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recensioni

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otto dix ANESTESIA 28'33" (Demo Cd)
Vidi alcune foto di questa band qualche anno fa e m'incuriosirono molto. Personaggi truccati pesantemente in un contesto dantesco, che rimandavano ai personaggi di Orfeo 9 di Tito Schipa Jr. Attendevo con impazienza qualche documento sonoro..E gli sfortunati Otto Dix non hanno ancora trovato un contratto discografico. Anestesia, il loro demo, é attraversato da sciami di easy listening elettronico, molto in contrasto con l'icona esteriore del gruppo. Mondo + nuovo é un bel pezzo che ti entra subito in testa, ma sinceramente ci aspettavamo qualcosa di più. Apriti Sesamo ha le stesse soluzioni che usano i Tango Marziano, ma qui in modo più ibrido e innocuo, un pop carino ma nulla di più. Dormi x 1 attimo é invece più intrigante, mentre Anestesia é davvero un pezzo costruito con palle e cervello, una spanna superiore a tutto il resto dell'album con le tastiere di Alessandro Zannier suonate divinamente. Fiaba é un altro pezzo molto originale e sperimentale in stile new wave elettronica anni '80 (A Certain Ratio), eseguito e concepito in maniera autoctotona...Attendiamo il vero primo lavoro degli Otto Dix, ma certamente il gruppo trevigiano dovrà cambiare qualche sfumatura all'interno del loro repertorio.
mida SENZAVELOCITA' 23'53" (Sottosopra)
Sinceramente dalle premesse mi aspettavo qualcosa di più da questi Mida... Invece Senzavelocità ha poca personalità. I pezzi si assomigliano tutti, un rock basato sulle chitarre con riff un pò fuorimoda. Tutti i brani di Senzavelocità sono ossessivi e con poca fantasia, monolitici. Un pò di quiete la si respira in Introspetto, ma la voce un pò stonata del cantante e chitarrista Rodolfo Colonna rovina la canzone apparendo come il canto di un ubriaco. Singolarmente i componenti sembrano ognuno andar per conto proprio. Trip é la canzone più bella, un rock che doveva essere incandescente nelle intenzioni dei musicisti, ma invece diventa fatuo, manda poco calore. Anche se in maniera negativa la voce si contraddistingue. A scuola di canto...solo in questo caso le cose potrebbero cambiare.
acquanauti ACQUANAUTI 31'20" (Aua)
Gli Acquanauti rappresentano in Italia un caso anomalo; musica subacquea difficile, ma con approcci da classifica e mi stupisco di come non siano ancora popolari... Tra l'altro la bellissima confezione rende davvero bene l'idea di un gruppo dalle sonorità sottomarine.
Le loro canzoni sono dei gioiellini e riprendono il discorso che hanno perso i Tiromancino all'indomani di Alone alieno. Sono un trio di Udine e questo loro esordio é un'opera scintillante, incisa benissimo e con una maestria che colpisce davvero. Prestaz é il pezzo migliore della raccolta, una canzone da mare della tranquillità post-moderna, carica di lirismo e ipnotismo. Super Engram Boy ha di particolare la bella voce adoloscenziale e la chitarra magica di Simone, che ti urtano contro un muro di nuvole oniriche. E verso la fine in mezzo al mare, ai gabbiani, e alle onde che s'infrangono sugli scogli, una chitarra acustica rompe l'aria con tre accordi che fanno da guida a una bella melodia pop. Canzoni calme, lontane anni luce dal punk e dall'hardcore. Con una maggiore pubblicità e una buona promozione gli Acquanauti potrebbero davvero scalare le cime delle classifiche, ma non per questo sono un gruppo di facile ascolto.
zu & eugene chadbourne THE ZU SIDE OF THE CHADBOURNE 51'24" (New Tone)
Eugene Chadbourne é uno scrittore-musicista sperimentatore che ha già al suo attivo collaborazioni con i Camper Van Beethoven, Henry Kaiser, Half-Japanese, il grande Gary Windo, Bill Laswell. Ora l'americano ha inciso un Cd con i nostrani Zu, guidati dal trombettista dei Mau Mau, Roy Paci. Un incontro talmente naturale che dà vita a una vitale sinergia. Tutti i pezzi sono originali, a parte due covers di due grandi del jazz: John Coltrane e Albert Ayler. Il jazz d'avanguardia, il noise-rock e il funky più terreno si fondono in quest'opera dalla non facile fruibilità, un mosaico dove ogni granello é un'icona alogica in un puzzle sub-genico, e così le note e gli strumenti vengono assemblati ed eseguiti senza regole e codifiche. Banda di paese, rock geometrico, avanguardia e tradizione, musica contemporanea, rumori e versi di animali vengono espulsi con una notevole forza centrifuga. Ma chi ascolta questi musicisti per la prima volta potrebbe trovare rocambolesco il continuo cambio di registro musicale mentre per i musicisti qui presenti é una normale inclinazione. Tutto contribuisce a disegnare questo grande quadro, anche i silenzi, le pause e i respiri. E la musica, soprattutto, che é sempre originale e dimostra che anche gli artisti italiani possono benissimo pareggiare con quelli stranieri.
OSSESSIONE/AIDORU lato1 OSSESSIONE: Ermafrodita- Vero o falso lato 2 AIDORU: Forse/Tunnel (FREAK OUT Records )
Una formula magica quella di abbinare due gruppi in uno split single, soprattutto con una confezione davvero elegante. Gli Ossessione, dopo il bel Cd "Un po' d'amore", tornano in coppia con gli Aidoru per questo singolo in edizione limitata e in vinile trasparente.
Ermafrodita, incentrata sul tema dell'ambiguita', e' ben costruita, un passo avanti rispetto ai pezzi di "Un po' d'amore", inno dedicato alle sorelle di Belzeba, tanto discriminata ma allo stesso tempo desiderata. La chitarra disegna nobili riffs in territori post-punk. Spero vivamente che gli Ossessione pubblichino un CD con tutti i loro pezzi editi su split -single (ne dovrebbe arrivare uno nuovo). "Vero o falso" e' un po' piu' rigida nei suoi schemi e scivola alla fine verso un certo manierismo.
Gli AIDORU sono piu' pop e curano molto i cori e anche la copertine (splendida l'immagine che rappresenta un arazzo giapponese in stile Kabuki). Forse vale l'acquisto dell'intero single e aspettiamo gli Aidoru alla conferma con un full lenght Cd. Tunnel e' molto suggestiva: un kaleidoscopio di suoni che s'infilano nella galleria della nostra mente, costruita armoniosamente, con splendidi impasti vocali. Un singolo costruito semplicemente, ma tuttavia delizioso.


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