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:
One Long Year
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ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo Lino Terlati Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: literla@tin.it
Carmine Aymone - OSANNA - Naples in the world, 123 pag., Edizioni Afrakà
Gli Osanna hanno compiuto 30 anni. Lino Vairetti ha dato l’anima per far sì che la gloriosa formazione tornasse a essere attiva e cos,ì dopo lo splendido Taka Boom, ecco un libro scritto da Carmine Aymone che rende viva una leggenda musicale italiana nata sul finire degli anni ’60.
Peter Hammill, dei Van Der Graaf Generator, ha scritto l’introduzione: “si viveva con la sensazione che non esistessero barriere, che ognuno fosse libero di esplorare la musica e le sue inflluenze nel più ampio modo possibile”. Questo è in sintesi il giudizio globale di quegli splendidi anni ’70 e degli Osanna. E leggendo il libro come in un sogno ci riappaiono i nomi dei Trip, New Trolls, Orme, PFM, Claudio Rocchi, Delirium, Banco, Osage Tribe, tutti artisti che hanno caratterizzato un momento indimenticabile.
Il libro diventa storia e omaggio verso questa formazione che fu una delle prime a imbastire i propri shows come veri e propri happening teatrali, con tanto di trucchi, maschere e coreografie.
I suoni partivano dalla tradizione napoletana ed etnica per raggiungere stilemi internazionali, in una fusione di psychedelia e free-jazz. La prima formazione degli Osanna si chiamava Città Frontale; poi, sminuita e rivoluzionata, questa band incise l’album El Tor. Un bellissimo album, Landscape of life, che aveva il difetto di dilatare troppo idee solistiche, instaurò la primi crisi del gruppo e il primo scioglimento. Ciao 2001, il settimanale di cui Carmine Aymone faceva parte e il maggior organo di stampa musicale italiano dell’epoca, dedicò alla band partenopea un sacco di articoli e numerose copertine. il libro si rivela bn fatto anche grazie all’inserimento di alcuni bellissimi testi degli Osanna, che fondono poesia e denuncie sociali. Negli anni ’80 purtroppo non è stato facile sopravvivere per un gruppo come gli Osanna, ma negl 2000 è nato il laboratorio Afrakà, che è insieme etichetta, edizioni e uno studio di registrazione dove gli Osanna hanno potuto nuovamente lavorare. E un recente concerto a Marigliano ha dimostrato come il loro potere sia ancora alle stelle. Vale la pena ricordare i nomi mitici di questo ensemble: Lino Vairetti, leader carismatico, cantante e tastierista, Elio D'Anna, saxophonista (produttore anche di Renato Zero e fondatore dei Nova e degli Uno), Danilo Rustici chitarrista, Massimo Guarino, batterista; Lello Brandi, basso, Enzo Petrone, basso; Fabrizio D’Angelo, pianista; Gennaro Barba, batterista; Vito Ranucci, sax; Luca Urciolo, piano; Gigi Borgogno, chitarra.
Church of Betty - TRIPPING WITH WANDA 48’53” (Fang)
Una volta era un'abitudine scoprire dischi meravigliosi, e quando un artista creava un capolavoro si attendeva l’opera successiva con trepidazione, e anche timore che il nuovo parto non avesse le caratteristiche del precedente...Tutto questo più o meno fino alla prima metà degli anni’80; poi tutte le varie bands hanno standardizzato un sound proprio senza stupire in modo eclatante. Fino ad arrivare ai Church of Betty, una grandissima band senza una catalogazione. La prima impressione è di trovarci di fronte a un Pop sperimentale ed etnico che mescola Beatles, Xtc, Todd Rundgren,Sheila Chandra, Bernard Herrimann. Ma è troppo poco. Tripping with Wanda è l’autentico capolavoro di questa big-band americana guidata da Chris Rael. Questa è la settima perla della band inclusa in uno scrigno magico. La cultura indiana prorompe nel rock e nel musical creando un Partenone gigantesco e le melodie sono orecchiabili, incastonate in un sound complicato con controtempi, stacchi ed aperture zappiane. Il tutto rimanendo spiritosi e mai cerebrali. Dal primo East of the West passando per Kashi la loro è una discografia che va per conto suo per raggiungere