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l'intervista a Jarboe
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di bloc notes: Gianluca
Lo Presti, One Dimensional Man,
Devics e
Black Heart Procession

Bad Company/Live in Concert - Merchants
of Cool
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ATTENZIONE:
Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli
all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo è Lino Terlati Casella
Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: carterla@tin.it
| Boldoz
Dogs - PATABOOM 4721 (Sottosopra) |
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Sarebbe quasi ora di dire ai gruppi italiani di svegliarsi e che
non ci sono solo modelli stranieri dannata. I Boldoz Dogs
hanno ascoltato a lungo il glam-rock anni 70 e, anche
se sembra un caso, proprio alcuni pezzi di questo cd sembrano appartenere
al Diamond Dogs di David Bowie del 1974, come True Story.
Gabriele è un batterista bravissimo e si nota in tutto il
cd, comunque loro sono giovanissimi e alcuni riferimenti si possono
perdonare. Ma poi basta ascoltare Consequence per rendersi
conto che i ragazzi dei Boldoz Dogs hanno anche idee intelligenti,
che si staccano dal rock anni 70 per esplorare territori quasi
sperimentali, come se fossero dei 10CC. passati attraverso la direzione
dei Gang of Four. E comunque, a parte i riferimenti che poi non
sono così ruffiani, i Boldoz Dogs hanno concepito un album
davvero bello, carico di atmosfere soffuse e marine, ora burrascose,
ora quiete, ma con quel sapore che solo un oceano può emanare.
Più si ascolta e più si scoprono risvolti inediti
che affiorano alla superficie, come le tastiere e le cornamuse suonate
da ospiti. Three Past 11 si distacca dal resto dellalbum
creando qualche dissociazione allineata a March 16th, tetra
eppure così maestosa da sembrare un pezzo di Jarboe.
Video è un concentrato di elucubrazioni acustiche
psichedeliche corroboranti bruciato nella seconda parte da chitarre
selvagge, ci avrei visto bene qualche incursione elettronica. Pataboom
è un disco che potrebbe anche avere diversi passaggi in radio,
sebbene la sua natura non sia quella della facile fruizione; speriamo
che la Sottosopra sappia seguire una band di questa portata. Cancellando
i fantasmi del passato potrebbero davvero diventare grandi. Love
All è chitarrosa e facilmente assimilabile, Radio
flits è ben costruita ma qui aleggia di nuovo il sound
di bands come Mott The Hoople, Robots, in apertura, è
istintiva e lontanissima dal titolo, molto terrena. Un grande tour
e i Boldoz Dogs dovrebbero in tutti i modi darsi da fare per promuovere
questo Pataboom che diventa per me una scommessa. Divertimento,
ingenuità, nostalgia e idee strabilianti sono la base di
questo cd. Il tempo potrebbe essersi fermato ma per i Boldoz Dogs
questo non ha importanza, segnano bene i giorni di oggi. Gran bel
debutto, corredato da un ottimo libretto dove trovate anche i testi.
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B4.XS
- BEFORE EXCESS 4942 (Sottosopra)
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Un
gruppo della provincia di Frosinone si affaccia alla ribalta proponendo
un sound tutto infarcito di anni ottanta con qualche scivolata verso
i novanta. Cè un revival per il sound degli anni 80
e così i B4.XS ce lo restituiscono con ballate oscure
ma allo stesso tempo semplici e solari nella loro composizione.
Il cantante, poi, ha anche qualche anelito di chiaro glam-rock.
