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la sezione interviste di bloc notes: Gianluca Lo Presti, One Dimensional Man e Devics e Black Heart Procession

disco del mese

Chuck Weiss/Old Souls & Wolf Tickets

ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo Lino Terlati Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: carterla@tin.it

Lost Country - BROKEN PEOPLE 49’21” (Cool Groove)

Jim Colegrove è uno dei più importanti session-men americani, e i suoi interventi si possono trovare nei dischi di Paul Butterfield, Amos Garrett, Hungry Chuck, Todd Rundgren. Ha da poco fondato la sua etichetta Cool Groove Records e questo dei Lost Country è il primo cd ad essere pubblicato; per avere più info andate sul sito www.thecoolgroove.com
Broken People non è soltanto un disco di musica country, o blues o rock roots, ma molto di più, e cioè un crossover fra questi generi che vive di luce propria. La grande esperienza di Jim ha potuto permettere di creare un disco con canzoni bellissime come 20 Silver Strings con la bella steel guitar di David Mc Millan in bella evidenza, la canzone poi intreccia country e soul. It’s not My Fault è composta dal solo Jim Colegrove ed è una ballata ad ampio respiro, tenue, una preghiera da saloon. Ed appunto anche l’honky tonky e ballate western traditionals vengono rappresentate.
Impegno, ricerca approfondita, e grande capacità esecutiva non potevano che dare risultati eccellenti, e in alcuni punti il cd raggiunge le vette da capolavoro. Dopo ripetuti ascolti il disco si fa sempre apprezzare maggiormente; via tutti gli orpelli culturali e socio –politici di questi anni 2000, per rispolverare ed ampliare il discorso di artisti come la Band e tutto quel rock rurale degli anni’70. Scintille ancora vive che qui esplodono come un fuoco assopito. Immagini di minatori, di lavoratori che attraverso la radio, dopo giornate di durissimo lavoro, cercano la libertà attraverso struggenti melodie e le corde della chitarra sono usate come i colpi di una pistola, benché la violenza sia lontanissima da un album come questo. Paul Buttefield, Neville Brothers, Maria Muldaur, Michael Nesmith, John Denver, Jericho, vengono tutti attraversati trasversalmente ed elevati con gusto, classe e, qualche volta. ironia. Un disco da amare, che vi farà divertire, appassionare, sognare e ricordare un tempo mai perduto. Quanti altri supporti fonografici hanno questo magico potere?

Bandelia - IL PESCE E’ U N ALIMENTO CHE NON FA PER ME 34’46” (Aua/ArteSuono)

La Aua Records e Stefano Amerio di ArteSuono continuano a produrre dischi di artisti sconosciuti ma eccellenti. Non si conosce nulla di questi Bandelia, che sono una big-band come quelle di anni fa con una massiccia sezione fiati composta da ben due sax ed una tromba. Tempi perfetti, produzione impeccabile e un batterista bravissimo che ha il nome di Marco Zanchetta. Un disco di soul music bianca vicina a quella di Mario Donatone, ma ancora più calda, melodie pop permeate da magici e ampi arrangiamenti con archi campionati. La voce di Raffaele Dalia si inserisce bene in questo sound che ha molto del funky –bianco anni '70 vicino a formazioni come i grandi e mitici Bourgeois Tagg. Le pennellate orchestrate sono un marchio obbligato per i Bandelia. E la batteria ci sveglia e tiene su con i suoi splendidi tempi con una precisione davvero impeccabile, tutto questo ci induce in una sorta di relax perché ogni elemento non appare mai fuori posto. Danza col serpente ne è l’esempio più eclatante con il flauto che ricorda i capolavori di Herbie Mann. Danza col serpente viene anche presentata in chiusura con chitarre un po’ più ridondanti e vari cicalecci, metallici. Un prodotto ritmato, fatto per ballare ma un gradino sopra alla media, ed eseguito con classe e gusto.