pianeti inesplorati. I Church of Betty non appartengono alla casta dei freakkettoni ma a quella dei grandi songwriter e non sono una promessa ma una realtà. New York con le sue mille etnie confluisce in tutta la musica dei Church of Betty, una band diversa che non insegue le grandi major e incide per la Fang Records (una combattiva label che ha annoverato recentemente tra le sue file anche il transex per eccellenza del rock Jayne County, una vera figura leggendaria). Trippng with Wanda è intriso totalmente di exotica e moods orientali, ma alla fine sono grandi pop songs godibili, misteriose, fruibili e mastodontiche nella struttura. La cultura cosmopolita di Chris Rael viene tramutata in note e parole, cori che volano verso il firmamento. E qualche pezzo non stonerebbe nemmeno in classifica, vedi Ampersand, una cavalcata country con il sitar al posto del banjo. Insomma, un disco da ascoltare tutto d’un fiato con incensi nell’aria, piña colada nel bicchiere e giochi di luci psichedelici nell’aria. Ma basta chiudere gli occhi e tuffarsi in questo oceano di emozioni e lo stordimento è forte. Nuova Delhi o Abilene? New York o Roma? Tokyo o Atene? Capo Cabana o l’Alaska? Se Maometto non va alla Montagna i Church of Betty vanno all’Accademia del Migliore Disco del 2002 (www.churchofbetty.com)
Terzogrado - DECIDI TU 7’28” (Sonoria 2000)

Nuovo singolo dei Terzogrado che continuano la strada della musica latina, anche se con atmosfere un po’ più nostrane. I testi fanno parte della tradizione italiana e gli arrangiamenti guardano verso l’ultimo Lucio Dalla; tutto appare un po’ discutibile, ma il feeling c’è. Un intero cd potrebbe svelarci se i Terzogrado sono autentici o cloni. La critica non è mai stata generosa con i Terzogrado e loro cercano una definitiva consacrazione. Tutti questi enigmi saranno chiariti dal primo album appena uscito per la Epic/Sony(Ritmo de la vita, ma non lo troverete col nome Terzogrado bensì con quello anonimo di Escovedo) e quindi è già una garanzia. In Decidi tu è sempre la voce di Costanza Neri a risaltare, e col tempo pare che l’estensione vocale abbia una nuova forza. Senz’altro non è musica intellettuale, ma ben pensata ed eseguita con gusto. Assolutamente nulla di cerebrale, una musica leggera d’atmosfera che non disdegna la hit parade. Tempi soffusi caraibici con la passione italiana.

Tasaday - APRIRSI NEL SILENZIO 48’42” (Wallace)

A grande richiesta è stato ristampato su cd, il primo album dei Tasaday Aprirsi nel silenzio del 1984. Un disco registrato con pochi mezzi ma una vera e propria fucina di idee che anticipò il futuro della musica industriale e sperimentale in Italia. Anzi Lite Fantastike dei Prunes di qualche anno dopo, sembra una riflessione su quanto avevano prodotto i Tasaday (Vibrazioni del presente). Un gruppo italiano dalle potenzialità internazionali , conosciuto in tutta Europa. Radicali, indipendenti, corrosivi, ricercatori e sperimentatori aprirono una nuova strada e Aprirsi nel silenzio è un disco attualissimo che trasforma disagio e spleen in complicati arabeschi sonori. Il lavoro non aveva le caratteristiche di un primo disco, ma di un eccellente opera eseguita da musicisti navigati, e la rimasterizzazione su cd ha fatto risplendere un tesoro che ha dato il via ad una vera e propria libertà sonica. Dagli Area ai Tasaday il passo è breve e solo gli A Short Apnea sono il ponte che sembra poter collegare questi tre combo. I Tasaday ono diventati una leggenda, non tanto per le vendite dei dischi, ma per i loro concerti e per i passaparola di una gioventù dark che ha illuminato questi adolescenti degli anni ’90.
I Tasaday hanno anche pubblicato un notevole cd Con il corpo crivellato di stelle in questo 2002. Rumori disturbanti si fondono con sassofoni impazziti. L'industrial viene fuso con il free-jazz (Ende Der Vorstellung). La band è davvero innovativa, figlia sotterranea di folletti teutonici, in grado di offrire scampoli di rock torturato e spruzzato a brandelli, musica contemporanea e ritmi vagamente dance-arabeggianti.