Sono pezzi rock che si possono anche ballare, niente di cerebrale,
ma il disco è carico di elettrica positività ed è
ben eseguito. Le canzoni sanno anche essere alternative: chitarre
che marciano, che escono fuori dai tempi per costruire questo quadro
a volte punk alla Nofx. Un gruppo che di italiano non ha nulla,
infatti cantano in inglese. Un brano esemplare è Ecstasy,
che varia allinterno del semplice rock ma dimostra quanto
il gruppo sia ben assestato, e nonostante alcuni brani siano un
po confusi, proprio in mezzo al caos sta il seme del loro
equilibrio.. Nella disarticolazione bisogna cogliere le loro prove
più pregevoli, perché essendo un debutto ha tutte
le caratteristiche della transitorietà che solo il tempo
potrà schiarire. On me è, invece, un pezzo
un po deludente, che batte la fiacca. Prer fortuna è
uno dei pochi. Già la successiva Just for One day
riscatta in pieno le cadute del brano precedente, presentandoci
un rock strascicato che potrebbe benissimo essere un cavallo di
battaglia di Edgar Winter e della sua band negli anni '70, un rock
senza fronzoli, urlato e dassalto, con qualche levigata ai
cori. Before Excess è in definitiva un lavoro comunque maturo,
che preannuncia un bel cammino.
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| Bugo
- LA PRIMA GRATTA 5921 (Snowdonia/Bar La Muerte) |
Come
avevo annunciato nel numero precedente
di Bloc Notes, ecco il secondo lavoro di Bugo, stavolta per
la Snowdonia associata alla Bar La Muerte. In seguito
avremo il terzo lavoro pubblicato per la Wallace Records.
La prima gratta riassume e porta avanti il discorso pazzoide
intrapreso con Pane, pene, pan,
anche se la componente acustica qui è più marcata, specie
in pezzi come Solitario, Quante menate che mi faccio e
Spermatozoi. Invece in Gocce di vita ritorna la claustrofobia
malata di Bugo, con suoni quasi titanici ed elettronici, sperimentali,
provenienti da un altro spazio, un esperimento vicino ad Anima
Di Mais, altro grandissimo sperimentatore di cui si sono perse
le tracce. Sabato mattina, invece, è rock da cantina,
duro ma lo-fi nelle intenzioni. Cicca nei capelli iea è
travolgente come i testi che scorrono via come un fiume in piena.
Qui la voce è come metallica, plastificata, un esperimento
che non ascoltavo da tempo. Da sottolineare il grande lavoro alla
chitarra di Dusco,che è contornata da una base ritmica
in sottofondo , ma potente. Sarà interessante vedere Bugo in
concerto, perché è un artista davvero nuovo. Il cd è
composto da ventuno pezzi tutti brevi, e a parte quelli puramente
noise, in tutti gli altri cè una musicalità cristallina.
Chissà, già qui mi è sembrato più raffinato,
un Guccini anarchico, e dal prossimo, forse, il processo si sarà
maggiormente completato. |
| Le
Forbici Di Manitù - INFANZIA DI M 5445 (Snowdonia) |
Che ormai Le forbici di Manitù siano una splendida realtà
nel nostro territorio non lo si può negare, anche se quello
che propongono non è adatto ad ogni consumatore. Infanzia
di M nella sua difficoltà è più accessibile
del precedente lavoro Lieutenant Murnau e si ricollega in qualche
modo a Quadrivelogue. La loro ricerca continua e la sperimentazione
è sempre fulgida, ma sembra che qualcosa si sia un po
arrugginito. Non è facile continuare un discorso intrapreso
come il loro. Non cè stata evoluzione, nel senso che
si sa dove porti un disco delle Forbici ed è qui che cadono.
Infanzia di M è costruito su basi eccellenti, ma il motivo
per cui ogni traccia debba essere sperimentale comincia un po
ad annoiare, sebbene siano presenti diverse litanie quasi medioevali
che prima non c'erano. Sol proficuo è quasi un madrigale;
Nostalgia sembra uscire dagli album di Ivan Maroello,
anche se esterna molto bene il sentimento descritto. Comunque sono
tutti pezzi radicali, con echi che già abbiamo ascoltato in
tutta la decade in gruppi come Faust, Opus Avantra, Ekseption, Camper
Van Beethoven, Miss Murgatroid. Così alla fine si nota una
certa disarmonia fra i pezzi, non più un legame che univa stretti
i precedenti cd. A volte sei incantato, altre irritato , ma forse
lintento delle Forbici è proprio questo. Così
secondo me si è fatto un passo indietro. Ma Infanzia di M non
è una caduta inarrestabile: quando riprenderanno i legami con
Lieutenant Murnau, allora davvero Le Forbici Di Manitù scavalcheranno
queste barricate contorte e potranno tornare a rinascere come fino
a poco tempo fa. Infanzia di M è come un approdo, un viaggio,
che invece di portare a cambiamenti ha introdotto una leggera noia.
