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  ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo è Lino Terlati Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: carterla@tin.it
golden GOLDEN SUMMER 45'57" (Slowdime)
Golden Summer é il secondo disco dei Golden, una band di Washington D.C. che aveva pubblicato un bellissimo disco, Super Golden Original Movement, l'anno scorso. Golden Summer è composto da 9 tracce , che si distanziano dal disco d'esordio. Golden Summer, però, rappresenta un periodo di transizione. Volendo andare avanti la band probabilemte ha fatto un passo indietro. Certamente talento ed ingegno ci sono e ci troviamo di fronte ad un nuovo sound, più studiato e meno improvvisato di quello precedente, a volte più blueseggiante, ma con una pesante ombra di deja vu che si ricollega addirittura a bands degi anni '70 come gli ZZ Top o i Black Oak Arkansas. La chitarra troneggia in tutto l'album ed è suonata da dio. Winter Blues è una canzone molto triste ed emozionante, dove si respirano atmosfere psychedeliche. Peccato che le note di copertina siano parche d'informazioni per quanto riguarda la line-up. Army Worms è un pezzo impegnativo tutto giocato sul duetto fra le due chitarre, a volte sognanti, poi galvanizzanti. Golden Judgement Special è rabbiosa, possente con la chitarra che mitraglia e poi tesse splendidi arazzi. Hot è un rock blues tirato anni '70 degno di George Thorogood o dellai Allman Brothers Band. Maturità raggiunta e c'è da segnalare comunque Joe Theodore come uno dei migliori batteristi oggi in circolazione. Comunque se l'intenzione era quella di riportare nel disco le atmosfere di un'estate calda e dorata, i Golden ci sono riusciti.
cerberus shoal CRASH MY MOON YACHT 57'16" (Pandemonium)
I Cerberus Shoal hanno iniziato a suonare nel 1995 come formazione punk e di strada ne hanno fatto davvero tanta e l'album del 1999 Homb lasciava intravedere un futuro pieno di sorprese e maturità raggiunta. Del punk originario non è rimasto nulla; Crash My Moon Yacht chiude le porte a un passato trascorso a suonare musica completamente diversa. A produrre questa metamorfosi l'incontro con Thomas Kovacevic e Tim Harbeson provenienti da una band diversa stilisticamente, quella dei Tarpigh. La musica è quella che solitamente vogliamo definire music for films, in una forma nuova che ha affascinato recentemente anche Tom Verlaine: infatti i Cerberus Shoal hanno composto musica per immagini di altri tempi. Composizioni prevalentemente acustiche, assolutamente sorprendenti, dal respiro magniloquente. La produzione, poi, è davvero sublime: Steve Drown si è rivelato un ottimo ingegnere . Come piccole foglie in un parco immenso, le note della magica tromba di Tim Harbeson fluttuano nell'aria a rincorrere strumenti inusuali come il dholak, lo xilophono, il banjo, organi Farfisa e a canne. La dimensione che si respira ha qualcosa di arcano e sacro, folk tetro, in qualche modo vicina ai Morphine, ai Saturnalia e ai Godspeeed You Black Emperor. I suoni ora cristallini, poi esplosivi toccano il jazz, la musica contemporanea, il rumorismo , la cacophonia. Yes Sir è lineare, sottile, evanescente; Asphodel è uno spruzzo di disorientamento sonoro, Elle Besh con le sue urla cannibalesche, divora i timpani. Tutte le composzioni del cd sono frutto di un'elevata ispirazione e di una creatività che partendo da giorni di rabbia ha trovato l'affermazione nella quiete dopo la tempesta.
