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la sezione interviste di bloc notes: Gianluca Lo Presti, One Dimensional Man e Devics

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ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo è Lino Terlati Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: carterla@tin.it

allun - ET SISE 39'13" (Snowdonia/Bar La Muerte)
Ecco finalmente l'esordio delle Allun, quattro ragazze italiane di cui avevo sentito parlare. In qualche modo le ragazze ricordano due bands mitiche del passato, le Raincoats e le Slits, soprattutto le prime, le seconde erano molto più musicali ed infarcite di reggae e dub. Avrete già capito che si tratta di musica eseguita da non musiciste. Sono presenti, infatt,i oltre a strumenti tradizionali anche giocattoli e macchine da scrivere. Le Allun si confermano come delle giovani promesse del rock underground d'avanguardia italiano, ben allineate nell'etichetta Snowdonia che propone ogni volta progetti curiosi al limite della musicalità. Le canzoni (ma é giusto definire canzoni questi mosaici di vagiti, lamenti, rumori su cui gli strumenti a volte hanno una parte marginale?) sono quattordici (anche se poi nel cd c'é la solita traccia fantasma) e molto interessante é Giardini del nulla. Anche se non tutto é chiaro e assimilabile, Et Sise contiene 39 minuti di musica burn-out, e se ne esci saldo e sorridente vuol dire che puoi ascoltare tutto. Se invece dopo il primo pezzo chiudi il lettore, vuol dire che le Allun non fanno per te e che sei debole. Molto belli i pezzi di tastiera che esegue Patrizia, arcani e moderni. Sarà interessante vedere un concerto delle Allun e la reazione del pubblico a questo linguaggio musicale dell'assurdo.
GIARDINI DI MIRO' - Iceberg 1999 Gamma Pop
Imponenti e risplendenti, proprio come un iceberg, i Giardini di Miro' arrivano alla pubblicazione del loro secondo mini-cd, il primo inciso per la benemerita Gamma Pop, l'etichetta piu' professionale fra le indie esistenti in Italia. Anche all'estero questo gruppo di Cavriago é molto quotato, prova ne é che l'etichetta americana ZUM vuole pubblicare i due mini Cd in unico full lenght album (un'operazione molto valida, peccato non sia stata fatta in Italia).
Subito una nota di merito va a Luca Piccoli che ha registrato e prodotto l'album insieme al gruppo in modo superlativo, fine ed elegante, e sono sicuro che presto i Giardini di Miro' si affermeranno anche negli States, perchè se lo meritano.
In poco tempo la band guidata da Corrado e Jukka ha acquisito una certa notorietà, e quest'estate una grande prova sara' la loro partecipazione al Gamma Pop Festival insieme naturalmente a Cut, Julie's Haircut, Roseislandroad.
La loro formula musicale é piena di carisma , ispirata alle band noise introspettive di Seattle, ma aperta anche verso il jazz di casa ECM come Terje Rypdal o Steve Tibbets, al folk,alla psychedelia e al kraut-rock.
Tanti spunti che si ritrovano ancora più ampliati in questo meravigliso Iceberg, freschissimo di stampa, che senz'altro raccoglierà consensi unanimi sulla sua intrinseca bellezza, e un altrettanto ( si spera) buon successo commerciale, risultato, questo, un po' più difficile da ottenere visto che i Giardini non guardano al mercato.
Fanno capolino strumenti inusuali come il clarino e il violino, e anche le tastiere oscure nell'ombra, che "cantano" al posto della voce... gia' perche' i Giardini di Miro' non cantano mai, ma propongono una musica totale eseguita con dinamismo determinato.
Dancemania si apre con fraseggio simile alla E dimmi che non vuoi morire di Patty Pravo e, ondeggiando, i ritmi delle chitarre s'incagliano con piglio maestoso nel tintinnare dei piatti della batteria, per poi rincorrersi in un mare antartico e gli strumenti sono in perfetta armonia nel mondo subacqueo.
Questo disco é come un bel tuffo fra le onde gelate che s'infrangono spumeggianti nelle acque freddi del Polo Sud, e loro, i Giardini, sanno essere eleganti divertendosi come pinguini dall'aria molto chick. Compreso nel prezzo d'acquisto del cd un viaggio virtuale in bianco e nero nelle lande antartiche, naturalemente con la colonna sonora dei Giardini di Miro'.
evasio muraro - PASSI 23'08" (Il Levante)
Davvero un esordio strepitoso questo di Evasio Muraro. Ha scritto tutte le canzoni e le ha anche eseguite, Sono immediate ma dai testi profondi, con chitarre acustiche scintillanti e melodie pop mai banali.
Passi é un grande debutto. La chitarra é lo strumento fondamentale del lavoro, anche se non é basilare: qui e là si affacciano spesso tamburelli e qualche stralunata percussione, a fare da contorno alla splendida e calda voce di Evasio. Vivo sembra essersi ispirata alle pagine più belle di Jesse Colin Young, un cantautore da sogno che in Italia non é mai stato popolare. Evasio é un moderno menestrello appassionato delle lande americane, che non ha dimenticato l'aria di casa nostra. Le canzoni hanno dei ritornelli che ti entrano subito in testa, ma non sono commerciali e poi é assolutamente da premiare il fatto che Evasio abbia registrato ed eseguito tutto completamente da solo, realizzando un album casalingo che non ha nulla da invidiare ad altri dischi per cui si spendono fior di milioni e si ottengono risultati incerti. Passi non é mai noioso, lo si butta giù facile come acqua, ma ha il potere di riscaladare il cuore come una tequila. Una gran bella sorpresa, alla quale é seguito un nuovo disco, dedicato ai canti di lavoro della Lombardia e che senz'altro sarà molto diverso. Appuntamento qui su Drive Magazine con Evasio fra qualche mese.
