voi siete qui: drive index > musica > bloc notes indice > venticinque

 
ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo Lino Terlati Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: carterla@tin.it
12 rods - SEPARATION ANXIETIES 52'06" (V2 Records)

Separation Anxieties è il terzo cd di questa band del Minnesota dopo Gay ? e Split Personalities, e li ha confermati come una delle realtà più carismatiche dell'intero panorama americano. Il loro suono corrosivo, futurista, psychedelico corrisponde alla personalità bizzarra, anarcoide, subliminale della band.
Separation Anxieties conferma in pieno queste idee. Un grande disco, complesso e difficilmente eseguibile dal vivo, ma senz'altro un appuntamento da non perdere. Anche perché Separation Anxieties è una produzione di Todd Rundgren, che ha dato un ottimo apporto alle sonorità della band, caricandole di atmosfere fantascientifiche, lisergiche e trasformando tutte le composizioni in qualcosa di magico, pennellandole di enfasi e lirismo, la marcia in più che i 12 Rods non avevano mai avuto. Il disco è stato registrato alle Hawaii nel nuovo studio di Todd, e le composizioni hanno questo aspetto propulsivo, esplosivo. Sebbene il disco ha questo aspetto futurista, la tecnologia è molto limitata, merito della attenta produzione che con strumenti normali riesce a dare questa sensazione apocalittica. Un disco può essere registrato in mille modi diversi. What Has Happened, una bella canzone carica di anfetamina punk, ma anche un potenziale hit, un refrain subito memorizzabile che viene aggredito dalle voci e dalle bellissime chitarre di Ryan Olcott. Non è che i campionatori e i samplers siano stati esclusi dall'album , ma il loro uso è modesto dando più importanza alle chitarre ed ai cori. Musica delle macchine guidata dalla sapiente mano dell'uomo, non un'alienazione totale in quanto l'ultima parola è decisa da esseri umani e non da cervelloni elettronici. Dimostrazione di buona convivenza simbiotica. E la distanza fra i primi dischi della band e quest'ultimo è notevole. Come non rimanere affascinati ed appagati dalla bellezza di Everybody? E' una canzone dai toni ampi , una cavalcata verso l'Eden, contaminata da spirali psychedeliche contornate da iniezioni di Mersey-beat. Radioaction è un omaggio proprio al loro guru del momento, Todd Rundgren, non una cover ma un pezzo composto secondo gli stilemi di A wizard, a true star, pop song d'avanguardia. Dopo i Devo e gli Earthlings? la band più rivoluzionaria oggigiorno sono senz'altro i 12 Rods. La storia si ripete, ma le cose cambiano.

julie's haircut - I WANNA BE A POP ROCK STAR! 18'37" (Superlove)

Fui uno dei primi a parlare positivamente dei Julie's Haircut per quel bellissimo concerto tenuto a Bologna, al Teatro Occupato, ben tre anni fa. L'impatto visivo è molto importante per questa band italiana e ben si coniuga con la musica, cosa che non a tutte le bands riesce perfettamente. In parte questo mini cd introduce elementi psychedelici più evidenti che in passato, come nella rilettura di Porno Poppycock , che era presente nel primo cd Sexpower uscito per Aua ( un titolo che sembra rubato ai loro concittadini Joe Leaman) e il tutto rimane più sofisticato. Non era passato molto tempo da Fever in a Funky House ( ma c'è già un nuovo cd) ma il loro è un ritorno gradito. La loro miscela di muzak, glam, psychedelia è senz'altro un'ottima ricetta, forse un po' troppo ammiccante al rock americano anni' 70 (Killer in the sun è troppo somigliante a qualche pezzo delle Fanny).
I wanna be a pop rock star presenta anche pezzi già conosciuti come (I was a) Teenage Meteor!
Ma attraverso una musica così istintiva si percepiscono cariche intense, piene di passione dove le chitarre infuocate si mescolano a qualche tastiera passeggera, un poutpourri eseguito senza assoluta pretenziosità. Tutte le canzoni sono corali e cantate da Nicola e Luca (autore di un bel cd solista) e qualche volta dalla bassista Laura. I wanna be a pop rock star ripropone il sogno che era già stato messo in musica da Byrds e Patti Smith, e le distanze sia temporali che stilistiche fra i nomi americani e quelli dellla band di Sassuolo non sono poi così lontane.

