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la sezione interviste di bloc notes: Gianluca Lo Presti, One Dimensional Man e Devics

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RHA: il sito ufficiale della band

ATTENZIONE: Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo è Lino Terlati Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di e-mail: carterla@tin.it

GIARDINI DI MIRO' - GDM? 1999

Da piu' parti avevo letto e sentito parlar bene dei Giardini di Miro', ma, testardo come al solito, non potevo esprimermi finche' non imbattei il naso proprio in questi ragazzi. A una festa dei Julie's Haircut con i Cut conobbi Corrado e Mirko, e cosi' dopo poco tempo mi arrivo a casa il mini CD GDM?. L'impressione, ai primi ascolti, veloci per mancanza di tempo, era buona. Ma ora, dopo che l'ho assimilato per bene il mio giudizio e' sicuramente "bello". GDM segna un passo avanti nella scena italiana musicale, perche' e' difficile trovare esordienti con una classe e un fascino come quello del combo parmense. Similitudini? Bah, tutto e' abbastanza originale: l'unica parentela forse sono alcune timbriche d'insieme che fanno balzare alla mente A Trip to Marineville degli Swell Maps, e per l'Italia questa e' una novita'.
I Giardini di Miro' hanno scelto una strada difficile ma ottima, sganciati da ogni possibile matrice sonora ricorrente. Indipendenti e sfuggevoli. Eleganti e rurali. Tenui ed olimpici.
Musica per tutti, senza doversi scontrare con nessuna fascia d'eta'. Melodie riflessive quasi tutte giocate sulle chitarre che sanno anche aggredirti, in un crescendo sonoro emozionante; metafora intima dell'amplesso sognato e frustrazione per non avere questo oggetto desiderato. Sudore e lacrime in sogni bagnati, polluzioni. Suoni introspettivi che nascono nel subconscio. Sensuali Giardini di Miro'. Rimangono scolpite Alluvione a Port Marly, con atmosfere davvero uggiose e spettrali, forse perche' la pianura padana assomiglia molto a Seattle. Anche i Godspeed You Black Emperor operano in modo simile, il black& white trasportato in musica.
Luci ed ombre, nessun colore per descrivere l'atmosfera. Sulla stessa falsariga si collocano Song e Citta' di vetro com suoni ancora piu' nervosi dalle due chitarre duellanti di Corrado e Jukka (un omaggio al chitarrista Jukka Tolonen? Beh, le atmosfere cosi' crepuscolari...). Tokyo ga, con ovvio riferimento al film di Wim Wenders, e' piu' psychedelica e l'arpeggio di chitarra sembra disegnare cerchi nell'acqua, sempre piu' profondamente attraverso la superficie. Con refrain d'assalto, come in una Tokyo moderna e allucinata. Scusate se sono come San Tommaso, ma ora anche io che ho introdotto
il naso (pardon, l'orecchio) confermo la verita' sulla positivita' di questa band. L'attesa genera sempre nervosismo, ansia e inquietudine. Le stesse emozioni che si provano aspettando il primo full lenght cd dei Giardini Di Miro'.

shox lumania - LIVE AT THE PEPPERMINT LOUNGE (Roir)
Sono davvero fiero di possedere questa unica cassetta incisa dal mitico gruppo Shox Lumania in quel di New York.
Gli Shox Lumania sono stati un gruppo leggendario. Le loro performances stupivano critica e pubblico..Teatralità, costumi e rock elettronico dandy ancora prima di new romantics come Visage... A parte un 45 giri rarissimo, soltanto la ROIR era riuscita ad averli sotto contratto per questo Live at the Peppermint Lounge. Musica carica e ritmica avanti di vent'anni anni rispetto alla produzione del tempo; la cassetta é stata registrata il 6 Settembre 1981 e non é ancora stato ristampata su Cd , il che é un vero peccato..
Perché gli Shox Lumania appartengono a quella schiera di comete che hanno buttato i loro spruzzi sulle antenne di alieni interessati a nuove forme di linguaggio come Jobriath, New York Dolls o Duffo. Gli Shox Lumania non erano solo musicisti ma anche coreografi, ballerini. Lari Shox é morta di AIDS e Anton Sanko é l'autore di Solitude Standing di Suzanne Vega, Richard Bone pubblica dei bellissimi cd di musica new age anni '40 (e presto saràintervistato su queste pagine)...Ecco quello che é rimasto di una stella luminosa.
Probabilmente troppo avanti per i loro tempi, nessuna etichetta si era presa la responsabilità di metterli sotto contratto. Le loro melodie erano ricche e variopinte, ma non nascondevano al loro interno un tristezza palpabile. Le vicende successive dei componenti della band erano già annunciate...Loro volevano rivangare il mito dei Lumania, una popolazione leggendaria esistente già prima di Atlantide, originaria della Spagna.
Lumania, la canzone omonima é un sincero omaggio, a volte triste, a un popolo (ma anche a una band) che non esiste più. La geografia e le civiltà perdute sono punti fermi nelle liriche dei Lumania e infatti loro ci parlano anche di Russia, Cina e uomini di Neanderthal.
La musica era carica di professionalità e personalissima. I loro concerti erano tutti esauriti e se ne parlava come della prossima next big thing. Bassi, tastiere e percussioni, gli strumenti base, su cui il combo ha riversato la loro personalità indelebile. Lenny Kaye del Patti Smith Group era un grande fan della band, e scrisse articoli bellissimi sui loro devastanti ed eleganti acts. A volte la new wave delle radici si affaccia in qualche brano come Crazy Noise (molto vicina ai B 52'S e ai Talking Heads) anche se i sintetizzatori erano proiettati molto avanti, e ricatapultavano il suono a valvola di Michael Cotten dei Tubes in un nuovo universo. Profumi, incensi, fumi e l'esplosione di una band che non ha avuto modo di espandere i propri tentacoli, ma i loro segnali sono arrivati chiari e limpidi e hanno lasciato nell'aria il loro marchio. Ricordarli é stato un grande piacere e dovere...
flying luttenbachers - ALPTRAUM 50'26" (Pandemonium)
Devo ammetterlo, questo cd dei Flyng Luttenbachers non mi era piaciuto un granché...Troppe situazioni disarticolate, rumorismo, sguizzi di fiati fuoriposto mi avevano convinto che una mancanza di fantasia poteva generare un disco come questo. Poi, qualcosa é cambiato, e dopo ascolti su ascolti sono convinto che si tratta di un bel disco, ma questo dopo almeno una ventina di ascolti...Melodie funamboliche, a volte violente e disordinate, spezzoni di improvvisazioni fumose free-jazz anarcoidi. Swarming Cats é davvero una composizione felina, sporca e incisa in bassa qualità perché dal vivo, fumosa e acclamata dove i fiati di Michael Colligan si vanno a schiantare con il violoncello di Fred-Lonberg Holm. The Green Glow é lunghissima e lo stridore degli strumenti fa accapponare la pelle. Ma é difficile riuscire a nomenclare un genere per i Flyng Luttenbachers...Certo la bravura dei musicisti é indubbia, vere macchine per l'esecuzione di una musica futurista (come avrebbe detto Marinetti), un vero manifesto.... Musicisti, rockers, jazzofili, avanguardia? Bah trovate voi la giusta collocazione, io non ci sono riuscito, ma dopo alcuni ascolti rompicapo ho scoperto che ci si può ancora divertire.

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