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DOWN IN THE DESERT...
Come
primo appuntamento di questa rubrica riscopriamo una band sfortunata,
ma anche una delle più belle realtà del rock Usa
di fine anni '80. I Thin White Rope, di Davis, California,
hanno lasciato una manciata di album di rara bellezza e il ricordo
di un gruppo di "uomini onesti del rock" il cui unico scopo era
suonare e divertirsi. Inquadrati dalla critica, fin dal loro primo
apparire sulla scena, come una delle band del filone roots
influenced rock (assieme a gruppi come i Green On Red o
i True West), Guy Kyser e soci hanno ben presto
imposto un sound del tutto personale, sospeso tra psichedelia,
country, rock'n'roll e sperimentazione, con il feedback delle
chitarre a creare atmosfere ai margini della coscienza e stati
alterati di consapevolezza sonora.
Ripresa la
lezione di maestri come i Television, in quanto a essenzialitą
delle trame sonore, i Thin White Rope non disdegnano omaggi al
passato, come quando rifanno "Roadrunner" e altri classici
come "Town Without Pity" di Gene Pitney, "They're Hangin'
Me Tonight" di Marty Robbins, lo strumentale "Man with
the Golden Gun" o addirittura ai corrieri cosmici "made in
Germany", come quando reinterpretano "Yoo Doo Right" dei
Can. Il
doppio live The One That Got Away, oltre ad essere una
sorta di "greatest hits" della band, testimonia in modo esemplare
la loro attitudine sul palco e rappresenta un piu' che degno commiato
dal pubblico che li ha seguiti fedelmente per tanto tempo.
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DISCOGRAFIA
Exploring
the Axis (Frontier), 1985
Moonhead
(Frontier), 1987
Bottom
Feeders (UK Zippo), ep, 1987
In
The Spanish Cave (Frontier), 1988
Red
Sun (UK Demon), ep, 1988
Sack
Full of Silver (Frontier/RCA), 1990
Squatter's
Rights (UK Frontier/Real Time), 1991
The
Ruby Sea (Frontier), 1991
When
Worlds Collide
The
One That Got Away (Frontier), live
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