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  ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo Lino Terlati Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: carterla@tin.it
devics - THE GHOST IN THE GIRL EP 26'22" (Splinter Records)

La prossima settimana verrà pubblicato il nuovo lavoro dei Devics, ma non vogliamo assolutamente dimenticare il lavoro precedente uscito all'inizio di quest'anno e intitolato The ghost in the girl, un mini-cd che conferma le belle promesse emerse con If you forget me...secondo lavoro di questa band californiana molto apprezzata in Italia. Una grande idea quella di pubblicare le canzoni rimaste fuori da altri album facendone un mini-concept. Ricordiamo che se qualcuno ha difficoltà a reperire i lavori di questa band può farlo attraverso il loro sito www.devics.com.
Le ballate dei Devics sono così raffinate ma, allo stesso tempo, talmente acri da perforare lo stomaco e annebbiare i sensi, canzoni che per la loro tristezza ti fanno volare al di là delle nuvole. Rock americano, certamente, ma con attitudini diverse rispetto a gente come Collective Soul, più vicini agli American Music Club o ai Red House Painters. E' davvero un peccato che una band così non sia stata notata ancora da qualche major e debba annaspare verso piccole etichette per pubblicare i propri capolavori. Musica che può anche essere defnita sperimentale non perrché ricorre alll'ausilio di drum machines o altre extravaganze, ma perche è come assistere a una pellicola girata in bianco nero negli anni '30. Certo le torch songs sono la base della musica dei Devics, ma all'interno delle loro incisioni il suono sa anche cambiare diventando a volte duro come avviene in Ghost. C'è anche qualcosa dei più estremi e misconosciuti anni '70 nella musica dei Devics, qualche passaggio alla Michael Quatro, che pubblicò bellissimi albums distanti dal muzak della sorellina Suzi. Ma non sono assolutamente cerebrali i Devics e alcune ballate pianistiche sono godibilissime come Heaven please. Testi che narrano la vita di tutti i giorni con una forte vena poetica e con le implicazioni della coscienza personale. Come al solito splendida la copertina, dai richiami Burtoniani, firmata da Tim Biskup.

eat static - PREPARE YOUR SPIRIT 117'08" (Mesmobeat)

Gli Ozric Tentacles coltivano, oltre a una discografia propria, anche progetti collaterali come gli Eat Static e gli Ooronies. Eat Static rappresenta l'ala più vicina alla techno e questo doppio cd appena uscito intitolato Prepare your spirit è un uragano di suoni futuristi, danzabili e nemmeno tanto morbidi. Esce in concomitanza con The Hidden Step, il nuovo lavoro degli Ozric, e insieme gettano le fondamenta per il suono naturale per questo nuovo Millennio.
Prepare Your Spirit è una cavalcata di suoni elettronici devastanti e in origine era uscito solo su cassetta qualche anno fa. Bellissima idea quella di stampare su cd doppio questo manifesto: infatti con il mezzo digitale la musica acquista nuova potenza e forma, esplode nel nostro cervello. Le note di copertina tacciono su quali membri degli Ozric abbiano partecipato alle sessions di Prepare your spirit, ma comunque questo lavoro si presenta come materiale oltranzista; certamente i ritmi sono ballabili ma allo stesso tempo selvaggi e duri, richiamano dei Prodigy molto più estremi e pesanti, con un largo dispiegamento di tastiere e sintetizzatori e tempi meccanici e robotici, senza dimenticare l'elevato tecnicismo che da sempre contraddistingue gli abitanti di Erpland. Magia oscura esce fuori a ondate, fusa con lava metallica, in un caleidoscopio di suoni che abbraccia diversi stili contaminando anche territori tipicamente etnici. Ed é qui che il legame con il gruppo madre, gli Ozric Tentacles, si fa sempre più sottile, in brani come Kinesis nel primo cd. Gli Eat Static devono avere assorbito anche molto funky spaziale come quello dei Parliament o di altri gruppi neri come gli Undisputed Truth; infatti i richiami verso questa cultura non sono pochi. Un'antenna aperta sul mondo che ingloba ogni tipo d'influenza, e la risputa in modo radicale. Eat Static, il brano omonimo, è una conversazione futuristica, una bubble-gum music gettonatissima in un pianeta di un'altra dimensione. La produzione è perfetta come non mai, e gli Eat Static si rivelano grandi certosini di studio...ma non solo, infatti il progetto Eat Static compie vere e proprie tourneè acclamatissime in Inghilterra. Medicine Wheel, nel secondo cd, è uno scoppiettante mantra tribale, un canto ancestrale di qualche tribù aliena, caratterizzato dalle percussioni elettroniche e non , con una velocità funky esagerata e il basso che segue queste piste creando un pezzo davvero coinvolgente ma per nulla freddo, segno che il cuore degli Eat Static batte forte. Un unico universo che al suo interno cambia sempre matrice in un ribollire di atomi, e così nessuna concessione viene fatta alla tradizione o al mainstream: le uniche voci folk arabe vengono sommerse da sintetizzatori impazziti spinti verso nuove vie di esplorazione musicale.
