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altre recensioni di album di Todd Rundgren
:
One Long Year
Reconstructed

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la sezione interviste di bloc notes: Gianluca Lo Presti, One Dimensional Man e Devicse Black Heart Procession

disco del mese


Blue Oyster Cult:
A Long Day's Night

 

ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo Lino Terlati Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: literla@tin.it
ADDICTED TO MURDER, Brimstone Media Productions. 90 minuti
Diretto da Kevin Lindenmuth - scritto da Kevin Lindenmuth & Tom Piccirilli.
Da questo numero di Bloc Notes in poi e per altre quattro occasioni, segnalerò ai nostri lettori i film prodotti dalla Brimstone Media Productions perché meritano di essere visti. Sono film a basso costo degni della più nobile tradizione trash, ed essendo stata l’Italia una delle patrie dello splatter degli anni’70, non si capisce come mai non abbiano ancora ottenuto una distribuzione. Addicted to Murder parla ancora una volta di vampiri e di un ammazzavampiri, Joel Winter, che a sua volta si trasforma in una sorta di Nosferatu, ma non riesce nell’impresa e i non vivi tornano dal regno dei morti per continuare i loro massacri. Una donna, però, conosce il segreto per riportare i vampiri sotto terra per sempre.. Addicted to Murder ha già un seguito negli Stati Uniti. Tutti gli stilemi del genere horror si trovano nel film, anche se in alcuni tratti il lavoro è davvero troppo casalingo - qualche effetto è, comunque, buono. E’ carino il carosello di serial killers, mostri e vampiri che s’intravedono durante le sequenze e assistiamo costantemente all’uso del flashback attraverso il racconto delle persone che hanno conosciuto Joel
Il film è stato girato a New York. Kevin Lindemuth, oltre che regista, è anche proprietario della Brimstone e ha usato mani sapienti nelle angolazioni e nelle riprese. Un'opera destinata ai cultori del genere horror e thrash e un prodotto assolutamente alternativo...
Francesco-C - STANDARD 40’45” (Mescal)
Imprevedibili e misteriosi ecco i Francesco-C, una band di punk elettronico all’apparenza sulla scia dei Sigue Sigue Sputnik, ma con un’italianità alla Edoardo Bennato nelle vene. Standard è il loro secondo disco, dopo Flan. E se l’elettronica e la ribellione sono le prime cose che vengono in mente, altri generi confluiscono poi nelle tracce del disco di questa band torinese dall’aspetto anche glam.
La tecnologia diventa uno strumento importante e non produce solo suoni carini ma ti proietta in un kaos futurista. Kanzone Kommerciale è più semplice come dice il titolo e potrebbe anche essere suonata tranquillamente in una discoteca.
Ma il gruppo è capace anche di proporci un pezzo come Se non avessi fretta (Solange bella zombie), un melodioso pop che improvvisamente si accende e nel testo perde tutta la sua comunicabilità. Un ruolo importante l’ha avuto il grande Roberto Vernetti che dopo esperienze con Delta V e l’ultimo grande album di Patty Pravo (Radio Station) ha prodotto questo Standard dei Francesco-C. La brutalità spaziale alla Rockets radicale è lo scenario audio che è alla base di Sulla Luna che presto sfocia in un rock’n’roll dilaniato dai toni decadenti, ambigui e affascinanti. Ma anche i cartoni animati giapponesi di fantascienza come Capitan Harlock, Mazinga e le loro colonne sonore sono state importanti nell’elettronica-giocattolo che i Francesco-C suonano.
Ho bisogno è completamente robotizzata anche nel canto, e il linguaggio è sporco e di strada, ma gli intrecci sonori sono interessanti e di standard ha davvero poco. Losaiononlosai è l’unico pezzo che denota una certa superficialità, un rock’n’roll banale, con una formula uguale a mille altre. Dentro ai numeri è, invece, il momento più lirico dell’intero album, una canzone affascinante e intensa, profonda e inquietante, artificiale e umana allo stesso tempo.
Una band inaspettata che sarà sicuramente capace di infiammare palchi e divertire.
KASIM SULTON - LIGHTS ON

