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la sezione interviste di bloc notes: Gianluca Lo Presti, One Dimensional Man e Devics e Black Heart Procession

disco del mese

Mercury Rev /All Is Dream

ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo Lino Terlati Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: carterla@tin.it
cut - WILL YOU DIE 4 ME ? 33'31" (Gamma Pop)

L'immagine di copertina sembra annunciare un disco più sensuale da parte dei bolognesi Cut, ma anche Operation Manitoba ,il loro esordio aveva in copertina una conturbante figura femminile. Invece Will you die 4 me?, conferma ancora una volta il rock selvaggio dei Cut sebbene appaia una maggiore teatralità. I Cut rappresentano ancora una volta il lato più elegante della musica underground italiana. Bologna come New York o Los Angeles, una radio che trasmette del rock'n' roll che fa tremare le gambe e tutto il resto.Questo loro secondo lavoro è tutto attraversato da veloci riff di chitarra elettrica e dalla voce più morbida e sexy di Elena Skoko.
Regista dei suoni è Juan Luis Carrera.
Big Lover è lo straripamento del rock'n'roll nelle braccia del mainstream, dove si perdono gli Aerosmith per ritrovarsi in casa Dead Boys. Tutte le canzoni sono state composte dai Cut. Bella ed ambiziosa è Sugar babe, che senza far uso di elettronica ,sa essere moderna: per i Cut il rock si è fermato a Patti Smith, dopo niente è più lo stesso.

endre tarczy - OURANG-OUTANG 40'02" (Phantasmagoria Sounds)

La foto di copertina è abbastanza curiosa, un bassista racchiuso in un vortice, ma Endre Tarczy, non è solo un bassista, ma un personaggio mitico, infatti Endre suona oltre al basso chitarra, tastiere, batteria sax, canta ed è un perfetto songwriter oltre che membro del gruppo What. In Ourang-Outang ha fatto tutto da solo, richiamando alla mente Todd Rundgren, e non solo per il modo di lavorare ma anche per come riesca a trasferire l'anima vera del musicista dentro i solchi.
Peccato che questo cd sia di difficile reperibilità, ma chi ne fosse interessato può ordinarlo a: Phantasmagoria Sounds - P.O. Box 7022-San Mateo - CA 94403-USA.
Un disco prgevolisimo che esplora diversi stili con gusto e freschezza. Endre Tarczy, a differenza dei What che esplorano il blues, attraversa tutti i paragrafi dell'arte canzone contemporanea con frequenti guizzi nell'avanguardia morbida. Un musicista che se saprà muoversi bene diventerà senz'altro importante. Recupero di cori beatlesiani, tastiere schizoidi, assolutamente distante dal punk e da tutto ciò che è anarchico, oggi non sarebbe più attuale ed infatti il disco di Endre è attualissimo. Perchè lui attua dei mutamenti all'interno della struttura di semplici pop songs; distanti dal discorso dei What perchè non sono chiuse in uno stile, ma ne abbracciano diversi. E senza dimostrare di essere assolutamente cerebrale, perchè tutto è così godibilissimo da essere ascoltato più volte senza annoiare.Certo che questo esordio è come un ring di fuoco per Endre, dove ha potuto liberare i suoi sogni musicali più reconditi, chissà col tempo tutto potrebbe cambiare. Ourang-outang il pezzo omonimo è un rock robusto con una grintosa sezione ritmica, e anchese senza paillettes, la melodia pop e i tempi serrati rimandano al glam-rock di David Bowie era Ziggy Stardust; The hills of Daffodil è più sperimentale ma bellissima, ritmi sostenuti e voce splendida per una canzone che affascina ogni volta.Mi resta solo di affermare che attendo con impazienza il secondo lavoro di Endre Tarczy.