Prepare Your Spirit é la colonna sonora ideale di un rave party allucinato, e gli Eat Static sono un gruppo che, a differenza di altri, non campiona quasi nulla, proponendo solo brani originali che
, nel loro mischiare sapori discotecari a clangori metallici post atomici. potrebbero anche piacere ai cultori della musica industrial.

etere-o - PULVISCOLO 20'03" (Aria)
Un temporale in montagna: la vista offuscata dalle nubi e dalla nebbia, così tetra l'aria eppure una delicatezza eterea si sprigiona tutto intorno. Etere-o o meglio Fausto Radaelli, prima con Kryptasthesie, poi con gli Olographic Landscapes, ora tenta la carta solista con Etere-o, un cd nato dalla combinazione di suoni ottenuti attraverso computer, tanpura e chitarra elettrica. Momenti introspettivi che si alternano a cascate di rumori caotici. Un lavoro che dovrebbe essere diffuso di più in tutta la nostra penisola. Un album diverso rispetto a Shui, il lavoro con gli Olographic Landscapes: spariscono le etnie in favore di una musica quasi contemporanea che strappa momenti davvero eterei a Philip Glass e ad Alvin Curran. E anche una proposta coraggiosa. Non un momento un pop, non un ritmo dance, non una melodia leggera. Da solo Fausto ha potuto esprimere ciò che aveva in mente. Certo gli amanti della psychedelia druida di cui i Kryptasthesie sono stati portavoce insieme ai Knot Toulose in Italia rimarranno delusi, ma è giusto che l'artista insegua la sua strada. Etere-o è musica per la mente, da ascoltare al buio in meditazione, e chiudendo gli occhi, la dream machine che è in noi partirà. Radaelli taglia con il passato e cambia direzione; e nonostante il disco sia davvero "food for thought" l'energia è presente e non amorfa come un lavoro del genere potrebbe generare. Dedalus è dolore lancinante, che cresce gradualmente con l'incedere delle tastiere computerizzate e il vento strisciante che deflagra la pelle. Fiumi in tumulto e neuroni all'assalto.
GRAFICO NEWSTONE Discorrendo 1998 (Controcanto)
Viviamo ormai nell'epoca del Grande Fratello, un grande occhio ci osserva in ogni nostra mossa e situazione, non siamo liberi di emettere i nostri suoni, e allora urliamo, le nostre voci nell'aria si odono straziate. 1984,1994........no 1999, un anno importante per i Grafico Newstone, l'anno del loro debutto Discorrendo. Un lavoro per niente commerciale, in linea con questi tempi moderni e contorti, lanciato da un'etichetta, la ControCanto che si dimostra molto coraggiosa. Un disco basato sul suono di chitarre rumorose e selvagge suonate da Emanule Formica e la voce straziante della cantante Annalisa Ambrosi, ora bambina, ora fata, poi strega. La rabbia esce fuori dai solchi irruente e nitida. Sara' anche l'atmosfera del dopo Earthquake (loro sono di Perugia, una novita' per una regione situata nella calma e nell'ombra). La musica è ovviamente legata all'indie-rock e al punk elaborato, suoni molto terreni e urbani, anche se lanciati in uno spettro piu' vasto. Macchina vivente è caratterizzata da un assolo di chitarra che s'infrange con altre chitarre duellanti e nervose e la voce capricciosa di Annalisa; Spiritelli nell'aria fonde l'arcano tema dei folletti che ti spiano in questa epoca moderna, attraverso un rock molto ben costruito, duro e d'assalto, con la batteria di Tommaso Collarile che convulsamente si spinge verso territori proto-punk; No è adrenalina allo stato puro sullo stile dei Prong, anche se piu' minimale dei cugini americani, con qualche passaggio funky radicale. Anima senz'anima ha qualche caduta di tono ed appare un po' ripetitiva anche se il basso pulsa egregiamente, manipolato da Francesco Romani. Un lavoro eccitante e spigoloso che ribolle e ti coinvolge in modo insolito.
