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camera THE TULSE LUPER SUITCASES (id.), regia di Peter Greenaway, con J. J. Field, Drew Mulligan, Yorick Van Wageningen, Kevin Tighe, Scot Williams; Sceneggiatura: Peter Greenaway; Fotografia: Reinier Van Brummelen; Musiche: Borut Krzisnik

Prima parte di un progetto multimediale – articolato in lungometraggi, 16 puntate tv, arte figurativa, mostre e siti Internet – The Tulse Luper Suitcase è un viaggio attraverso miti, sogni, incubi e ossessioni del Novecento.
La storia si incentra sulla figura di un artista che, perseguitato dai vari regimi che si sono imposti nel corso del XX° secolo, attraversa lo spazio e il tempo con la sua collezione di valigie. Si tratta in realtà di 92 valigie, ciascuna contenente un oggetto simbolico, di volta in volta descritto attraverso un intermezzo in stile documentaristico, caro al cinema di Greenaway.
Vale la pena soffermarsi sulla struttura numerologica: da sempre appassionato di numerologia, Greeenaway ha fin dagli inizi adottato la numerazione fino al 92, ispirandosi a uno dei suoi compositori preferiti, John Cage. Questi aveva scomposto una delle sue opere, “Indeterminacy”, in sezioni di un minuto, in ciascuna delle quali si raccontava una storia.
In realtà le sezioni dell’opera di Cage sono solo 90: Greenaway all’inizio della sua carriera commise un errore di calcolo e ne contò 92; in seguito decise di accettare la fatalità.
Il protagonista del film si chiama Tulse Luper, il personaggio mitico di riferimento nel cinema greenawayano fin dagli esordi – o meglio – l’alter ego del regista: era l’ornitologo che studiava le mappe dei voli migratori degli uccelli in A walk through H (1978), l’uomo che cercava di organizzare la realtà secondo parametri fissi e che viene fatto fuori da misteriosi cospiratori in Vertical Features (1978), nonché lo studioso che viene citato più volte in The Falls (1980).
Ricco di riferimenti e rimandi all’ampia e articolata filmografia di Greenaway, The Tulse Luper Suitcase è un film lucido e colto, diretto da un regista che ha realmente rivoluzionato i canoni cinematografici creando un nuovo modo di fare cinema.
E’ un film per pochi, non per tutti.

© Marco Ferrari 2003 - per gentile concessione dell'autore

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