti è stata vissuta come lentezza non è altro un croupier che distribuisce le carte. Pezzi di un puzzle disposti uno ad uno, magistralmente. La regia è splendida, con movimenti di camera affascinanti e inquadrature inconsuete capaci di portarci entrare dentro al film in un contatto ravvicinato ai personaggi (come in una sequenza all’inizio del film dove seguiamo una conversazione in treno tra una ragazza e Bruce Willis attraverso lo spazio tra le poltrone anteriori, passando da una all’altra, accucciati e curiosi..).
Shyamalan (che non disdegna di farsi una comparsata nel film come parecchi suoi illustri predecessori, non ultimo Hitchcock con cui si trova ad aver non poche accomunanze) si rivela sempre più un regista e uno sceneggiatore di classe. Poche inquadrature, poche battute ed è capace di offrirci precise coordinate di personaggi e situazioni. E ancora, come nel Sesto Senso, ci ha dimostrato una grande capacità di lavoro sulla tensione, ma soprattutto una bravura incredibile nella costruzione del colpo di scena finale, quello che pare proprio essere il suo marchio di fabbrica, evidentemente la sua passione. Nel corso del film ha disseminato tutti gli indizi e le tracce, di cui ci renderemo conto però solo quando finiremo spiazzati. Torneremo indietro, riallacceremo i nodi e ci renderemo conto non solo della coerenza, ma anche di quanto tutto fosse già lì, in evidenza.
Uno di quei film che offre nuovi elementi ad ogni nuova visione.
Ma, come dicevo all’inizio un film coraggioso, splendido per una piccola nicchia di appassionati, piacevole per una fetta di pubblico, noioso per i più.
Una doverosa citazione merita il dvd che è stato recentemente realizzato per questo film. Oltre al bell’aspetto in cofanetto, il dvd (anzi, i due dvd) contengono una serie di extra degni di nota: un dietro le quinte, e fin qui niente di straordinario (molti dvd li offrono); le scene eliminate dal film, e anche qui non ci sarebbe nulla di nuovo se non ci fosse il regista a presentarcele offrendoci qualche chiacchiera su ognuna di queste; la scena della stazione, scena clou del film, con la possibilità, premendo un solo tasto di passare da scena a storyboard in qualunque momento; e a chiudere un paio di chicche da palati fini. Si tratta di un intervista di circa 30 minuti sulla figura del supereroe con Samuel Jackson, e figuri come Frank Miller, Will Eisner, Dave Gibbons, Alex Ross, Danny O’Neil, Scott McCloud… ed infine del primo cortometraggio realizzato dal nostro regista, un breve filmino amatoriale di sette minuti…peccato che il nostro regista avesse, ad occhio e croce poco più di quindici anni.

© 2001 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore

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