hiroshima mon amour - HIROSHIMA MON AMOUR 15'34"(Ghost Records)
Ho provato un brivido quando ho ascoltato per la prima volta questo mini cd degli Hiroshima Mon Amour che si poteva anche acquistare con la fanzine Petali Viola. Sia nelle canzoni più semplici come Ingenuità , ma dal testo poetico e ambiguo, che in quelle più complesse come Embryo la creatività è davvero esaltante , merito anche del bravissimo tastierista Carlo Furii che crea un pantheon magniloquente con i suoi marchingegni.Non sono commerciali ed in qualche modo sono avvinti in quel genere di new wave oscura che fa capo ai primi Cure, agli Only Ones, ai Joy Division, Pink Industry, And Also The Trees.Ma non è soltanto un semplice ripescaggio di modelli illustri del passato, ma anche un tuffo nell'italianità, infatti il cantato e le melodie hanno tipici risvolti dei cantautori italiani, in più un uso intelligente delle tastiere e dei sequencers che hanno un ruolo decisivo ed importante nella struttura dell'album. Tasti come telai per coordinare la rete di suoni e inventiva del gruppo. Ancora più di altri gruppi il loro disco è un vero mistero perchè è diviso in matrici differentissime di suoni e colori.Sembra un gruppo in continua ricerca, che si meraviglia quando trova un suono cristaliino od inusuale e da lì costruiscono le fondamenta come avviene in Laghi di ghiaccio.Una band carica di immaginazione e fantasia.
mirsie - ALIENS IN A BRA 42'10"(Freakshow Records)
Arrivano in ritardo i Mirsie di Bra con il loro esordio Aliens in a Bra; e già perchè ascoltando questo cd sembra di essere a Detroit negli anni 70 quando gli Stooges di Iggy Pop devastano la scena di quella città insieme agli Amboy Dukes di Ted Nugent, ma hanno un pregio i Mirsie e cioè che le loro canzoni non sono copie carbone di Fun House o Raw Power. Alcune tracce come Enter Jon sembrano infatti appartenere al puro stile dell'iguana, ma i Mirsie sono anche intelligenti a presentarci brani come My naked cousin, ballata psychedelica lisergica che svela la verità di Aliens in a Bra ( anche se la ghost -track Hot Blonde Cocktail poteva essere evitata) e cioè che nonostante i riferimenti illustri con il passato, il cd ha un marchio di fabbrica che si applica a canzoni con melodie al cobalto e a chitarre infuocate suonate con maestria che hanno assimilato la lezione di grandi stregoni della sei corde come James Williamson e ciò è tutto un bene che eleva le qualità dell'album, davvero non potevo immaginare che nella campagna cuneese poteva esistere un simile combo così introdotto nella cultura americana delle pantere nere e di quegli anni ruggenti. Dall'abisso più profondo sembra pervenire The space tutta giocata su riverberi e la voce sofferta e angosciante di Lu . Questo pezzo elegantemente stabilisce che anche un lo-fi senza elettronica può raggiungere obiettivi che si perseguono usualmente con una tecnologia mirata. Lo spazio abitato da alieni viene rappresenato magistralmente da questa band. I Mirsie sono maestri ad unire rock'n'roll tipico insieme ad accenti drammatici e malati. Aliens in a bra riassume tutto questo e va più avanti forgiando dalla nostalgia un utile mezzo per guardare al di fuori della nostra penisola.
blaine l. reininger/gianluca lo presti - SUN AND RAIN 53'36"(Materiali Musicali)
Stranissimo progetto questo disco Sun and Rain che vede l'unione di Gianluca Lo Presti, un bravo cantautore di cui ho parlato in occasione dei suoi precedenti lavori, insieme a Blaine L.Reininger leader dei Tuxedomoon, pluristrumentista e sperimentatore.Due universi che appaiono distanti ed invece si incontrano e si fondono insieme. Si perde l'aria di cantautore di Lo Presti ed il lavoro è più somigliante alle cose di Blaine, soprattutto in pezzi come Mistic Dream, un pezzo minimale basato su due accordi e rimembranze arcaiche che ricorda la Crystal Japan di Bowie. Assolutamente non un lavoro commerciale, che però imporra Gianluca Lo Presti definitivamente come una splendida realtà della nostra penisola...Wayne Fontana Mix sembra aver assorbito la lezione di maestri come Ennio Morricone e lo spaghetti western, proiettato in un era post-atomica dove le linee guida sono i loops e le chitarre elettriche.Certo di Cent'anni di solitudine o de I frammenti del mio io non è rimasto nulla e probabilmente sono stati solo punti di partenza. In Freedom invece il sapore ancestrale delle chitarre elettriche di Blaine si allaccia