L'occasione per parlare di Kasim Sulton mi si è presentata di recente, essendo venuto in possesso del raro Lights On, secondo suo disco solo inciso in team con il grande batterista Thommy Price. E' un disco molto superiore al già buono KASIM inciso nel 1981 per la EMI America.
Lights On è stato inciso nel 1986 (all'indomani di TRIVIA, ultimo album-semi-compilation degli Utopia per la CBS Associated) appunto insieme a Thommy Price, conosciuto durante i tour e le incisioni di entrambi con Joan Jett. La loro amicizia divenne di un'intesa perfetta musicalmente e così si ritrovarono in questo progetto.
Il territorio affrontato dai due è quello certamente del pop scanzonato, ma gli interventi strumentali sono così calibrati e perfetti da farne un luminosissimo gioiello.
Il disco fu infatti prodotto da Michael Young, conosciuto da Kasim all'epoca di Oops!Wrong Planet , mitico Utopia album, dove Michael vestiva i panni di ingegnere del suono insieme a Todd.
Le canzoni sono tutte nuove, composte quasi interamente dai due dandy kids.
Alle tastiere, in alcuni pezzi compare Tommy Mandel, tastierista, fra gli altri, di Ian Hunter. Vi sono poi nomi altisonanti come ospiti: Elliot Easton, chitarrista dei Cars e la già citata Joan Jett. Viene anche ringraziato Steve Stevens che, ricordiamo, formò una band, gli Atomic Playboys proprio con Thommy alla batteria. Il progetto in un primo tempo prevedeva anche l'inserimento di Kasim al basso, ma la collaborazione sfumò per i continui impegni di Kasim.
Questo disco evidenzia chiaramente la fusione fra tecnologia, perfezionismo e spensieratezza: lo si può quasi definire techno-pop, anche se in genere non mi piace attribuire troppe etichette.
Su tutte le canzoni prevale il pezzo d'apertura e singolo trainante Shotgun Shy, dal refrain accattivante, con suoni orientali in una sorta di Blade Runner giapponese. Ci si rende subito conto di quanto questi suoni siano poco convenzionali , anche se la struttura della canzone farebbe sembrare il contrario.
Molto bravo anche il tastierista Danny Louis. In alcuni punti la canzone si arrichisce poi di accenni decadenti...
forse la promozione non fu adeguata perchè il pezzo avrebbe potuto essere un ottimo hit. Kasim al basso ci da' dentro, come sempre. Il secondo pezzo, No T.V., No Phone,parla di incomunicabilità con toni ironici, e ricorda i grandi concetti esistenzialisti delle liriche di Todd e degli Utopia.
Something's Gonna Happen in apertura della seconda facciata ha la ritmica di Prime Time dei Tubes, il pezzo di " Remote control" prodotto da Todd. In tutto questo album, comunque le influenze sono molte e s'intravedono orientamenti funky raffinati, senz'altro influenzati da Ronnie Spector, con il quale i due collaborarono per lo splendido, vellutato album Unfinished Business, uscito lo stesso anno.
Un cenno particolare va a Stories, ballata intimista e retrospettiva dal vago sapore melanconico.
Comunque tutto risulta molto omogeneo e mai discontinuo. Lights On venne accompagnato da una tourneè promozionale ed è un vero peccato che il sodalizio non sia durato, perchè avrebbe senz'altro dato frutti ancora più maturi.
Ora Kasim suona stabilmente con Meat Loaf e dovrebbe comparire nel recente doppio album dal vivo del gigante del rock. Sta, inoltre, incidendo il suo terzo lavoro solista proprio in questi giorni.

Osanna - TAKA BOOM 55’42” (Afrakà)