earthlings? HUMAN BEANS 45'25" (Crippled Dick Hot Wax)
Ai più sprovveduti il nome Earthlings ricorderebbe uno dei più bei Cd di David Bowie, ma non è solo quello; era anche il nome di una fra le più interessanti band americane emergenti. Ho scritto "era" proprio perchè gli Earthlings? si sono già sciolti. Questo Human Beans è il secondo Cd della band che aveva già un meritevole esercito di appassionati. La loro musica è abbastanza shockante, un rock del deserto estremamente futurista che prosegue in modo originale là dove i Devo avevano abbandonato. Le critiche internazionali sono state tutte positive. Veri alchimisti del suono, ogni loro brano è pieno di punti interrogativi, non si sa mai come è strutturato. Questo cd vede tra l'altro la partecipazione di Dave Grohl alla batteria e Mark Lanegan ai cori. L'album è totalmente dominato dai sintetizzatori, usati alla maniera di Michael Cotten dei Tubes o da altri sperimentatori dello strumento nei primi anni '70 come Todd Rundgren o Larry Fast. Ma non è rock progressivo e il suono non ha nulla di datato. Fred Drake ha un attitudine verso il rock post-atomico e le 11 tracce presenti nel cd lo fanno collocare nella via di bands così diverse come Meat Puppets, Can, Shelleyan Orphan, Penguin Cafè Orchestra, Sukia. Il punto di origine della musica degli Earthlings? sembra essere lo space-rock più underground, sradicato e manipolato fino a diventare un mosaico impazzito dove le note fanno rivoltare i sensi. Armonie, melodie, cori vengono improvvisamente interrotti per poi ripartire in voli pindarici arzigogolati. Vegan Meth è una dissacrante sinfonia con tanto di violini e cori glaciali che lascia un senso di allucinata desolazione. You Will Say è un incubo sepolcrale scandito dalla batteria ellettronica, e da urla di rapaci che squarciano la notte oscura. Una band che ha già finito di tormentarci vista la sua prematura fine, ma Human Beans è uno dei più bei cd del 2000. Nel cd èincluso il bellissimo video della cover di Johnny B.Goode di Chuck Berry.
FRANCESCA LAGO Mosca bianca Edel Records

Elettronica non convenzionale, fascino, buon songwriting sono tre elementi predominanti nel disco di debutto di Francesca Lago. Attraverso il disco di Francesca, registrato con una nutrita cerchia di collaboratori (Marc Ribot, Morgan, Technogod tra gli altri) appaiono spettri di Sugarcubes nelle linee melodiche e di Patty Pravo nel modo d'interpretare, sebbene le voci delle due donzelle siano completamente diverse. Francesca per tutta la durata dell'album supera la classica forma della canzone italiana. E se i suoni stralunati e cybernetici sembrano soltanto una deviazione per confondere, in realta' e' proprio la struttura delle canzoni a risultare anticonvenzionale e certamente non facile. Un lavoro appunto difficile che si rivolge ad open-minds e che e' un capitolo a se' nella produzione italiana attuale, assolutamente non un usa e getta. Da conservare in uno scaffale. Liberta' di espressione ed un elogio alla Edel che ha pubblicato questo coraggioso lavoro pieno di idee, che avrebbe meritato una maggiore diffusione e programmazione. Ascoltando Io immaginario si liberano buone vibrazioni, risultato dell'unione di sperimentazione e raffinatezza,con quelle tastiere che si affiaccano in un labirinto industriale e tecnologico. Niente per me e' condotta dalle chitarre elettriche, contornata da carillon elettronici,un hit single underground. No,no,no,no sperimentando sulla doppia voce non convenzionale, e' pura follia e con i Technogod in mezzo non poteva essere altrimenti. Rumori che diventano suoni morbidi e velluttati. Acciaio fuso dalla fiamma del cuore. Ma Francesca e' capace d'incantare anche con toni decadenti in strutture drum'n'bass nella bellissima Venere e Marte, sorta di manifesto sull'amore universale, uno dei pezzi forti dell'intero album, un pezzo di grande lirismo e fascino che raccoglie frammenti di meteoriti sonore in una implosione interna. L'altra meta', con intro esoterica-indiana, e' l'approfondimento della nostra introspezione ed e' piu' normale, un rock d'assalto, ma sempre con punte contorte! Cantautrice per il Terzo Millennio, originale interprete dei risvolti complicati dell'animo umano, rivisita anche ossessivamente il classico pentagramma, desiderando di essere l'alter-ego di Tetsuo.