lyle workman - TABULA RASA 54'09" (Infrared)
L'uomo dalle mille dita, Lyle Workman, pubblica il suo secondo cd da solista, Tabula Rasa. Per chi non lo sapesse Lyle ha fatto parte dello splendido gruppo pop Bourgeois Tagg, é stato il chitarrista di Todd Rundgren per diversi anni e ha suonato con Frank Black e i Jellyfish.
Rispetto a Purple Passages, il precedente disco, non é cambiato molto, anche se Tabula Rasa é molto più elegante e nasce all'insegna delle collaborazioni ed amicizie maturate nel corso degli anni. E così Praire Prince, che oltre a militare nei Tubes é stato batterista di Rundgren nello stesso periodo di Lyle, disegna la splendida copertina, Mike Keneally scrive e canta in un pezzo e Dave Gregory scrive e arrangia un altro brano.
Lyle é tenace e sempreverde, la sua scrittura ingloba tutto in modo sofisticato e rarefatto. La chitarra ha ora toni accesi e vibranti, poi sguazza dentro ingorghi di ruggine, a volte, invece, é tenue e dolce come un liuto. Folk che s'intreccia con pezzi più duri. Workman suona anche tastiere e mandolino, basso e strumenti atipici come il kantele. Inoltre infarcisce lo scenario con una sezione di archi. I suoni hanno un'origine classica ed essendo così ampi e liquidi fanno inciampare in territori new age. Lui ha fagocitato tutto, dalla musica classica, al folk, al jazz, alle canzoni di protesta, al pop, al blues e tutto ne esce fuori come un arcobaleno splendido splendente. Ragazzo prodigio, sembra che lui sia nato con la chitarra in mano: come tecnicismo é perfetto ed eccezionale. Inutile soffermarsi su qualche brano, sono tutti memorabili. Le melodie volano in alto e sembrano sfuggire ad ogni inseguimento raggiungendo una perfezione quasi glaciale. Dopo aver ascoltato un disco di Lyle, si può davvero fare tabula rasa di tutto ciò che c'é intorno. Un solare pensiero stupendo.
the black - GOLGOTHA 37'15" (Black Widow)
Mario Di Donato é la mente che guida The Black, e non ha nulla a che vedere con il bravissimo autore di Wonderful life, uno dei pezzi più belli del pop anni '80. Di Donato é un compositore di dark-gothic metal vicino alle cose dei Death SS. Con Golgotha, cerca di porsi all'attenzione e il lavoro é abbastanza soddisfacente. Momenti ansiosi e Golgotha sono due pezzi carichi di feeling e tutto l'album si dfferenzia dal panorama abbastanza trito del metal italiano. Oltre che a pezzi suoi Di Donato va a ripescare due cover degli anni '60 e '70 , ovvero Sospesa a un filo dei Corvi e Il giudizio del grande Rovescio della Medaglia. Cioé il metal che si fonde con il progressive-rock.
Il progetto The Black non é però formato solo da Di Donato: nella formazione figurano anche Enio Nicolini al basso e Gianluca Bracciale alla batteria, più alcuni ospiti. Un disco che funziona ad ogni ascolto anche per la sua varietà: ci trovate non solo gothic o heavy metal, ma anche sapienti assoli di chitarra blueseggianti, e stacchi improvvisi, come nella rilettura del Giudizio. Sicuramente The Black paga un tributo all'era progressive italiana degli anni '70, ma ha anche strabilianti carte in tavola per potersi creare un proprio modus operandi originale.
Various Artists - BEYOND THE REALM OF DEATH SS A tribute to Death SS 77'05" (Black Widow)
La Black Widow e il suo boss Massimo Gasperini sono fra gli artefici, in Italia, del metal-rock e del prog-metal. Il catalogo della Black Widow é vastissimo, e fra i tanti artisti c'é anche tempo per fare dei tributi. In questo cd dedicato alla formazione dei Death SS (tra le cui fila militava anche Paul Chain, affermato produttore anche del primo cd dei Kash) Gasperini ha cercato di infondere passione a tutte le formazioni presenti nel disco. Il cd é inoltre accompagnato da un booklet dalla veste grafica lussuosissima. I Death SS si formano nel 1977 e oltre a Paul Chain c'é anche Steve Sylvester. Erano avanti di vent'anni rispetto alle altre formazioni di heavy metal e le loro canzoni e i loro acts generavano inquietudine. Una band mai dimenticata che ha pubblicato di recente un nuovo album, Panic.
I Death SS erano capaci di assorbire nel loro sound tutte le diramazioni del metal: gothic, doom, cori gregoriani, chitarre velocissime e suoni pesanti, freddi. Fra le band impegnate nel tributo ricordiamo gli Stormlord di Roma, che ricordano da vicino, almeno nell'apparenza scenica, i Mercyful Fate di King Diamond; gli spagnoli Tempter, i Cultus Sanguine di Milano, gli americani Internal Void e i grandi Malombra, di cui si attende da troppo tempo ormai una nuova produzione.
Beyond the Realm of Death SS contiene le canzoni più significative di questa grande band italiana nell'interpretazione di giovani bands navigate. Un tributo assassino, sanguinolento, macabro e imponente.

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