Gli Osanna sono stati una delle più importanti band dell’era progressive italiana degli anni '70. Poi si sono sciolti e si erano riformati pubblicando Suddance nel 1978. Ora dopo, sembra incredibile, ben 24 anni gli Osanna sono ancora vivi e vegeti e in grande forma, come testimonia questo nuovo lavoro, Taka Boom, e un libro appena uscito. Gli Osanna non sono stati soltanto un grande gruppo rock italiano, ma una band davvero innovativa - basta ascoltare Ce vulesse (in origine proprio su Suddance) per rendersene conto. La versione di Taka Boom apre diversi orizzonti, dalla musica etnica, al funky, alla musica celtica, tutto in susseguirsi naturale, e senza forzature. Il Mediterraneo, l’Africa, sono punti di riferimento importanti che si possono apprezzare durante tutta l’ora del cd. E grazie ad arrangiamenti e a una forza nuovi i brani sembrano essere stati composti nel 2002. L’uomo, una delle composizioni più vecchie degli Osanna, ha elementi meditativi in un pezzo con una sezione ritmica pulsante e c’introduce nelle nuove sonorità degli Osanna. Il sax diventa più liquido e più futurista, e il pezzo sembra lontano anni luce dagli anni ’70, diventando quasi un rap ipertecnologico. There will be time si sposta verso un elegante pop d’atmosfera, pacchiano e dorato, con cristalline toccate di sintetizzatore; ed è difficile credere che un pezzo come questo aveva fatto parte di Preludio, Tema ,Variazioni e Canzona, uno degli album musicati da Luis Enriquez Bacalov (insieme a Concerto Grosso dei New Trolls, Contaminazione del Rovescio della Medaglia e di Mai una signora di Patty Pravo). I cori e le tastiere ci fanno capire comunque che gli Osanna come compositori avevano un cuore, una cura e un talento particolari rispetto a tante altre band. Colpi di tosse è una nuova composizione che dimostra in pieno come l’album sia davvero notevole; in un contesto drammatico la sceneggiata napoletana prende quota e loro ricordano alcune tracce prese da Landscape of life, un altro pilastro importante per la band che, nel 1974, vedeva la nascita di una formazione satellite come gli Uno. Bellissima la chitarra che esegue una scala complicata e s’intreccia con volte acustiche; Danilo Rustici rimane un chitarrista importante. L’uomo viene anche presentata in una versione unplugged che aggiunge lirismo al pezzo in apertura. I nuovi componenti della band (Gennaro Barba, Luca Urciuolo, Vito Ranucci ed Enzo Petrone), si amalgamo benissimo e i risultati si apprezzano in Medley acustico che riprende episodi di Palepoli e dei primi due album degli Osanna. Taka Boom, la title –track, è una nuovissima composizione ed è tirata e compatta, il nuovo volto degli Osanna, un blues-rock dalle matrici funky, corale e con anima nera. La marcia e il ritmo hanno sempre colpito gli Osanna: movimento, azione, non stare mai fermi e il Medley Train ne è esemplare bellissimo. Oro caldo è un pop contaminato da elementi folkloristici ed è festosa e gaia, vro Napoletan power. Speriamo che gli Osanna rimangano a farci compagnia ancora per molto tempo, perché l’Italia ha bisogno di questi maestri sacri che sono saputi tornare con un lavoro che è anche una sorta di taccuino di viaggio, un riassunto, diviso tra passato, presente e futuro della musica italiana, che ridà forma a un progetto con grande positività e sotto nuovi auspici. Sono queste le cose che mi fanno amare la musica che gira intorno...
Pay - PROVATE AMMORE INUTILE37’29” (Punkrocker’s) 
Per essere un’autoproduzione bisogna proprio dire che i Pay, per la loro seconda prova, non hanno badato a spese: infatti il cd è un cd con tanto di filmato e abbinato alla confezione veniva venduto un barattolo “d’ammore” (invenzione del loro leader, Vulvino). Il punk scanzonato prende forma ancora più energica e i Pay ci presentano quattordici tracce molto giovanili come spinta e calore.
I Pay fanno punk elegante e scintillante, diverso dai Lazy Bones, e qualcosa più avanti dei Ramones. Alfieri del punk rock made in Italy fanno tour e sanno scatenare il pubblico, anche per via della loro ironia dissacrante. Veniva bene è un rock molto duro, dove le chitarre sono vere e proprio asce di guerra. Una lezione che molte bands dovrebbero imparare perché un po’ d’inventiva i Pay la buttano dentro. Loro sono un trio che usa anche campionamenti a mo’ di jingle radiofonici. In qualche modo ricordano MGZ, anche se la musica è diversa...
