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sezione interviste
di bloc notes: One
Dimensional Man e dei Devics
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ATTENZIONE:
Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli
all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo è Lino Terlati
Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di
e-mail: carterla@tin.it
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DECA - ELECTRONAUTA 43'24" (Videoradio) |
Uno dei nomi storici dell'underground metropolitano più claustrofobico
ed elettronico, ritorna dopo Phantom, album controverso che
ad alcuni non aveva convinto in pieno. Electronauta rispetto
agli altri lavori di Deca ( e parlo di Synthetic lips,
Premonizione humana, Claustrophobia, Sodoma) affonda i suoi
tentacoli verso mari in apparenza più tranquilli, lontano dalla
sana follia che aveva contraddistinto i suoi esordi. Ma Deca è
coerente al suo mondo pieno di trash ed eleganza, figure oscure e
lunari, suoni furiosi, e pseudo-lambade, e così se questo lavoro
è più morbido , già dentro il laboratorio sta
nascendo qualcosa più temibile. Deca può essere in sintonia
con gli Yes e allo stesso tempo con i Christian Death, una linea musicale
stracolma di ombre di oblio. Certo la fase di Electronauta non è
delle più moderne, in alcuni punti sembra di ascoltare i tedeschi
Nova (non quelli di Elio D'Anna), band che si fece portavoce di una
disco-rock molto danzereccia e cosmica. Ma la forza e la magniloquenza
di Deca spesso trapelano fra le tracce del cd... Fra i brani più
interesanti citerei senz'altro Bodances e Suspended Frame,
ballate cyberdislettiche che sanno di velluto e acciaio bruciato fra
i ricordi di una fiamma che genera calore a grado zero. Le spore velenose
di Deca sono già in attesa del prossimo parto. |
| FATUR-L'amour
(Olga) |
Fatur
ha gia' vissuto gloria e polvere in Italia al seguito dei CCCP,
anche se da solo non ha avuto il clamore dei C.S.I. ad esempio.
Eppure, soprattutto in questo suo secondo album solo, L'amour,
qualche gioiellino c'e'. Forse lo spirito della sua musica viene confuso
con qualcosa di demenziale, ma Fatur meriterebbe qualche attenzione
in piu' di altri musicisti nostrani troppo poco originali. L' amour
e' un disco discreto, giocato su una appena accennata demenzialita'
ed alcuni pezzi che hanno le loro radici anche in blues caldo (Neon
blu); Top model party rispolvera un soft-rock, con Fatur che parla
e si risponde, abbastanza intrigante. Antigas Band, sostenuto
dalla batteria elettronica, ci riporta alla disco robotica dei Rockets,
ma con un refrain tipicamente italiano, e coretti schizofrenici. Il
disco è stato scritto interamente da Fatur e da E. Degli Esposti,
ai cori Cristina Luppi ed e' stato concepito, cantato, suonato
e arrangiato da Fatur ed Era. Ma tutto il Cd e' delimitato da atmosfere
oscure, ideale colonna sonora per una discoteca abitata da mutati
di un primo livello in una metropoli del futuro. L'iniziale Aeropolis
e' un geghege' strampalato, ritmi melodici che si scontrano con cori
sconclusionati; Disco Star con vocina da lolita sexy, e' un
ideale jingle claustrofobico, adatto nelle pause lavorative di una
fabbrica dell'amore. Sex in the Car il pezzo piu' liquido dell'album:
rammenta gli espletamenti sessuali in una vettura, anche se non e'
poi cosi' facile a volte, ma Fatur era uno spogliarellista, prima,
e forse lui ha piu' destrezza in questo ambito! Comunque e' il pezzo
migliore dell'album, anche se e' quello che mi ricorda di piu' i CCCP.
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| CLOBEDA'S
- CLOBEDA'S 48'30" (Aua) |
Interessante rivelazione questi Clobeda's, che fondono etnia
e sperimentazione; una formazione atipica tutta imperniata su archi
e percussioni. Lucia Clonfero al violino, Elisa Dagostini
alla viola, Martina Bertoni al violoncello, e Ivan Ordiner
alle percussioni sono i Clobeda's. Atmosfere tzigane, traditionals
celtici all'interno di brani composti ed eseguiti per pura passione.
Un lavoro anti-commerciale, ma non per questo privo di fascino e bellezza.
Fra i brani più suggestivi si segnalano Brutown town,
La nonna, Irlanda. Grande festa di suoni che fanno
sognare e che ridonano colore alla ferrovia abbandonata di copertina.
Una ricerca che è senz'altro anche studio di tradizioni e musiche
ormai dimenticate. I Clodeba's incidono per la Aua , etichetta
coraggiosa che continiua a scovare bands interessantissime, con l'unica
lacuna di avere una minuta distribuzione. Fra le canzoni è
interessante anche notare una cover dei Dead Can Dance, Radhark.
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| F.A.R.
-Passi uguali (Minus Habens) |
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Detto cosi', senza punteggiatura, il nome FAR
vuol dire lontano, e in effetti, questo combo savonese guidato da
MGZ vola davvero distante. Attraverso l'elettronica e le
voci delle tre cantanti Passi uguali si dimostra un disco
intelligente e seducente. Attraverso i solchi scopriamo una band
inusuale, che cavalca i sentieri piu' maliziosi dell'avventura sonica.
Eclettismo ed anarchia, inclinazione verso le colonne sonore maestose
del cinema americano anni '40, campionate (Io non moriro' mai);
ma si incontrano diversi stili musicali e non, rock oltranzista,
romanticismo, sperimentazione, ironia, suoni primitivi e tribali
e un'elettronica mai stanca. Pare che l'avventura F.A.R. sia gia'
finita... peccato, avrebbero potuto proporre cose interessanti.
MGZ e' gia' su un'altra sponda, anche se frizzante, e la sua proposta
e' rivolta a lidi ben diversi di quelli dei F.A.R. Nel panorama
cupo di Segreti s'inserisce anche una cavalcata dall'aria
festosa. Io avrei intitolato questo disco "Passi avant"i;
i F.A.R. non sono uguali a niente in Italia; piacevole ossessione
tuonante l'evasione di Dinosauri. Soltanto la voce di Mauro
Guazzotti e' di routine, all'insegna dell'oratore dei nostri
incubi. Bellissima Pipifi,
ambigua e decadente, trip-hop piu' sensuale di Tricky e composta
ancora prima, con una voce femminile mongoloide (la sindrome di
Down e' soltanto un'altra forma di bellezza, come direbbero i Virgin
Prunes). Passi uguali é la via d'uscita dalla rabbia e dal
dolore piu' grigio, per ritrovare l'amore lontano nel blu.
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