madrigali magri - NEGARVILLE 40'49" (Wallace)
E' passato un po' di tempo, ma finalmente i Madrigali Magri (Giambeppe Succi alla chitarra, voce e basso, Valerio Rossi, batteria e chitarra, Nicoletta Parodi, basso), dopo Lische, pubblicano il seguito chiamato Negarville. Tutto ciò che c'era di buono nel debutto viene confermato con questo lavoro che si presenta come un disco affascinante e ambiguo, ricco di charme soprattutto nelle pieghe della voce recitata in fase r.e.m. e le pizzicate di chitarra elettrica, come avviene nel brano omonimo Negarville. Tutto il lavoro parte dalla spontaneità per arrivare a canzoni costruite e studiate con atmosfere lugubri e assassine, tutte racchiuse in un crepuscolarismo dove la simbiosi è perfetta. Polvere e stelle fuoriescono dal cappello dei tre ragazzi di Nizza Monferrato, aiutati da Francesco Cortese alla batteria in Negarville. Fantasmi empatici di questo secolo, i Madrigali Magri non usano nessun tipo di tecnologia, non ci sono samplers né sintetizzatori e apparentemente il lavoro potrebbe appartenere al passato, anche per alcuni passaggi hendrixiani alla chitarra da parte di Giambeppe Succi; ma Negarvlle è sospeso attraverso il filo del tempo, in bilico verso vortici temporali oltre il silenzio dopo un tuono. Via le leggi di mercato, solo passione per la vita e per la musica, tutti filtrati attraverso una patina grigia. Un percorso selvaggio. Rumori, fruscii elettrici, nervosismo e tribalità sono elementi subito distinguibili nella musica dei Madrigali Magri. Non c'è nessun cambiamento radicale nella loro proposta e così non s'incontrano contaminazioni con altri generi, ma un evolversi dentro e fuori la matrice di Lische. E non é poco. Forse i suoni, come avviene in Un posto per un altro sono più cristallini e scintillanti, caldi e pastosi ma questo è un bene. Lische e Negarville sono uniti da un caldo abbraccio, da un unico cordone ombelicale; Negarville madre coraggio di un figlio minore chiamato Lische.
"Due baffi e un berretto mi dicono biglietto con aria di so
spetto, non mi stupisco è la mentalità del cazzo"....
ozric tentacles - THE HIDDEN STEP 47'53" (Stretchy)
La connessione tra musica araba e new progressive rock era sempre presente nei lavori degli Ozric Tentacles a cominciare da Afterswish. Ora gli Ozric hanno dedicato all'Egitto questo nuovo lavoro e anche il prossimo mini-cd, Pyramidion. Così, dopo Todd Rundgren, Eloy, EMF, Earth, Wind & Fire, Iron Maiden anche la band inglese è rimasta affascinata dal popolo dei figli di Ra e ha prodotto questo lavoro sulla falsariga di bands egiziane come i Rahil.
L'esperienza e la capacità tecnica della band hanno potuto inserire con discreta facilità derivazioni etnico-africane, in un processo naturale che ha ridotto la molecola di space-rock sempre presente nei loro dischi. Per la prima volta ci si stacca totalmente dal suono neo-progressive, e i flauti di Jon hanno un'importanza predominante nel raccontare albe africane e i suoni del vento del deserto, tutti sorretti dal possente basso di Zia. Un capitolo a parte é The hidden step, lontano dal precedente Waterfall cities. Dopo Pyramidion penso che ritroveremo i soliti Ozric Tentacles ma, per ora, si sono voluti focalizzare su questa sorta di new age musulmana. I ritmi spesso accelerati e incastrati in tempi difficili hanno subito una pausa e le atmosfere sono decisamente più rilassate e meditative.
Ascoltando il recente disco degli Eat Static, uno dei loro progetti collaterali, non c'é nessun parallelo e sembrano due bands assolutamente diverse, ma sarebbe stato impossibile unire due suoni così diversi. Gli Ozric Tentacles non sono una band da top ten, ma l'esercito dei loro fans é davvero numeroso, soprattutto in USA, dove i loro recenti concerti hanno fatto il tutto esaurito. Gli Ozric Tentacles hanno saputo inserire nel loro sound progressive elementi nuovi e diversi, unendo al loro interno diverse matrici radicate in folklore proveniente da ogni etnia. In Pixel Dream è interessante notare come, per un attimo, la corrente araba venga interrotta in favore di un reggae tecnologico contornato da bassi p-funk, che sfociano in un epilogo epico e maestoso. Holohedron, in apertura, è il tipico brano alla Ozric Tentacles, ovvero sintetizzatori usati imitando Roger Powell, percussioni e ritmica incalzante, chitarre galvanizzanti e sognanti. Per il gruppo si é aperta una nuova direzione che però è già stata accettata dai fans.
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