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TOTMACHER (Il fabbricatore di morti) Basato
sui testi autentici dei colloqui registrati e trascritti da uno stenografo,
il film descrive l'analisi psichiatrica fatta nel 1924 dal professor
Ernst Schultz a Fritz Haarmann, noto come il mostro di Dusseldorf,
reo confesso di aver ucciso e fatto a pezzi 24 ragazzi. Ambientato
in una stanza, il film ha un'impostazione teatrale che permette di
valorizzarne gli ottimi dialoghi. George Götz nel ruolo del mostro
da' un saggio di recitazione superbo e lo spettatore non riesce a
trattenere un brivido quando questi descrive con candore puerile le
modalita' con le quali faceva scomparire i cadaveri. Rinunciando
agli schemi narrativi classici, il regista canadese François
Girard ha composto trentadue brevi film (alcuni dalla durata inferiore
al minuto), ognuno dei quali incentrato su situazioni, personaggi
o tematiche che hanno caratterizzato la vita del grande compositore,
morto nel 1982 a 50 anni. Il risultato e' ottimo, in quanto si riesce
a mettere a fuoco sfumature della complessa personalita' e del pensiero
del protagonista, che sarebbero andate perdute in un normale racconto
biografico. Si raggiungono anche momenti di grande intensita' drammatica,
come nell'episodio dell'ultimo concerto in pubblico (Los Angeles,
1964). Girard rinuncia anche al materiale di repertorio - ricorrendo
al bravo Colm Feore nel ruolo di Gould - mantenendo tuttavia le
registrazioni originali.
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