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la sezione interviste di bloc notes: One Dimensional Man e dei Devics

ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo è Lino Terlati Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: carterla@tin.it
da est - DA EST 36'37" (Aua Records)
Ecco uno dei più interessanti cd usciti ultimamente in Italia. Ciò che ha reso intelligente questo album è stata l'unione di aspetti musicali diversi tra loro, e l'amalgama che ne è uscito ha dato risultati notevoli.
Aua si rivela ancora un'ottima etichetta, con diverse diramazioni fra cui la riscoperta di bands garage rock ormai perdute; nuove bands rock come i Kash, gli Acquanauti, gli Etoile Filante, gli Olographic Landscape e un territorio dedicato a contaminazioni etnico-new age.
Il connubio Max Vidoni (alla voce e tastiere) e Roger Tomasino (voce, chitarra) unito alle splendide registrazioni di Stefano Amerio ha rivelato una penna fertile e ricchissima che esplorando generi già noti come il roots-rock della provincia americana, ne ha dato una nuova linfa con planate di tastiere soffuse. DA EST é un godibilissimo progetto.
La musica che ne esce fuori é davvero accattivante. Rock sanguigno che non stufa mai e non scende mai nel ridicolo. Una prova di debutto piena di maturità. Little Feat, Bruce Springsteen,Southside Johnny and the Asbury Dukes vengono qui esaminati e contaminati con la melodia italiana. Canzoni che rilassano, mai disturbanti. Le chitarre travolgono l'ascoltatore con il loro groove e approdano in una terra di nessuno piena di campi vellutati .
Il brano di apertura I prati della mia primavera é una cialda fumante prodotta in quei tipici festival agresti del Texas, così come sono intriganti anche altre canzoni come Favola strana, XX, Dentro ai perchè, Senza pietà. Suoni incisi quasi in diretta senza la necessità di ampollose sovraincisioni e tecnodroidi arrangiamenti, ma con lievi arrangiamenti che buttano piume volteggianti all'interno della struttura compositiva; stessa cosa che si nota nell bella copertina, una fotografia semplicissima ma virata nel colore seppia, un'impronta artistica che dava un guizzo di tocco e classe a del semplice bianco e nero. Qua e là s'intravede anche una leggera matrice soul, eco di alcuni dischi storici della Stax di cui i Da Est devono essere stati ghiottoni. Come dovrebbero essere i dischi italiani di oggi. Senza sosta, senza direzioni si riparte, il lettore lo tengo col replay e non mi accorgo che arriva la fine.
twist - LE FAVOLE 21'28" (Aua)
La contaminazione di generi diversi, la sospensione fra rock-jazz e atmosfere alla Primus, Mistakes, Beer for Dolphins, Egomaniacs fa parte anche del mini cd d'esordio dei Twist, composto da cinque pezzi che lancia i Twist in un universo dove la musica acquista una sfaccettaura surreale. Note improvvisamente storpiate, voce femminile squillante che riecheggia una Mina acida. Melodie che si frantumano, un po' lontane dalla forma canzone e abbastanza intricate e criptiche. Un brano come Ripetutastasi é la dimostrazione che più di ogni altra evince questa certezza: rumori che sembrano sguizzare dall'acqua limpida, e una composizione abbastanza incerta. Non si sa se volutamente oppure per incapacità nella struttura espositiva. Incredibile U.L.K. appare più strutturata, con le chitarre funky trascinanti. Warp 6 é più minimale e vicina a certe cose della Touch & Go, un pezzo caratterizzato da un intreccio di chitarra , basso e batteria che dialogano tra loro, spigoloso, ma caldo. Una piccola deviazione alla direzione intrapresa e i Twist potranno essere apprezzati in pieno.

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