Ma Aprirsi nel silenzio era nato troppo presto (parafrasando un mitico album delle New York Dolls) per un paese dalla cultura musicale consumistica come il nostro. Tuttavia, la passione e la caratura artistica ha permesso ai Tasaday di non essere una meteora, ma un urlo dilaniato che si apre davvero nel silenzio.
Time Enough: The Alien Conspiracy
Scritto da Ron Ford, Alexandre Michaud, Kevin Lindenmuth
Diretto da Ron Ford, Alexandre Michaud, Kevin Lindenmuth
Ecco un film davvero interessante. Fa parte di una trilogia (ALIEN CONSPIRACY) ed è il secondo capitolo, della serie “tanto in Italia non lo vedremo mai”. Il film mette in scena una guerra fra due specie aliene che tentano di conquistare l’umanità operando con due stili diversi; i Grey usano la violenza, invece i Morphs usano il sentimento umano. Allo stesso tempo un umano che vive a New York , vuole sperimentare questi due modus operandi con la sua ragazza. E’ un veggente e sa cosa accadrà presto sulla Terra. Ma l’intento non raggiungerà la meta.
Il film ha una colonna sonora quasi totalmente composta dai Seasons of the Wolf e brani da tutti e tre gli albums di questa grande band si ascoltano in sottofondo, conferendo atnosfere inquietanti alle scene. I Seasons of the Wolf sono una band che rimanda ai Blue Oyster Cult, davvero notevoli. Un fatto insolito è che a conclusione del film viene proiettato l’ultimo fantascientifico video-clip della band.
Sembra che il tempo si sia fermato e la visione di Time enough ci catapulta nella migliore science fiction degli anni ’50 con l’aggiunta di tecnologie digitali. Sembra di assistere a una nuova era di This Island Earth o The Flying Saucer Attack. I dischi volanti sono realizzati proprio con quel deja vu, ma siamo più avanti di Ed Wood.
Bellissime le riprese all’aperto e il regista Ron Ford sembra un fan di Richard Kelly, il regista di Donnie Danko, soprattutto negli effetti speciali. Il film è realizzato a basso costo ed è più una situation comedy che tratta di alieni, ma la trama e tutto il resto sono davvero notevoli. I film della Brimstone sono davvero geniali. Chissà che qualche produttore italiano non sia interessato. Scene splatter di sangue ce ne sono ma eseguite sempre con grazia se così si può definire. I nuovi profeti alieni sono arrivati, ma lo staff creativo è davvero umano??
KEROSENE - Superstereorace 45gg (SOTTOSOPRA records)
Il punk e' ancora vivo nella nostra penisola, e lo dimostrano questi due singoli usciti per la Sottosopra di Follonica.
I Kerosene propongono un punk dalle solite coordinate e certamente la voce non brilla per espressività (troppo incolore) e la registrazione non è delle migliori.
Tra i brani presenti segnaliamo Taxi driver, piu' rallentata e all'insegna di un rock piu' robusto, con un assolo di chitarra centrale che non e' il solito hard massiccio. Starai con me, invece, occhieggia al surf in ambito punk, come fece anni fa Jayne County, con un testo tipico da canzonetta italiana. Certo per dare un giudizio piu' dettagliato servirebbe un cd intero, che forse i Kerosene stanno preparando. Ma non dovrebbero seguire la strada del solo-punk. Contaminandolo con altri suoni potrebbero arrivare a un risultato piu' interessante. Giudizio: se potete, evitate
PAY/ PORNORIVISTE - L'importante e' non restare/Kasellante, split-single (SOTTOSOPRA Records)
I Pay tornano con questo split-single in comunione con le Pornoriviste, dopo un bel cd chiamato Potevate anche ynvitarci.
Il singolo appare meno curato del CD precedente, infatti le composizioni sono molto piu' dirette senza tanti fronzoli, anche se appaiono sempre gustosissime le gag vocali, tendenti all'ironia sessuale.
Le Pornoriviste racchiudono in due pezzi una rabbia corale da colleggiali: il primo brano. Kasellante, e' un po' inconcludente; gia' molto meglio il secondo Il tempo delle mele, costruito in modo piu' intelligente. Ma se questi gruppi (a parte i Pay) non cambieranno le loro coordinate, rischiano di restare delle proposte marginali, in quanto nel punk puro e semplice e' stato detto tutto. Servirebbe una lezione alla Bad Religion, che sono partiti da un punk elementare per arrivare a oggi con albums molto piu' evoluti.
giudizio: alla vostra buona scelta


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