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altre recensioni di album di Todd Rundgren
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One Long Year
Reconstructed

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la sezione interviste di bloc notes: Gianluca Lo Presti, One Dimensional Man e Devics e Black Heart Procession

 
ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo Lino Terlati Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: literla@tin.it
Amon - AMON 70’17” (Murder Release) 
Quanti personaggi, fra artisti e musicisti operano in Italia da diverso tempo e rimangono nell’anonimato, frutti per una elite ricercata? Amon o meglio Andrea Marutti è uno di questi. E certamente la sua musica non è semplice da descrivere e non è destinata agli amanti della canzonetta. La musica o il concetto raccolto in questo debutto ( ma poi ne sono usciti altri) può provocare dolore o gioia. Le atmosfere sono davvero da tombe egiziane sepolte nel tempo . L’oscurità è l’elemento cardine di tutto il cd. Minimalismo deturpato da presenze siderali. Noise che si tinge di musica contemporanea. Un quadro nero, dove piccoli raggi di un verde luminescente volteggiano nello scenario rituale.
Certo, qualche rinfresco di note poteva giovare a un cd di questo genere, ma Amon non si concede a commercializzazioni e produce ciò che gli è più congeniale. C’è solo più varietà che in un disco come Metal Machine Muzik di Lou Reed e, quindi, chi immagina di trovare brani infarciti di fascino del popolo di Ra come è avvenuto per Eloy, Earth Wind & Fire, Todd Rundgren, Ozric Tentacles, Iron Maiden, si sbaglia di grosso. Deve essere il fascino dei sacerdoti di Osiride a far sì che musicisti italiani dell’area sperimentale adottino pseudonimi della terra dei faraoni; è successo anche a Gianfranco Grilli con il suo Il tempio di Karnak (ma l’Egitto roseo di Christian Jacq è un mondo lontanissimo!) e l’ambito è lo stesso. I suoni comunque sono inusuali e sono di derivazione dark-ambient, un Brian Eno degli inferi (già i Canaan, altri alfieri del nichilismo sonoro appaiono più rosei rispetto ad Amon). Giocano a favore della composizione poi tutto il lavoro di sala di registrazione. L’ingegneria come nuova forma di composizione, elemento basilare della struttura di un brano, in Mopula è molto evidente. Inutile soffermarsi su un brano, un passo in particolare: non sono canzonette e resta il merito per questo musicista di essere onesto. Dopo un ascolto di Amon la visione della vita si incupisce ancora di più. Se però non siamo soggetti vulnerabili, potrebbe anche non accadere nulla. Soltanto tonfi nel silenzio perenne.
Bron Y Aur - BETWEEN 13 & 16 49’41” (Wallace/Beware!/Burp)
Between 13 & 16, secondo cd ufficiale dei Bron Y Aur conferma la loro maestria. Suoni creativi, impasti ineccepibili e virate verso il jazz sperimentale. Inventano, riallacciano mosaici, arrivano in punti distanti dall’esordio e ci si riconducono solo per qualche attimo.. Proposta molto più vicina all’avanguardia che al rock e come ricerca più avanti rispetto a tante altre bands, anche se più frammentaria dell’esordio. Musica che si dilata in un campo malleabile durante tutti i 50 minuti del cd, ed è ancora una volta, un gran bel lavoro .
Terzo lato straripa di corrente creativa e loops nervosissimi. Speed 6/Intensity 10 è splendida nel suo minimalismo nato dall’improvvisazione. Vi è uno spostamento di tendenze che li ha portati nei lidi dei fratelli Gatto Ciliegia, anche se Getroch:+-3 grom è più classica e rockeggiante ma sempre straordinaria. Come ospite è intervenuto Jacopo Andreini al sax alto e tromba e si sente. Tutto il cd marcia in un vortice convulsivo dove idee, contaminazioni e rumori convivono in armonia. Per i Bron Y Aur lo studio di registrazione è come un banco di esperimenti, dove manipolare e studiare nuove formule. Certo dal vivo ricordare e riproporre in modo identico sarà difficile, ma potrebbe aprire altre mille strade. Da ascoltare.
Julie's Haircut - Sexpower (Aua Records)
I Julie's Haircut di Sassuolo, al loro esordio su Cd, ci propongono un lavoro egregio, con una copertina abbastanza rozza degna di riferimenti ai film di Russ Meyer e a tutti i soft-porno di serie B; musicalmente, invece, le composizioni sono tutte elegantissime nella loro struttura rock'n'roll.
(I was a)Teenage meteor racchiude questa regola.
Il cd viene venduto in edizione limitata con una copertina disponibile in diversi colori, tanti come e' ricca la musica dei Julie's Haircut.
Rosa carminio e' il colore di cui si tinge Nation wide Marino cantata dalla voce calda della bassista Laura Storchi, con accenti decadenti in stile Nico adolescente. Intensa, diafana e improvvisamente irruente, cangiante a ogni giro di chitarra. Dipinta di incantevole celeste è, invece, la psychedelica Flantazen Dream, fluttuante su un mare di ninfee immerso in un tipico sound alla Spirea X.
I Julie's Haircut hanno il grande pregio di fondere assieme tracce d'ispirazione tipicamente garage-decadenti fine anni '60 come Velvet Underground, Seeds, Nazz, Stooges con il rock'n'roll piu' scanzonato e muzak di
Joan Jett, T.Rex, Fanny e Kiss. Honolulu honey moon va pòoi molto piu' in la' del punk e si fonde con atmosfere che richiamano Dream Syndacate e i Thin White Rope.
Mille cambiamenti in un'unica matassa. Roz e' puro punk anfetaminico. Dell'Italia i Julie's Haircut hanno preso poco: il loro discorso è puramente internazionale, dall'Emilia a New York, come tutte le bands della Gamma Pop.
Sexpower è un intelligente pout-pourri pieno di chitarre rock'n'roll che diverte nella sua ecletticita', e un importante documento che racchiude l'anticipazione di come andra' avanti il rock in Italia.