alla voce di Gianluca e qualcosa del suo passato inevitabilmnte riappare anche per l'uso delle tastiere cristalline, ma poi il brano si snocciola in un disco-rock sormontato dalla batteria ellettronica e appare la profonda voce di Blaine che insegue modus operandi di gruppi rock anni' 70. Un pezzo schizofrenico che contiene al suo interno diverse fratture e cambi di tempo e melodia. Zira invece è incredibile, riesuma la disco-space di Dee Dee Jackson e dei Nova (non quelli di Elio D'Anna). Le tastiere la fanno da padrone e a parte i disturbi rumoristi sembra davvero di tornare indietro nel tempo. E' davvero l'unica concessione dei due alla comunicabilità tutt 'altro che in modo ruffiano. Basta così potrebbe restiturci il Lo Presti familiare che conosciamo, ma Raininger non lo ha ha lasciato agire da solo e la sua folle vena creativa trasforma le voci in orchi di quella terra di mezzo che è la no- wave. Spontaneità, creatività, atmosfere sognanti, e libertà questa è la bellezza della musica, traguardi irraggiungibili, ma Lo Presti e Reininger hanno dimostrato che la musica è anche sogno che si concretizza.
sux! - DI FRONTE AL CIVICO 13 51'41" (Santeria)
Di fronte al civico 13 è il secondo album dei Sux! dopo Contatto-Cuore Stomaco che era uscito per la Lilium, ma Giorgio Ciccarelli lo conosciamo almeno da una decade con le sue partecipazioni a dischi degli Afterhours,Volwo,Echidna,Giancarlo Onorato,Six Minute War Madness, A short Apnea. Giorgio Ciccarelli è l'autore di tutte le canzoni dei Sux! E così ritorna l'oscura psichedelia dei Sux! con una nuova etichetta la Santeria. I suoni curati da Fabio Magistrali si fanno più spessi e pesanti, le chitarre sono heavy per un rock alternativo con tempi dispari. Bellissimo l'uso,dell'e-bow guitar , uno strumento che avevamo dimenticato e che il suo uso si perde nelle note di dischi di Roger Powell, Todd Rundgren e Godley & Creme. Vi sono poi dei brevi brani davvero accattivanti come Melodia reprise davvero frizzante con bellissimi stacchi di batteria e tastiere frizzanti in corsa, questi brevi brani sono davvero freschi e si alternano a ballate come Un ombra nel cuore che perde la cupa visceralità che era presente in Contatto-cuore stomaco in favore di una ballata dai toni più positivi e solari.Tuttavia i loops presenti in Ghyristoner e la robusta sezione ritmica farebbero pensare che del nichilismo sonoro è ancora presente, infatti le chitarre rimandano ad alcuni gruppi heavy-metal della storia del rock come i Cirith Ungol. Ma Salvato e Baciato con le bellissime chitarre acustiche ci fa ricordare che i Sux! sono anche amanti degli Swans. L'esperienza di Ciccarelli e i suoi multi-progetti (ormai è tastierista stabile degli Afterhours) insegnano che quando si è capaci, la caratura viene fuori. Di fronte al civico 13 è un oasi dove vento e rabbia, bellezza appaiono in tutta la loro forza.Quello che volevo è una gemma psychedelica che abbraccia diverse soluzioni sonore, una rurale ballata imparentata con i cugini anarcoidi di Swindon o i pronipoti Dukes of Stratosphear.
zoo di venere - EMOZIONI IN OVERDOSE EP 25'01" (Afrodite)
Sarà stata la tanto attesa voglia di pubblicare un cd ufficiale o la riproposta con diversi missaggi per quattro volte di Emozioni in Overdose a trasformare le buone intenzioni degli Zoo di Venere in un lavoro debole. In generale è tutto techno-rock furioso più vicino all'elettronica di Giorgio Moroder che a quella del David Bowie di Earthling. In ogni caso il disco è registrato e suonato benissimo. Per quanto i remix possano essere diversi, il brano è sempre lo stesso e magari tre brani nuovi in sostituzione di Emozioni in Overdose avrebbero reso il piatto più appettitoso. Eden è una parentesi semi-acustica che evoca terre lontane e paradisi ancora da scoprire, con dei cori molto suggestivi. La Emozioni in Overdose n°1 è comunque la migliore fra quelle presenti con un'anima più rock e sanguinolente delle altre troppo plastiche. Un gran bel brano. Emozioni in Overdose Nyqwill remix registrato nel New Jersey dà una visione apocalittica e minacciosa con la voce claustrofobica che sembra provenire da caverne underground. Daniele Macchi, leader e produttore deigli Zoo di Venere, avrebbe dovuto usare questi produttori e arrangiatori (Bolognesi, Prince Faster, Amptek, Denzoe) per brani inediti e il risultato sarebbe stato più curioso.
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