Il sesso è un argomento dove è facile fare satira, ma i Pay ci riescono bene non diventando mai volgari. E la cover de Il triangolo di Renato Zero conferma questa ipotesi e acquista anche grinta. Insomma, un’ottima seconda prova che aprirà più porte di quante i Pay possano immaginare.
Tasaday - CON IL CORPO CRIVELLATO DI STELLE 64’52” (Wallace)
E’ veramente commovente constatare che una band storica dell’area industriale post-rock come i Tasaday si siano riformati a tutti gli effetti. Con il corpo crivellato di stelle è il loro nuovo cd a tutti gli effetti, registrato con i membri originali Sandro Ripamonti, Carlo Ronchi, Stefano Sangalli…Indimenticabili le loro prove degli anni ’80 e un plauso alla Wallace che ha ristampato su cd il primo album Aprirsi nel silenzio (ma dovrebbe anche pubblicare su cd il tape ufficiale Tra le rovine dei sensi) Una formazione autoctona che non ha mai guardato alle mode e che è stata anticipatrice di molti fermenti. Con il corpo crivellato di stelle ha tutto: poesia, rumorismo, una musica avveneristica-etnica, come una tribalità futura, ma c’è anche sogno e voglia di andare avanti, un cd che è ancora più bello de L’ultimo Tasaday. Innocenza e peccato è minimalista e percussiva, una litania che sembra proseguire il discorso dello storico Tibetan Bells di Henry Wolff e Nancy Hennings e sulla scia di lavori come quello di Etere-O. E’ per amore di persone come Mirko Spino che progetti e bands come queste possono continuare la loro storia, e anche se agivano in territori underground i Tasaday sono diventati un leggenda che ora è anche possibile vedere dal vivo. E nel 2002 i Tasaday hanno conquistato nuove orde di fans: sia il pubblico che adora il post-rock che quello che apprezza il folk druido e rumorista può rispecchiarsi negli umori di questa band lombarda.
La tribalità e sacralità che caratterizzano l’omonimo popolo delle Filippine a cui la band della Brianza si è ispirata, la si riscontra anche in questo cd che ha la peculiarità di essere stato pubblicato con ben 50 copertine diverse… Roba da collezionisti, insomma. Con il corpo crivellato di stelle è stato apprezzato dalla critica e dal pubblico in toto. Insieme a computer e televisioni, ritroviamo oboi indiani e tubi metallici,voci inscatolate e altre diavolerie. Oscurità e bagliore in notti senza tempo. Note come lapilli esplosivi nell’aria... Odore di bruciato e splendore... Ascoltare Smiles per credere. Una band che ha più di 20 anni di attività, ma che sembra nata adesso per coraggio e creatività. Ed è partito anche il tour dove i nostri modificano e cambiano i suoni ad ogni concerto. Andando avanti generando cose nuove su matrici già esistenti, la musica che si autocompone, figlia del silenzio e delle emozioni, la sensibilità dei Tasady è ancora in linea in questi anni 2000 e lo sarà per molto altro tempo. Bentornati!
Valentina Dorme - CAPELLI RAME 38’23” (Fosbury) 
Davvero un peccato che gli altri cd dei Valentina Dorme, autoprodotti, siano di difficile reperibilità.
Con Capelli Rame approdano alla Fosbury Records (che dovrebbe ripubblicare anche gli altri cd della band come Giorni spesi a guardare le siepi e Nuotare a delfino), una promettente giovane etichetta.
Capelli Rame è nettamente superiore alle precedenti prove, e la band si esprime al meglio delle proprie possibilità - peccato soltanto che la durata del cd sia breve. . L’originalità non manca a questa band dai toni cupi e dai colori monocromatici. Claudia Cardinale da giovane è bellissima, un rock soffuso con una bella interpretazione vocale e il tessuto scarno di chitarre amplia la potenza di questa canzone verso un gorgoglio rockeggiante. Anche se la semplicità è l’elemento portante di questo pezzo, si crea un’atmosfera quasi narcolettica, sospesa nell’onirico. I Valentina Dorme sono maestri in questo, peccato che rimangano nell’ombra e ancora non hanno una definitiva consacrazione. Forse Capelli Rame è il giusto biglietto per una platea maggiore. Guardare i corvi si muove sempre su questa scia con una lunga intro elettrica. L’eclissi amore mio: attraverso la voce e le chitarre si notano davvero ombre e luci, oscuramenti e candori rosso sangue. Il testo è depresso come l’atmosfera dell’album, ma è una tristezza che può riscaldare il cuore. Le liriche a volte non sono scorrevoli, ma forse è un ‘intenzione della band. Un disco in bilico fra l’elettricità e l’ermetismo minimale, da valutare e preferire a tutte quelle band italiane che propongono noise in mancanza di una creatività lucente.


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