klasse kriminale - INTERNATIONAL SOLDIER 32'02" (Mad Butcher)
Ha cambiato look Marco Balestrino rispetto ai primi albums: non più testa rasata bionda o nera, ma capelli corti ben ordinati e una divisa da militare in sintonia con il titolo di questo album, uscito per la tedesca Mad Butcher e che presenta un misto di nuovi brani, più live e altri già editi. La musica non è cambiata e i Klasse Kriminale sono senz'altro la punk band per eccellenza del panorama italiano, longevi e sempre graffianti. Musica accelerata basata su tre accordi ma dalla grande carica esplosiva, un punk non evoluto rimasto fedele alle origini, una passione che non è mai stata contaminata da altri sounds, come dimostrano Tu vieni da Garageland, un omaggio ai gruppi garage che sono stati gli antesignani del punk, e Ci incontremo ancora un giorno, due canzoni piacevolissime. Il punk è stata la grande rivoluzione della musica, la musica che permetteva a classi sociali non elevate , a chi non poteva permettersi di frequentare scuole di musica, di esprimere la propria rabbia attraverso gli strumenti musicali. Poi il punk si è evoluto e c'è stato l'after-punk, la new wave e l'Oi e tante altre diramazioni. I Klasse Kriminale continuano a tenere alta la bandiera del genere, e il cantato in italiano non ha impedito al gruppo di venire apprezzati anche all'estero, senza mai avere avuto imposizioni da etichette discografiche. Insomma i Klasse Kriminale lasciano ancora una volta la loro impronta. Fa piacere che ci siano bands fedeli ai loro ideali, e ringraziamo anche il pubblico fedele che ha permesso ai Klasse Kriminale di essere ancora fra noi.
GLEN STEGNER - Ocean of Dissolution (Watercourse Records)
Ho le finestre aperte, riesco ad intravedere il mare in una fredda mattina di febbraio. Ad accompagnare questa mia vista il bel Cd che Glen Stegner ha appena pubblicato, Ocean of dissolution. Mai cosi' perfetta mi è sembrata una simbiosi: tastiere, batterie, chitarre e sassofoni così liquidi e subacquei in una sorta di jazz acquatico. Il disco non è per niente cerebrale e riesce soprattutto a divertire. E a farci amare il mare... a volte sembra proprio che i delfini stiano per uscire dall'acqua...E' un disco vicino a quelli di Chris Mitchell, ma qui non siamo in territori new age. Un disco con atmosfere surreali, che esaltano il mio spirito, e intanto le onde si rinfrangono in questo oceano di dissoluzione. Potrebbe sembrare un disco di jazz puro come tanti altri, ma il modo in cui Glen stabilisce le partiture strumentali ed i suoni è unico: ogni volta le composizioni pare si tingano di nuovi colori, cosi' come il ricrearsi delle onde... ogni melodia si abbatte per crearne una nuova.
La sezione ritmica è poi tecnicissima e con le palle. Merito dei due musicisti Loren Weisman alla batteria e Doug Hewitt alla chitarra. Glen oltre ad essere un creativo e virtuoso tastierista, e' un ottimo sassofonista. Ogni tanto si paga il tributo a Pat Metheny, ma qualche modello ci deve pur essere, soprattutto nel modo di suonare la chitarra di Doug ; il brano più Methenyano è comunque Balzac's Instep dall'atmosfera andina. Un sorpresa inaspettata che mi guida nei meandri del grande mare che non ho mai attraversato fisicamente. Ma con Glen Stegner non serve: i solchi sono le onde e una volta aperto il lettore Cd mi sono gia' tuffato dentro. Nel vortice... della MUSICA.

ARTISTI VARI - starflower 62'07" (Medicine Park)
La Medicine Park è un'etichetta specializzata in tributi. Dopo quello a Todd Rundgren e quello al nuovo Millennio è ora la volta di una celebrazione dello spirito di Brian Wilson e dei Beach Boys. Ma i tributi della Medicine Park non sono semplici riletture di covers, bensì brani inediti composti nello stile degli eroi citati, sia nella musica che nei testi. Tutto merito del boss, l'intelligente Toby Thomas. Le sue sono operazioni promosse solo per amore della musica, senza nessun intento commerciale e risultati sono sempre di livello eccellente. Chi non trova i cd nei negozi di dischi, può richiederli direttamente al sito www.silvermoonmusic.com
I musicisti qui presenti hanno davvero reso omaggio alle atmosfere dei Beach Boys con incredibile originalità, producendo un surf attuale che non ha nulla di demodè, e confermando che, anche negli anni 2000, la musica dei Beach Boys può essere attuale e al passo con i tempi.
I musicisti sono stati lasciati completamente liber,i senza nessuna interferenza da parte dell'etichetta. Billy Marsh risulta il più originale del gruppo. La sua Riptide Lullaby è davvero un ottimo parallelo con la musica di Brian Wilson: anche se i suoni sembrano distanti dalle incisioni degli anni'60 della storica band californiana, l'enfasi e le arie sono simili. All'inizio i pezzi presentati dagli SNG non mi erano piaciuti per niente e gli avevo visti più come un omaggio ai Pet Shop Boys che agli eterni ragazzi californiani. Tuttavia con gli ascolti successivi ho anche capito che i Pet Shop Boys potrebbero davvero esesre eredi di Brian Wilson, sebbene proiettati in un'area dance. Tra gli altri pezzi segnalo quello dei Big Fresh (una delle band più promettenti con un suono a metà fra New Radicals e June and the Exit Wounds) Hip Hop and Pop, frutto di un sapiente lavoro in studio, una canzone semplice ma grande.,
Ma la vera sorpresa è R. Stevie Moore insieme a Dave Gregory degli XTC: Dates è un pezzo che coniuga la schizofrenia degli XTC con le melodie dei Beach Boys, e gli XTC sono stati la band più geniale che abbia inciso album intelligenti sulla stessa falsariga dell'immolrtale Pet Sounds (basti ricordare il capolavoro Skylarking) e qui il cerchio rimane aperto. Fra gli altri partecipanti da notare la presenza di due ex collaboratri di Todd Rundgren, Moogy Klingman e John Ferenzik.
webmasters: stefano marzorati e grazia paternuosto | drive stefano marzorati 1999-2003 | a True Romance Production