La situazione del momento non è il loro territorio, lelettronica
resta il loro baluardo più autorevole. |
| Magic
Secret Room - MAGIC SECRET ROOM 5809 (Snowdonia) |
La
stanza del magico segreto è una miscela di generi che spazia
dalla musica contemporanea a diavolerie elettroniche, interponendo
il nonsense fra le loro trame; da qui si capisce come è stato
costruito questo disco. Chitarre galvanizzanti, basi ipnotiche, campionamenti.
Nella formazione dei Magic Secret Room è interessante
notare che fra i componenti cè Giovanni Solaro,
autore tempo fa di un bel libro, Perdurabo e il White Album.
Certo da un cultore del rocknroll come Solaro non mi sarei
mai aspettato un album di crossover sperimentale. E poi tutte le composizioni
sono oscure, criptiche, dense. Magic Secret Room è un trio
che è approdato alla Snowdonia di Cinzia La Fauci (e
dove, se non in questa coraggiosissima fucina?). Diversi jingle e
le tastiere sono il vero fulcro emotivo del cd, una guida che conduce
gli altri utensili (sì. perché lambiente ideale
è quello di una fabbrica) verso caroselli allusivi e rompicapo,
come succede ai Timet. Comunque i Magic Secret Room sanno dare un
senso alla parola "sperimentazione" meglio di tanti altri
combo. Spero che questo cd abbia un seguito, anche per sciogliere
una matassa che, per ora, è alquanto ingarbugliata. |
| U.T.
Gandhi Duos - SHORT STORIES - 5532 (Artesuono) |
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I
Weather Report di Joe Zawinul sono stati una grandissima band. Si
rimpiangono ancora i tempi di Procession, Black Market, e per ogni
loro nuova pubblicazione cera attesa e trepidazione. Il cuore
di U.T. Gandhi è stato sommerso dalle emozioni della
musica di Joe Zawinul, e questo Short Stories è davvero
un omaggio riflessivo alla musica del "bollettino meteorologico".
Non cè nessuna cover, ma basta ascoltare Sudamerio
e sembra di entrare dentro i solchi di Tale Spinnin'. Lui
è un percussionista e un eccellente compositore attivissimo,
sempre sulla strada della ricerca. Testament, per
esempio è meditativa e dal sapore mitteleuropeo, contaminata
da archi e musica da camera. Ascoltando Short Stories possiamo affermare
che si tratta di un jazz soffuso ed elaborato, riflessivo, contaminato
da diverse emozioni, sonorità etniche, suoni orientali mischiati
ad arie europee. Peccato che U.T. Gandhi non abbia un sito che ci
informi sulla sua discografia e su altre informazioni.
Non so se questo è il primo cd, ma comunque è un'opera
notevole. Il songwriting è eccellente e grande è anche
la voce di Alessandra Franco. Certo il lato migliore è
quello dei pezzi ritmati, quelli riflessivi forse sono un po
troppo lunghi e rischiano di annoiare. La produzione è perfetta
come tutti i dischi della Artesuono: merito, appunto, dei
maghi Stefano Amerio, U.T. Gandhi e Angelo Genova.
Le percussioni di U.T Gandhi rollano e marciano come treni , ma
sanno anche trovare la quiete creando dei moods davvero nostalgici
e singolari. come nella Simonettas Song, dove il magico
piano di Mauro Costantini regala colori tenui, sospesi fra
il bianco e nero.
Un cenno a parte merita il brano Tonys Lament, basato
solo sul clarinetto basso di Daniele DAgaro e la batteria
aliena di U.T. Gandhi,: un brano scarno, povero, eppure titanico
nella sua forza.
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