intervista a Rolf De Heer

una bella recensione tratta dal sito Urban Cinefile

 
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THE TRACKER regia di Rolf De Heer con David Gulpilil, Gary Sweet, Damon Gameau, Grant Page, Noel Wilton;
produzione: Australia; Anno: 2002; distribuzione: Fandango; giudizio: ****

Australia, Territori del Nord, 1922. Tre uomini bianchi - tre età diverse, con tre profili caratteriali e comportamentali completamente diversi tra loro - danno la caccia a un aborigeno accusato di aver ucciso una donna bianca.
La loro guida è un aborigeno, esperto scopritore di tracce arruolato nell’esercito australiano che, un po’ per necessità, un po’ per costrizione, partecipa all’inseguimento. Il fuggitivo è a piedi e senza viveri, mentre gli inseguitori sono a cavallo – eccezion fatta per il segugio che precede la comitiva a piedi - con viveri e munizioni.
La superiorità organizzativa dei bianchi sembrerebbe schiacciante e la vicenda senza storia. Tuttavia, l’entroterra australiano è un territorio selvaggio e ostile per chi non vi è nato e lo spettatore in breve comprende che in realtà l’esito non è così scontato. E tanto più la piccola spedizione si addentra in zone impervie, quanto più la situazione si rovescia, a favore degli aborigeni (fuggiasco e inseguitore): col passare del tempo, più che l’inseguito, sono i tre bianchi inseguitori ad essere sempre più in pericolo, inconsapevoli ostaggi del “Tracker” e delle tribù loro ostili che abitano le montagne australiane.
Girato nello stile di una ballata western The Tracker è stata la migliore scoperta del 53° Festival di Venezia: Rolf De Heer regista di origine olandese, trapiantato in Australia in giovane età - di cui si ricorda con piacere La stanza di Cloe ma soprattutto Bad Boy Bubby– conquista lo spettatore con un’avvincente avventura: controcorrente senza cadere nell’ipocrisia del “politically correct”, di denuncia senza essere manichea, sempre intelligente e mai didascalica.
Molto bella la colonna sonora, cantata dal cantante aborigeno Archie Roach che ci accompagna per tutta la vicenda, narrando le gesta dei protagonisti, come in una ballata dell’epopea del West.
Bravo tutto il cast: David Gulpilil nel ruolo del Tracker, Gary Sweet in quello del comandante fanatico e fascista, Damon Gameau il soldatino che si ribellerà e Grant Page in quello del veterano.

© Marco Ferrari 2002 - per gentile concessione dell'autore

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