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la sezione interviste di bloc notes: Gianluca Lo Presti, One Dimensional Man e Devics

 
ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo Lino Terlati Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: carterla@tin.it
(RE)DISCOVERIES: HELLO PEOPLE - The Handsome Devils (1974) Abc Dunhill LP

Basterebbe guardare fra le note di copertina di quest'album per capire che si tratta di un prodotto degno di nota. Il produttore è Todd Rundgren, che fu anche mentore di questa iniziativa passata completamente inosservata al tempo, e fu un peccato perchè sia questo disco che il successivo, sempre prodotto da Todd e intitolato Bricks, erano due dischi così inusuali che vale la pena di andare a riascoltarli. Vale la pena ricordare che non sono stati neanche ristampati in CD. Todd dedicò anima e corpo a questo progetto, anche se, quando lo annunciò, molti storsero il naso.
Un musicista dalle sopraffine qualità tecniche, un genio della sintesi musicale, un attento produttore che voleva dedicare il suo tempo a rilanciare e a produrre un gruppo di mimi, non era una cosa molto entusiasmante, anche perchè gli Hello People erano ormai da 6 anni senza un contratto discografico.
La fusione fra i due mondi così diversi risulta invece splendida, forse perchè Todd suona la chitarra in tutto l'album e, fra i musicisti impegnati, ci sono gli Utopia al completo.
Todd riesce a catturare l'atmosfera degli spettacoli dal vivo unendola ad una tecnica ineccepibile. Il disco risulta originale in tutti i suoi punti: nella prima traccia Future schock, dove cori hollywoodiani si sposano con gli ultimi ritrovati della tecnologia, si ascolta un sassofono filtrato attraverso la cassa di una batteria. L'effetto è incredibile e lo scopo è quello di dimostrare lo shock che si prova quando si viene ibernati. Un compito perfettamente riuscito.
Nel disco c'è però di tutto: blues, gospel, ballate, art-rock, canzoni alla Todd, come la ripresa del suo inno Just One Victory, in una versione però al di sotto dell'originale e, soprattutto, il soul. A pervadere il tutto c'è la magica chitarra di Todd che crea geometrie verticali inusuali, con scale ripidissime e rapidissime da vero azzecagarbugli del rock. Ma allo stesso tempo si respira l'aria di un piccolo club newyorchese fumoso e lercio e le liriche trattano dell'amore in una forma poetica, e delle condizioni sociali.
Il secondo pezzo è una cover di Hank Ballard, Finger poppin time, qui rivisitata in maniera gospel e con una carica frizzante. Gocce di platino sono i sanguinanti colpi al piano da parte di Moogy Klingman, tastierista di Utopia e splendido artista solista.
Su tutto sono da ricordare i groove vocali ad opera degli Hello People e cioè Greg Geddes, Larry Tass, Norman Smart, Bobby Sedita. Scherzetto ironico e irriverente è, invece, Take the Love in Your Body, giocato a due voci. Sembra che sia stato questo il punto di partenza per il capolavoro di Todd del '85 A Cappella.
Il dramma, però, si fa evidente in Destiny, con quella sua triste felicità e sempre la chitarra di Todd in primo piano.
Listen to Your Heart apre la seconda facciata con una soul music degna di un gruppo vocale nero.
Mi sarebbe piaciuto vederli dal vivo all'epoca... tra l'altro Todd ha sempre cercato di aiutarli: infatti li volle nella splendida tourneè di Back to the Bars e li portò anche in sala d'incisione per l'album War Babies di Hall & Oates da lui prodotto.
Certamente se si fa un analisi del disco senza conoscere niente degli Hello People, il prodotto potrebbe sembrare datato, ma non è così: in fondo l'atmosfera dei club fumosi e malfamati di New York è eterna e così rimane questo disco, così originale da non essere capito allora e adesso e, forse, così per sempre.

subzone - PARANOID LANDSCAPE 54'25" (Badman)

C'era molta attesa per questo debutto ; infatti i Subzone sono il gruppo che raccoglie l'eredità dei Chrome, anche perchè alcuni brani sono stati registrati da Helios Creed dei Chrome. I Subzone sono però un progetto di Andrew Mullen, grande manipolatore di suoni e voci umane al limite della disperazione.
Paranoid Landscape finalmente è arrivato, pubblicato dalla Bad Man , una promettente nuova label che ha visto anche l'esordio di Mark Kozelek. Paranoid Landscape può senz'altro piacere ai fedelissimi dei Chrome, ma anche a frange meno estremiste. E' un album controverso, un lavoro underground molto duro, dove le tastiere e i noises si fanno sempre più duri, a volte più delle chitarre lancinanti. Il repertorio è un mix tra Chrome e Chokebore, tra grupi come i Neu e i Die Warzau. E' l'ala più fredda del kraut- rock che si fonde con il suono estremista di Chicago.
Somewhat forgotten è estrema e allo stesso tempo elegante, con le voci orientali e l'atmosfera dorata che sprigiona una catarsi apocalittica. Laugh è più sperimentale, carica di loops e tapes pre-registrati, vicina ai lavori della Soleil Moon. Mescolano industrial, pop, noise, e umori tristi di questi giorni. Try Again è, invece, fuori da ogni schema e ogni accostamento potrebbe confondere ancora di più la matassa. Il consiglio migliore è di riuscire ad ascoltare questo disco oscuro e maligno, indubbiamente notevole. Forse gli eredi dei Chrome sono davvero arrivati.

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