Evasio Muraro - CANTI DI LAVORO DELLA LOMBARDIA 53’40” (Il Levante)

Ci aveva sorpreso con Passi; ora Evasio Muraro ci propone un cd di canti tradizionali del lavoro della Lombardia. Ma non è semplice trasposizione, bensì un lavoro di ricerca dove i canti vengono trasformati. Evasio Muraro ha arrangiato tutti i pezzi e alcuni vengono riproposti in maniera davvero difficile, alcune tastiere campionate sono davvero glaciali e contrastano con la melodia scanzonata dei traditionals. Canti di lavoro della Lombardia si avvale anche della preziosa collaborazione di alcuni elementi come la voce di Fenisia Baldini o Tommaso Leddi ai cori, al mandolino,violino e pianoforte. Alcuni canti diventano così ballate psichedeliche nello stile di Robyn Hitchcock o ancora Jesse Colin Young. La tessitura è semplice, ma questo lavoro non è un accorato omaggio o almeno soltanto quello, dedicato agli operai e alle mondine di qualche anno fa, un vero e proprio seguito di Passi, permeato anche di una sottile linea elettronica. La capacità creativa di Evasio si dimostra elevata, e anche quando soltanto un pianoforte toccante la fa da padrone, il pezzo diventa vera e propria musica contemporanea nello stile di Juan Hidalgo (Vincenzina). Profondità e assenza di pomposità, e tuttavia la carica è prorompente. Colpisce sottilmente in profondità. Il cuore pulsa ancora.

Waawe - TIMESTORM WAS THE SIGNAL 36’50” (Silver Rocket/Minority)
Fragori metallici, solide matrici blues, elettronica e sassofoni monastici sono gli elementi cardine rintracciabili nella musica dei cechi Waawe. Certo non è un disco che fa scalpore , ma il rock’n’roll che propongono è di ottima fattura. Copertina simpatica in digipack, un po’ troppo minimale a differenza del sound proposto dalla band. Pezzi eccellenti come Electra e Cut song ed una bellissima ed appassionata Ecstatic Rhytms. Ma Dogma in apertura è troppo pretenziosa e pasticciata,meno male che dura poco. Comunque il cd si ascolta volentieri, nonostante la complessità , tutto scorre liscio, anche se una sua collocazione è molto ardua; potrebbero piacere ai fan dei Morphine, ma anche dei New Christs, e degli Swerdriver, o dei Durutti Column, formazione completamente diverse fra loro, e creare un anello che le congiunga è un’impresa utopica.
Comunque una formazione da seguire attentamente. Petr Houska è il produttore bravissimo del cd , che ha ottenuto suoni pulitissimi senza sbavature . Se gli Waawe in futuro trasformeranno i loro confini musicali in un raccordo anulare si potrà gridare al capolavoro. Le premesse sono tutte qui coperte da un sottile strato di polvere.
w.i.n.d. - W.I.N.D. 51’43” (ArteSuono)
Gli italiani W.I.N.D. se abitassero negli States potrebbero essere una band di grande successo. In questo cd di debutto propongono un blues-rock venato di accenti southern come nella migliore tradizione di bands quali Allman Brothers Band, Molly Hatchet e Nantucket. Quello che contraddistingue la loro musica è che ci mettono un feeling e una passione notevole. Keep on living in apertura è senz’ altro un grande pezzo tesissimo con organo sfuggente qua e là e chitarre fluide e insanguinate. Certo è facile accostare le canzoni a maestri d’oltreoceano, ma gli W.I.N.D. hanno anche qualcosa di personale e quindi non sono dei semplici cloni. E così succede anche per Over the sun (più rilassata e meditativa), e anche la cover di Statesboro blues ha qualche marcia in più, o Walking down the line che si arricchisce di suoni jungle . Le liriche sono un po’ troppo semplici, ma si è mai vista una band di rock sudista con commentari socio-politici???
Le parole fungono da background ad un terreno di torridi suoni, ma anche allo stesso tempo raffinati come tutte le produzioni di ArteSuono. Naturalmente il cd è stato prodotto , arrangiato e registrato dai ragazzi insieme a Stefano Amerio nel suo professionalissimo studio, e quasi tutto in diretta, da non crederci, essendo il suono pulitissimo e duttile.. Davide Gustincich ha aiutato alla seconda chitarra in alcuni pezzi.
Tutte le canzoni degli W.I.N.D. sono melodiche ma arricchite da una lucida follia che li pone a metà fra gli Allman Brothers e Don Dixon, mai dimenticato e bravissimo compositore e produttore americano. Non una nota triste, ma pezzi frizzanti e allegri . Un prodotto non italiano e una band fuori dai soliti circuiti…, in qualche modo fratelli dei pesaresi Cheap Wine.
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