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di bloc notes: Gianluca
Lo Presti, One Dimensional
Man e Devics
e
Black Heart Procession

Mercury Rev /All Is Dream
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ATTENZIONE:
Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli
all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo è Lino Terlati Casella
Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: carterla@tin.it
| LIBRI:
Raffaele Mangano - LE LUMACHE NON BEVONO VINO (Lupetti Editore) |
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Elogio
alla follia oppure analisi di comportamenti deviati?
Tutto questo oppure nulla. Raffaele Mangano attraverso le
vicende di una persona arrivata ad un punto labile di alienazione
mentale, ripercorre le vicende personali che hanno caratterizzato
l'ingresso di alcuni utenti presso la clinica psichiatrica Villa
Fiorita. Un'isola felice dove ognuno ha una storia particolare.
C'è il mago Asmodeo che azzecca le vincite al lotto per altri
che non riescono a vincere mai...Una galleria di personaggi sfigati
che hanno dalla loro il senso della ragione rispetto agli umani.
I matti sono gli unici che hanno un'anima e come si diceva tempo
fa, Dio predilige i matti, gli ubriachi le puttane. In questo racconto
Raffaele Mangano fa che questo aforisma sia davvero realtà.
Tutti sono degli anti-eroi come Paperoga...E così in modo
divertente vengono narrate le vicende degli utenti di Villa Fiorita.
Raffaele Mangano è alla sua seconda opera dopo L'ultimo terrestre
pubblicato sempre da Lupetti (www.lupetti.com)
che è ancora reperibile.
La vita dei protagonisti è dura ma onesta. Raffaele Mangano
è uno bravissimo scrittore che fa pensare e divertire. Certo
il libro non trova una soluzione ai problemi di confine delle nostre
emozioni, ma non era probabilmente il suo fine e alla fine la chiave
è quella del divertimento e anche della riflessione,l'uomo
risulta un'essere povero che non ha messaggi di altruismo e i la
caratteristica umana è quella di essere vittima dellironia.
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soeza
- FOUNDED BY SPORTSMEN AND OUTLAWS 43'17"(Prohibited)
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Soltanto
in un lontano passato mi era capitato di ascoltare un disco che
coniugasse la stringatezza del rock con i ritmi potenti della soul
music e del funky; i primi esperimenti erano ad opera di Todd Rundgren
in I'm in the clique su Runt e, po,i nel capolavoro
di Jill Sobule Things here are different (sempre prodotto
da Todd Rundgren). Qui l'elfo di Philadelphia non c'entra ma gli
inglesi Soeza mi hanno fatto traballare sulla sedia. Una
formazione di sette elementi che naviga così bene , dove
nessun membro sembra essere fuori posto. Dovrebbero essere solo
a una major, in quanto la Prohibited è una piccola indie
e non credo possa dare il supporto a questa band dalla incontenibile
proposta. I suoni sono prodotti in modo lussurioso e il paiolo è
pieno di musica made in U.S.A. E oltre ai citati Todd Rundgren,
Jill Sobule, aggiungerei Tubes e Fall. i Soeza se
ne fregano della musica del momento e si riscaldano con suoni estratti
dai tardi sixties e primi seventies. E lo fanno egregiamente per
cui anche un deja vu viene accolto come buono, anche perché
non ricalcano pari pari quella scena, ma ne prendono gli aspetti
migliori. Insieme a potenti sezioni ritmiche appare anche un sound
intenso e lirico. Certamente qui e là si riscontrano solchi
di Little Feat, di Primus , di Todd Dillingham. Le tecniche di registrazione
invece devono essere moderne, visto che non si sente una sbavatura.
Il cantato è spesso il reportage di un radio dee-jay, i fiati
sono onnipresenti e le chitarre a volte sono distorte, ma pulite,
suoni cristallini e mai cerebrali. Fra tutti i musicisti mi piace
segnalare il tastierista -chitarrista Benjiamin Shillaber
e Daniel Cornfield alla tromba francese. Founded by Sportsmen
è una vera esplosione di ritmi caldi di soul music trasportata
al livello avanguardistico. Non credo che piacerà agli amanti
del post-rock, ma ormai il post ha terminato di dare impulsi . Qui
invece c'è ancora un mondo da esplorare.
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| urbana
- UN SOLO MOTIVO 37'28" (Urbana) |
Erroneamente
vengono inseriti nel filone metal; invece alcuni brani presenti in
Un solo motivo sono tutt'altra cosa come Alito di memoria,
un pezzo pop nella più canzonettistica tradizione italiana,
rovinato dalla voce maschile, anche se le chitarre sono pregevoli.
Giorgio e Mara Truccone dovrebbero cercare di ampliare
di più i propri orizzonti, lasciando perdere gli stacchi più
pesanti. Poteva essere un album decente. Misia in apertura
necessitava di una produzione più accurata; tuttavia l'album
è piacevole e nulla di trascendentale, molto semplice sia nei
traguardi raggiunti che nella proposta presentata. Si incontrano diversi
stili, dal pop alla Carmen Consoli, al rock'n'roll statico di Ciò
che sei, al blues melodico di Insolito (il pezzo più
bello dell'intero album). Le chitarre sono usate molto bene, effettate,
creano atmosfere magniloquenti. In mezzo a tutte le proposte italiane
presuntuose, il cd degli Urbana è come una goccia d'acqua pura,
rovinata solo dalla voce maschile apparentemente death. |
| en
roco - EN ROCO 1538 (Marsiglia) |
En
Roco prima si chiamavano Istmo, ed erano più rock, ma cambiando
stile hanno voluto apportare modifiche anche al nome. Il rock è
sparito completamente ed invece alcuni brani come Neve! sono
assolutamente pop sulla stessa falsariga dei Perturbazione. Il cd
è pieno di melancholia pop standard con grande dispiego di
archi. Chitarre acustiche e archi sono i protagonisti dellalbum,
con bella figura del violino, però ci sono troppi riferimenti
e troppo poca originalità. A testa in giù potrebbe
benissimo essere una delle canzoni più morbide dei Belle &
Sebastian. Le altre sono tutte canzoni da agnellino che fanno sorridere
e poco più. E il violino volteggia nellaria. Forse tornare
al rock potrebbe essere più terapeutico per gli En Roco. |
| black
heart procession - THREE 46'28"(Touch and Go) |
C'è
qualcosa che attira nella musica dei Black
Heart Procession così come in quella dei Devics.