Joe Leaman - PEOPLE AGAINST LONELINESS 15’43” (Superlove)

Questo extended play dei Joe Leaman è un’anteprima del loro prossimo album, in uscita per Superlove, ma essendoci solo un pezzo che figurerà in Fried Sponge, ci risulta una pubblicazione inutile. E se Konneman Girlfren non è certo un pezzo brutto, però, ancora una volta, sa già di ascoltato. Foo Fighters dietro l’angolo? E’ comunque rilevante notare che, per essere un gruppo indipendente e con pochi mezzi, la qualità d’incisione è davvero notevole .
Strana band questo gruppo di Modena che incide per la stessa etichetta dei Julie’s Haircut e fa parte del giro Gamma Pop, ma che, in qualche modo, se ne estranea proponendoci anche vere e proprie pop songs. Twilight è una dolce ballata con spruzzate provenienti dal ciclone Nirvana, e quindi un terreno solcato e risolcato da tutte le bands italiane. Smalltown Boy, cover dei Bronski Beat,è invece un omaggio abbastanza fedele nei suoni alla band di Jimmy Sommerville. Magari le carte in tavola con il nuovo cd cambieranno, ma a prescindere da questo ep, i Joe Leaman rimangono cavalieri in una terra di sudditanza.
Frog Pocket - CARIC KILS 40’38” (Afe/Mouthmoth)
Carillons elettronici per bambini con la mente malata. John Charles Wilson crea ripetuti suoni noise intervallati e arricchiti da splendide melodie e giochi di chitarre e bassi “umani”. Ma non tutto è sempre così chiaro e cristallino: a volte i pezzi non hanno tempi e non seguono degli stili o dei generi musicali ben precisi, come avviene in Ersweet a differenza di My Little Friend che era ariosa, notturna e colorata. Frog Pocket è un altro artista a cui piace fare tutto da solo in completa solitudine. Io lo preferisco nei brani dalla struttura più classica che in quelli che diventano sperimentazione fine a se stessa. Sa anche presentare sarabande nel vero senso della parola come avviene in Felix Kubin, dove gli archi e i violini sono protagonisti e qualche effetto strabordante non è malvagio. Addirittura il pezzo è ballabile. Ballate rurali che si adeguano ai tempi moderni, una vera addizione di antico e ultramoderno. Certo è un musicista che non è facile da amare, anche se i toni sono più goderecci che in Amon o in altri oscuri sacerdoti... Ma riesce in ogni modo a catturare l’attenzione di un pubblico disattento e distratto. Ma se non siete propensi all’elettronica troppo ricercata allora ascoltatevi sempre i vecchi cari Tonto e i Silver Apples.
SAINT GERMAINE - CASANOVA’S LAMENT Caliber Comics 48 pagine
Un gioiello di scrittura e disegno. Saint Germaine nasce dalla penna di Gary Reed e dalle matite di James E. Lyle (in attesa del lavoro nuovo di quest’ ultimo per Thunder Agents di Paul Gulacy per la DC.)
Saint Germaine è un osservatore, un immortale che ha vissuto tutte le epoche della storia. E può rituffarsi indietro nel tempo e dare, così, luce a misteri irrisolti. La morte per lui è solo una condizione della coscienza. Qui viene narrato un episodio nascosto della vita di Giovanni Casanova, ma s’incontra nelle pagine anche Cagliostro. La serie ha avuto in America un incredibile e meritato successo e spero che qualche nostro editore si degni di pubblicarlo perchè si tratta di un ottimo lavoro. Un'opera che fa sognare, cioè il primo compito dei fumetti, e anche riflettere. Le pagine sono tutte in bianco e nero per dare maggiore risalto alle luci e ombre della vicenda. Lo vedrei bene nel formato Bonelliano più che in quello Comic Book. In futuro sembra che Saint Germaine incontrerà Lilith, Falstaff, L’uomo nella maschera di ferro e altri personaggi storici…Qualche debito, forse, lo paga al capolavoro Books of Magic ma, per il resto, la pubblicazione viaggia su schemi nuovi.
True Colour of Blood THE SIGNIFICANCE OF SECRECY 46’32” (Afe)
Costellazioni, pianeti oscuri che si perdono nella galassia più buia, ancora una volta un cd di musica ambient dark. Il vero colore del sangue contiene suoni più titanici e fantascientifici che qualcosa che faccia pensare allo scorrere dell’ importante liquido corporeo. Eric Kesner è un americano della Virginia che uilizza principalmente chitarre e samplers, ma non fa uso nè di sintetizzatori nè di tastiere. Zophos è emblematica in questo senso.
