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ATTENZIONE:
Invitiamo i gruppi che hanno demo o CD da proporre all'ascolto di inviarli
all'attenzione di Lino Terlati. L'indirizzo è Lino Terlati
Casella Postale 192 Savona Centro 17100 Savona - Italy, quello di
e-mail: carterla@tin.it
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TODD RUNDGREN - RECONSTRUCTED 58'26" (Cleopatra) |
Estremamente cybernetico ,Todd Rundgren ritorna poco dopo la
splendida pagina di One Long Year con una rilettura di alcuni
suoi classici e non, in chiave futurista e techno, e per questo progetto
si è affidato a 14 bands diverse, quasi tutte underground a
parte i Mission, i Rosetta Stone e gli Astralasia.
Per una volta sola nella sua vita Todd ha soltanto cantato in tutte
le tracce senza suonare un singolo strumento. Un vero cataclisma questo
album, forte come un terremoto, dove le canzoni acquistano nuova vita
e sembrano, in alcuni casi, irriconoscibili. Suoni oscuri, freddi,
che sembrano ricordare uno degli album più belli di Todd, quell'Oblivion
del 1984. Qualcosa sta arrivando, cantava Todd già nel
lontano 1975 e chissà se non alludeva alle sue intrusioni nel
cyberspazio che è diventata la vera anima interiore di Rundgren.
Non avrei mai pensato che una canzone come Bang the drum all day
potesse divenire un inno devastante e iconoclasta, eppure in Reconstructed
Todd ne ripropone due versioni, una tradizionale, quasi salsa e l'altra
appunto, industriale con i Rosetta Stone. L'uomo della colonia sacra
di Smorgasbord, ancora una volta dimostra che la musica può
fare anche sognare e vedere realizzati i desideri più disparati
come quello di cantare Lord Chancellor's Nightmare Song con
la musica di Drunken Blue Rooster (entrambe tratte da quel
capolavoro che era Todd). Pazzia! Ma Todd Rundgren riesce nello
stesso album a passare da una fase onirica schizoide a un sogno dolce
e divertente, come avviene in Something to fall back on, tutta
sussulti, cori e atmosfere dance. Rundgren nel corso della sua carriera
ha accumulato ogni sorta di materia musicale e questo si sente. Iggy
Pop, David Bowie, Alice Cooper, Lou Reed, Frank Zappa, David Byrne,
B 52's, Jayne County sono tutti grandissimi artisti che hanno saputo
fare della propria musica un'arte, ma all'interno di un codice ben
codificato, estraneo da mondi lontanissimi. Todd ha saputo crearsi
un limbo dove tutto è presente e convive in dolcissima armonia.
Si rimane commossi dalla bellezza di una Mated così
stravolta..Della ballata originaria non è rimasto nulla; Todd
accompagnato dagli Switchblade Symphony, una grande band, propone
una canzone avveneristica adatta ad una situazione temporale vicina
al 3099 o giù di li'..Ipnotismo e acid jazz marziano, cabarets
di dickiana memoria che si ergono in un deserto vivo popolato da creature
affascinanti e fiabesche. Luna park fantasmagorico. La voce di Todd,
poi, è sempre abilissima , magnetica e splendente come non
mai , uno strumento che guida con prepotenza anche i marchingegni
elettronici più esuberanti tecnologicamente. Time Heals
è sempre l'hit di Rundgren, qui meno stravolto degli altri
pezzi. Secret Society, eseguita insieme agli Astralasia, è
vera forza propulsiva e alterna voci cosmiche a vagiti corrosivi e
dilaniati di sapore thrash. Tutto lo stile di Rundgren è presente
in Reconstructed, un album che ancora una volta ha trafitto lo scrigno
magico del fascino ambiguo sempre costante in tutta l'opera Rundgreniana
e mai presente nei replicanti menestrelli di oggi. |
| ORDO
EQUITUM SOLIS - METAMORPHOSIS-PERSONAM IMPONO 55'28" (World Serpent) |
Gli Ordo
Equitum Solis hanno raggiunto una certa fama. I loro dischi sono
pubblicati in USA e incidono per l'internazionale World Serpent,
vengono da Asti e continuano la loro saga musicale infarcita di brani
di ampio respiro, drammatici, epici; l'Instrumental qui presente
è una chiara dimostrazione di quanto detto sopra. Si percepisce
qua e là qualche richiamo mitteleuropeo e qualche influenza
di Bowie del periodo berlinese. Per il resto gli Ordo Equitum Solis
hanno monopolizzato un genere, il dark druido ed apocalittico anni
'80, ridandogli nuova luce e nuovo vigore. The last hopes in me
è una grande ballata condotta dalla magica voce di Leithana
e dalla splendida e cosmica tromba di Daniele Pasciuta.
Un gruppo, o meglio, un duo con una identità ben precisa che
sa quali sono i propri orizzonti, i propri confini e come fare per
ottenerli con classe e maestria. Tutto all'interno di un progetto
che ha come iconografia un 'impronta teatrale. Oblivion ci
lascia a bocca aperta per la splendida liquidità della chitarra
acustica di Deraclamo che diventa un tutt'uno con la voce di
Leithana. Impossibile poi non restare ammaliati da una canzone come
The Cursed Sings its Song, pacata e profondamente notturna;
Leave me alone è più triste, giocata a due voci
e con un basso pulsante. L'uomo di vermi è tenebrosa
e medievaleggiante. L'unico neo di Metarphosis Personam impono é
quello di restare racchiuso in un traguardo ormai raggiunto e consolidato
da tempo. Gli Ordo Equitum Solis non guardano a un futuro incognito
e ricco di sorprese, e quindi perdono per strada scintille di modernità.
Un disco che comunque appassionerà i numerosi fans e presto,
su queste stesse pagine, vedremo cosa Octo (il nuovo lavoro-antologia
doppio degli OES) ci svelerà... |
| GIANLUCA
LO PRESTI - I FRAMMENTI DEL MIO IO 20'18" (Glp) |
Un
lavoro più sussurrato questo primo mini-Cd di Gianluca Lo
Presti, interessante cantautore che lo scorso anno ha pubblicato
un bel cd intitolato Cent'anni di solitudine. Ma già
in questo ingenuo esordio la struttura era ampiamente positiva, soprattutto
nel brano Il risveglio dove sono in evidenza le campionature
del bravo Lo Presti ma anche le percussioni di Matteo Scaioli
e le chitarre di Omar Amadori: la voce, poi, è deliziosa
e fa da carro trainante a tutti gli umori e sottofondi da aeroporto
della canzone. Rispetto a Cent'anni di solitudine, questo lavoro è
meno omogeneo e risente dei vari cambi d'umore dell'artista e di un
desiderio di ricerca che si contamina andando indietro nel tempo,
nell'infanzia del cantautore, che ha riproposto anche colloqui di
vita familiare e proponendo suoni classici e citazioni da Chopin come
avviene in Se tu dovessi dire. Cantautore infarcito di complessità,
che propone un connubio di musica d'atmosfera e pop leggero, filtrandolo
attraverso suoni new age elettronici. Gianluca Lo Presti, se non si
perderà per strada, potrebbe avere un cammino roseo e lucente.
Tutti e due i cd da lui pubblicati sono davvero belli; contenitori
ricchi di ballate, ma stuzzicati da appunti sperimentali a cui abbiamo
accennato prima, contrappunti sospesi fra tradizione e avanguardia.
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