Vengono da San Diego, California e sono guidati da Pall Jenkins, voce,
chitarra, organo. Sono meno articolati dei Devics ma hanno un fascino
malato e perverso: chitarre acustiche lontane quasi in eco, pianoforti
caldi e puliti in primo piano, wind chimes nell'aria. Un senso di
claustrofobia oscura pervade tutto il cd. Il territorio ballata dark
è tutto esplorato e qualche elemento di blues fa capolino in
sordina. Davvero interessanti. Lamenti che escono da un'anima torturata,
calma dopo la battaglia. Canzoni umide, bagnate, sporche, appiccicose.
Toni lontani, tranquilli. Pochi dischi, grande esperienza. Tutto qui. |
| RIPROPOSTE:
DAVID BOWIE - HOURS, 1999 (Virgin) Durata 45,42 |
La
spiegazione di cosa ascolteremo in questo ultimo album di David
Bowie è tutta nella copertina. Il Bowie odierno che sorregge
il Bowie antico in un modo triste ci fa capire di come il recente
passato di Bowie è ormai gia' defunto e il nuovo Bowie è
un amalgama di tutte le passate esperienze. Nel look inoltre c'e'
un'altra dichiarazione del nuovo corso, i lunghi capelli dell'epoca
di The Man Who Sold the World, i vestiti bianchi di "Station
to tation" uniti alle prime rughe che languiscono per l'indefinito.
Lo sfondo e' freddo, quasi kubrickiano, proiettato nel futuro perchè
il mondo odierno è povero di suggestioni per Bowie. La copertina
di questo album rimane una delle piu' profonde come significato, fra
tutte quelle pubblicate da Bowie. Ma la musica non e' proprio ciò
che mi aspettavo, non è davvero rimasto nulla della splendida
produzione di Bowie degli anni'90.
Le nuove canzoni di Bowie sono canzoni di musica leggera basate su
ritornello-strofa con belle melodie contornate da sintetizzatori e
chitarre sia acustiche che elettriche, senza alcuna traccia di sperimentazione.
Bowie sembra aver guardato molto al vecchio album "Tonight"
uno dei meno riusciti della sua lodevole carriera, qui siamo proprio
in territorio AOR spaziale. Ma senz'altro questo lavoro restera' memorabile
perche' riportera' Bowie nelle charts, appena sfiorate negli anni
'90. E qui l'arte bowiana si trasforma in musica per le masse. Thursday
Child è il singolo apripista e una dolce cantilena con
spruzzate di synths e cori femminili ma nulla di più. Survive
e Seven sono senz'altro fra le migliori ballate acustiche composte
da Bowie, per niente commerciali. Survive ha una chitarra distorta
che riconduce alla trama sonora ai tempi di "Diamond Dogs"
e' davvero un ottimo pezzo e anche l'interpretazione vocale e' sublime.
Seven è debole dal punto di vista della sezione ritmica,perche'
non ha usato la propulsiva Gail Ann Dorsey del precedente Earthling?
Un 'animanera avrebbe reso perfetta questa canzone. If I'm dreaming
my life, New Angels of promise e Something in the Air
sono canzoni guitar-oriented, robuste, potenti ma senza il particolare
carisma Bowiano. Pretty Things are going to hell suona a meta'
come un incrocio fra i Kiss e Iggy Pop, comunque un pezzo atipico
per "Hours" . Queste tre canzoni invece sono particolari
e particolarmente belle: What's Really Happening è stata
composta via Internet con un esordiente e tutto va per il verso giusto.
Equilibrio fra gli strumenti, bellissimo testo e di nuovo grandissima
performance vocale di Bowie da crooner angelico, davvero un'oasi di
pace.... Brilliant Adventure poteva benissimo essere incisa
nel periodo di Heroes, anche se sembra che Bowie voglia aprire
una via di collegamento con gli Smiths in questo brano inusuale, davvero
una miscela insolita. Chiude l'album The Dreamers, drammatica
e con una voce assassina che trasforma la canzone in un episodio felice.
Hours e' stato un album che non mi ha convinto in pieno ed
e' successo poche volte nella carriera di Bowie; stavolta Bowie sembra
avere voluto strizzare un occhio alle charts (anche perchè
l'album ha fatto da preludio a tutta una serie di ristampe) e un album
difficile non avrebbe aiutato le vendite, anche se Bowie ha il pregio
di non riciclare cosi' com'è il suo passato, ma lo tinge di
nuovi colori. Per dimostrare di essere innovativo deve ispirarsi ai
suoi gioielli passati, e forse questa transizione servirà,
in qualche modo, a completare l'apocalittico Contamination,
album piu' volte annunciato ma mai pubblicato... |
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