In Forlorn si avverte la nascita di un nuovo orizzonte, una nuova odissea sulla Terra, un deserto dove forme perfette appaiono. E' un'opera notturna, con pochi movimenti, ma grandi echi di chitarre che sanno essere dolcissime ma anche assassine. Ogni tanto la batteria elettronica soffusa cesella un ritmo selvaggiamente angelico. Demergo Abyssus scava davvero nella profondità dell’anima ed erge un muro insormontabile di dolore. Nel territorio della musica minimalista True Colour of Blood è una bella speranza: aspettiamo con curiosità il prossimo capitolo.
Todd Rundgren LIVE AT THE FORUM, LONDON ‘94 94’33” (Sanctuary)
Il circo di Todd Rundgren... Suoni, colori, luci, arcobaleni e, per la prima volta, il pubblico in qualità di ospite musicale (nei 16 minuti di Secret Society). L’interattività in uno spettacolo dal vivo. Dalla sua astronave - palcoscenico, Todd Rundgren presentò questa innovativa tourneè nel 1994. Dopo otto anni viene immortalato su cd il resoconto di due serate al Forum di Londra, ma anche noi italiani potemmo ammirarlo a Perugia e a Modena durante una notte di uragano e pioggia torrenziale. Todd non annullò il concerto, ma rischiò e il suo spettacolo partì, splendente come una cometa. Todd one man band anche dal vivo, con basi preregistrate e diverse dalle versioni ufficiali, basi dove a volte si eliminava il basso, a volte le tastiere, altre le percussioni e, quasi sempre, le chitarre in modo da suonarle dal vivo e un sacco di computers robotici. Tre ballerine e coriste. Una telecamera penzolante dal soffitto a riprendere in diretta l’evento e immagini degli X-MEN su 24 monitor sparsi nella torre di controllo. Ancora adesso questo cd appare rivoluzionario e rappresenta un altro tassello del "mosaico" Rundgren.
Con un ascolto superficiale non riusciamo a cogliere le mille sfaccettature che il lavoro svela dopo ripetuti passaggi. Todd con camicia multicolori e gonna, incanta nella sua terra di Cyberia.
Abbaglia e diverte ragazzi increduli, e quando vuole tornare ad essere il rocker di sempre ecco riapparire l’eterna Black & White in una versione sincopata, con una nuova luce che sa di antico e raggiunge l’ultramoderno. Ma essere avanguardista o ritardatario per Todd non è un problema. La sua musica sa essere sfuggevole e trasparente come le ali di una libellula, e potente allo stesso tempo, come il tuono o irraggiungibile come il nido di un’arpia. Si plana a 360° e la storia è sempre infinita: il cerchio gira e rigira su stesso, intersecandosi con altre forme per creare altre estensioni. Basterebbe ascoltare solo Fascist Christ per rendersene conto; li dentro c’è tutta la musica mai esistita, dal hip–hop al rock, all’industrial, alla dance music. E tutto come una piega naturale di un susseguirsi di mille note.
Il tour era incentrato sul repertorio di No world order, il primo cd interattivo della storia della musica, ancora prima di Peter Gabriel, David Bowie; lì si parlava davvero di interattività, infatti l’ascoltatore poteva a proprio piacimento interagire e creare nuove composizioni con nuovi arrangiamenti, cambiare i tempi, le battute etc. Naturalmente per fare questo occorreva una macchina particolare, il lettore cd-i della Philips, ma per la prima volta l’utente diventava partecipe in un supporto fonografico e poi da lì nacque il Patronet e altre diavolerie. Questo doppio cd viene distribuito in tutto il mondo dalla BMG e speriamo che raggiunga davvero un vasto pubblico che senz’ altro sobbalzerà. Il canto, la produzione, gli interventi strumentali sono tutti perfetti, e anche i ragazzi del pubblico- musicisti, con la foga di suonare con Runt, creano un puzzle a volte al di fuori dal contesto, ma perdonabile per il coraggio della proposta. E così Bang the Drum All day è ancora più nuova con dozzine di percussionisti anonimi a cui sono concessi sbagli. E tutto fa parte di questo carrozzone ambulante che Todd portò in giro per il mondo. Poi lo spettacolo ipertecnologico s’interrompe e solo una 12 corde e la voce di Todd sono protagonisti. One world illumina e chiude il sipario e le origini di questo mondo "utopiano" sono come scintille in una notte pirotecnica. In mezzo al furore ci sono canzoni ai confini della realtà, vecchi pezzi rispolverati in una nuova visione come International Feel dal mitico A wizard, a true star o Feel Too Good da Deface The Music così apparentemente lontano eppure parte interagente di questo circo interstellare, che ancora una volta dona purezza alla musica, all’arte, al divertimento, al semplice gioco della passione.


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