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ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo è Lino Terlati Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: carterla@tin.it
THREE SECOND KISS Everyday-Everyman Wide Records
Dopo l'interessante esordio con "For pain relief" mi aspettavo che i Three Second Kiss con il loro nuovo album esplorassero nuovi territori, ma non e' stato cosi', anzi gli arrangiamenti sono meno complessi, e le canzoni sono piu' dirette, piu' scarne. Ci sono troppi pochi segni di stranezza, anche se non c'e' commercialita'. I Three Second Kiss hanno concepito un album piu' che altro per soddisfare se stessi senza guardare in faccia nessuno. Le canzoni infarcite di rock'n'roll moderno, e spigoloso, precise, hanno qualcosa di drammatico e si tuffano in esercizi di stile, rock'n'roll ultraterreno. I cried, you didn't listen si segnala subito per gli stuzzicanti cambiamenti di tempo ed e' la piu' elaborata dal punto di vista della composizione. Operation Dragon un omaggio ai films di Bruce Lee, e' molto piu' profonda di quello che si sente in superficie: se ci fosse stato qualche arrangiamento orientale con tanto di campanelli e gong, o qualche tastiera di contorno, sarebbe stata perfetta. Pipeline e' piu' orientata verso il beat rocambolesco, con grande bravura alla batteria da parte di Lorenzo Fortini. Everyday-everyman, la title track, si apre con un ritmo a marcetta che ricorda lo sferragliare di un treno ma alla fine e' troppo liscia, piatta. Nonostante questo voglio ribadire che il trio non ha fatto assolutamente cilecca, Everyday, everyman rimane un bell'esempio di come deve essere un rock veramente indipendente.
terry evans WALK THAT WALK 46'36" (Telarc)
In alcuni scorsi numeri di Bloc Notes ho già parlato del blues, un genere musicale che non stona affatto nelle nostre pagine. La mia intrusione in questo campo é stata possibile grazie alla Telarc, un' etichetta di Cleveland che insieme alla Blues Bureau stanno rivalutando questo genere. Abbiano già parlato di John Primer e di James Cotton, e ora é la volta di Terry Evans. Terry proviene da Vicksburg, nel Mississipi, ha inciso due album con Bobby King e ha cantato nei dischi di John Fogerty, John Lee Hooker e Ry Cooder che é presente in questo Walk that walk, insieme ad altri ospiti come Jim Keltner. Walk that walk é un album di blues che dopo solo un ascolto s'impone subito per la perfetta miscela strumentale, ricca di fraseggi chitarristici sia acustici che elettrici (beh, Ry Cooder é sempre Ry Cooder). Ma anche la sezione ritmica é importante ed ha una parte prevalente in tutte le tracce accompagnata sempre dalla splendida voce di Terry che crea atmosfere rudi, selvagge e calde. Walk that walk é un piccolo gioiello e fa venire in mente autentici capolavori dell'era blues come Taking care of business di James Cotton, Hard again di Muddy Water, Sometimes I feel like just smiling di Paul Butterfield, e Sweet Harmony di Maria Muldaur. Bellissima é I'll get over you, 6 minuti e mezzo di suoni avvolgenti e cupi, dove all'interno del blues s'inseriscono soft-jazz,pop, e torch-song. Fra le altre canzoni spiccano ancora Let's have a ball e I want to go back.
spectral light & moonshine firefly snakeoil jamboree SCARECROW STUFFING 53'46" (Dark Holler)
Un disco difficile, che nasconde fra le sue pieghe la forza di un capolavoro. Una formazione guidata da Timothy Renner, autore e cantante di stupende murder ballads. La confezione del cd poi meriterebbe davvero una premiazione; un cartoncino sbiadito con delle pitture rurali di Timothy e all'interno anche due cartoline di auguri (lugubri) disegnate sempre dallo stesso Timothy dal tratto inquietante che ricorda lo splendido primo album dei Red Chair Fadeway. Chissà se ci sarà un seguito a questo splendido album oppure rimarrà una reliquia isolata... Orchestrazioni e mandolini e banjo assassini, gli Spectral Light & Moonshine Firefly Snakeoil Jamboree ( che nome chilometrico) non sanno cosa sia il rock anche se fra i brani c'é una cover di Glenn Danzig, Thirteen, eseguita come se fosse musica da camera con soli strumenti ad arco, come del resto tutto il cd. Deliziosa é anche House Carpenter, duetto con voce femminile. Purtroppo le informazioni sono parche e quindi la cantante potrebbe essere un membro stabile della formazione. Il "materiale dello spaventapasseri" é vera poesia messa in musica, folk acido che trapela attraverso la malinconia e la rabbia delle canzoni, e The song of the scarecrow é la dimostrazione di quanto questo cd sia valido, una canzone così delicata eppure cosi' oscura che si perde fra il vento violento di una notte da tregenda. Il tono é piacevole, melanconico e sussurrato. Un viaggio in inquietante mondo dove appaiono così vivi i folletti luciferini di Lewis Carroll. Temi tetri si accompagnano a melodie medioevali come A conversation with death. Tom Dula ha un sapore cajun ed é infatti un traditional , riarrangiato dal duo (sì, ora ho una certezza, la cantante é un membro effettivo del gruppo). Clowns dell'assurdo in tour perenne per mostrare il vero volto della vita, sospeso tra due verità...A voi il sapore di scoprirle, e solo ascoltando questo album potrete trovare una risposta...Ma anche in films come Il settimo sigillo di Bergman..Infatti Scarecrow stuffing potrebbe essere la versione sonora di un linguaggio visivo e beffardo come quello del grande regista svedese.
noema LA DANZA 19'12" (Toast)
Dall'underground italiano provengono i Noema di Messina che debuttano per la Toast con questo mini-cd intitolato La Danza. La line-up é composta da Giovanni Lauritano alla voce, Vittorio Tolomeo alla chitarra, piano e synth, Roberto Ferrara al basso e Giuseppe Pullia alla batteria. I Noema possiedono una profonda propensione per atmosfere progressive che però riescono a tingerle di sfaccettature diverse come nel brano di apertura Carnevale ricco di delicate atmosfere melodiche oppure in Sonorità dove la grinta prevale su di un testo che declama invece il ritorno alla semplicità,del proprio essere. Praticamente s'intravedono nei Noema due anime sonore che tentano d'incrociarsi, ed é evidente soprattutto nel brano che da il titolo all'album La Danza che oscilla fra un prog appena sussurrato, psychedelia e soft noise. Un mini-cd di non facile assimilazione, ma che contiene i germi per un futuro prodotto maturo e ben delineato.

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