transit v.p.s. INSIDE THE TRANSIT 35'28" (demo)
I Transit V.P.S. sono un gruppo ancora senza contratto discografico che presenta questo demo intitolato Inside the transit. Il cd è abbastanza intrigante e presenta un rock classico di stampo anni' 70 che a volte sfocia addirittura nel beat (To one far away), però il suono in queste otto tracce non è vecchio ed è godibilissimo anche per questi anni 2000. Certo che in un'epoca dove la musica delle macchine ha preso il sopravvento, è un po' difficile trovare proseliti di questo genere, ma questi anni 2000 sono anche un gran calderone dove ogni proposta può trovare degli aficionados. Le ritmiche sono semplici e incalzanti. La struttura delle canzoni è talvolta aggressiva. Le chitarre suonate a suon di mitraglia , fanno prendere quota alcuni pezzi verso l'hard-rock. Statistix perversions ha anche il suo assolo di batteria come avveniva nei primi anni '70 ( i grandi Trip di Joe Vescovi all'interno di Distruzione inserirono un grande assolo di Furio Chirico), per poi riprendere il pezzo normalmente. 2600000 Vaffanculo, è più demenziale, con le voci in crescendo, ed il ritmo punk. Porno è un altro pezzo interessante con la chitarra più acida. Un gruppo da scoprire, sperando che possa presto incidere un cd ufficiale. Per gli amanti del pop e del rock loro sono un gruppo interessante. Arrivederci al disco d'esordio!...
out of band experience ALIEN ORGYFEST 23'45" (Obe)
L'osceno mondo di Bill T.Miller e della sua Out of Band Experience è pronto ad accoglierci con questo nuovo e trasgressivo lavoro .Provate a visitare il sito http://billtmiller.com/obe/ e ve ne renderete conto.. Un universo pieno di amplessi smorzati, voyeurs, coiti, e altre bestialità....La musica racchiude tutto questo, ma anche del rock di ottima fattura. Bill T.Miller ha collaborato con Reeves Gabrels, chitarrista di Bowie, Roger Miller dei Mission of Burma e Rich Gilbert degli Zulus fra gli altri. Boston è la sede terrestre di questa officina aliena e le canzoni sono eseguite con la formula basso, batteria, chitarra e tonnellate di rumore e jingles, orgasmi, e segreterie telefoniche per appuntamenti caldi. Pazzia dalla prima all'ultima nota, testi hardcore nel vero senso della parola (Would you like to put your fingers in my pussy...) Musica industriale con solidi arrangiamenti funky...Swans incrociati con James Brown passando per i Minutemen con una chitarra che a volte emula perfino Hendrix. Frequenti incursioni nello space-rock. Se il vostro stomaco è debole e avete una certa morale allontanatevene. Non aprite questo disco!
BOOKS : Marina Bellini - MASCHI VIRTUALI (APOGEO)
Ormai il mondo virtuale è entrato nella vita comune di tutti i giorni e le comunicazioni on line hanno sempre più importanza. Marina Bellini, autrice televisiva, ha voluto documentare in questo libro vari messaggi che sempre più numerosi maschi virtuali inviano nelle chat erotiche d'Italia; tutto in modo molto romanzesco. Vengono svelate falsità che il mondo di Internet possiede e il gioco che si basa sulla casualità degli eventi. Una galleria di personaggi che vuole essere enigmatica ma che rivela sempre più i propri aspetti. Marina, nelle vesti di Mexi, ha raccolto tutte le confessioni dei suoi maschi, e sono addirittura pregevolissime e simpatiche le sue mails con un veneziano in dialetto. Un gioco intelligente che diverte e fa riflettere. Un libro pubblicato dalla benemerita Apogeo che nel suo catalogo non ha solo manuali, ma opere come questa dal taglio e dal linguaggio moderno e semplice.

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