voi siete qui: drive index > musica > bloc notes indice > quattordici

 
margot VIOLA 23'20" (Sottosopra)
Per la Sottosopra di Follonica i Margot pubblicano questo Viola, un disco con suoni un po' confusi. Uno de brani più interessanti é Chagall, ballata rock dal respiro ampio che si divide in un due brani con l'odiata traccia ghost ormai usata da tutti senza originalità. Il pezzo in questione é diviso fra grazia e aggressività, un pezzo comunque maturo, cantato ed eseguito con amore e passione. Rose viola ha un testo ambiguo, e si muove sullo stesso sentiero di alcuni pezzi dei COD. Pochi giorni ancora é una litania un po' monotona, ma introspettiva con i suoni acidi della chitarra e la batteria di latta. Il chitarrista Francesco é davvero brano, ma la struttura dei brani limita un po' la sua tecnica. I suoni Factory ed in particolare Joy Division devono avere influenzato l'anima dei Margot. Pezzi che dovrebbero essere studiati di più e la meta sarebbe raggiunta. Il disco é inciso quasi in diretta e i suoni sono scarni ed essenziali, nessuna magniloquenza. Basso, chitarre e batteria sono la base di questo dark-pop.
L'inizio é discreto, bisogna vedere in futuro.
lo presher INDIGENOUS SPECIES 52'39 (Evrec)
Una band americana che ha girato in lungo e in largo tutti gli States, suonando ovunque. Questo é il loro terzo lavoro e la loro miscela di rock alla Toad The Wet Sprocket infarcito di sound Epitaph é evidente, anche se non raggiunge il livello delle influenze citate. Evitano le grandi mosse pubblicitarie, a loro interessa fare concerti e incidere buoni albums. L'uso di strumenti primitivi introdotti in un combo rock ha generato una sorta di leggenda e le masse di giovani che corrono ai loro concerti, molti tenuti in università e scuole, sono sempre più numerose. 1000 friends introduce morbidi stacchi funky in un rock alla Ramones. Bellissimo il pezzo The Spear con scacciapensieri ed altri piccoli ed inusuali strumenti. Vorticosamente chiusi in una loro spirale. Palm Tree ha le chitarre più selvagge, ma é una canzoncina gradevole e nulla di più. Forse i Lo Presher dovrebbero ascoltare anche molta musica del passato per evolversi. War é il pezzo più moderno dell'intera raccolta con veri tamburi tribali, un gioiellino prodotto molto bene da Marty Ogden, anche se forse avrebbe dovuto essere eseguito con una rabbia più forte. Ma sarà difficile cambiare la musica dei Lo Presher: non sembrano interessati a sfide e a mutazioni, sono un gruppo cult tipicamente americano che si perde nelle praterie delle provincie, anche se l'aria da freakettoni da free festival, ogni tanto, in modo fugace, appare. Punk strano introdotto nel tipico genere HORDE.
klasse kriminale ELECTRIC CARAVANAS 34'19" (Mad Butcher Records)
I Klasse Kriminale continuano imperturbabili a produrre il loro punk-rock che, col passare degli anni, é diventato di ottima qualità. Apprezzati parecchio all'estero (soprattutto in Germania) pubblicano questo Electric Caravanas che é prodotto dalla leggenda Jimmy Pursey (ex leader dei grandi Sham 69). I pezzi partono da una matrice prettamente punk per poi evolversi e nel loro pantheon ci appaiono immensi come Tu vieni da Garageland. I Klasse Kriminale hanno meravigliato e divertito molte persone durante i loro concerti e il fatto che siano ancora tra noi denota un interesse sempre costante. 13.00 aggiunge melodia in un inno corale alla Ramones, ma All Roads Lead to Rome ha matrici sperimentali di reggae-dub lunare con un lieve rumorsmo fluttuante, che fa capolino qui e là. Non mancano le canzoni immediate e spontanee eseguite a una velocità incredibile, come Gridalo Forte. Solo lei é, invece, puro ska/oi che ricorda gli scanzonati e grandi Bad Manners, una marcetta brillante e gioiosa. Bello il basso pulsante di Emanuele in Glory Boys, uno dei pezzi più grandi dell'album, con un ritmo nervoso e preciso dove tutti gli strumenti rimbalzano in prima linea. Electric Caravanas é un album importante per i Klasse Kriminale, ma anche per la discografia italiana.
gatto ciliegia GATTO CILIEGIA CONTRO IL GRANDE FREDDO 40'13" (Beware)
Un lavoro adatto per la Beware Records, che di stramberie ne ha pubblicate parecchie. I Gatto Ciliegia di Torino presentano un CD che congloba atmosfere acustiche, canti gregoriani sussurrati e una ritmica nervosa (vedi Mexicat ), vicina alle atmosfere dei Calexico. Musica ambientale tecnicamente ineccepibile che i ragazzi volutamente rendono sperimentale, come avviene nella traccia n2, una marcetta ricamata dalle belle chitarre acustiche in contrapposizione a chitarre elettriche di indole rumorista. Un pò freddini e troppo impegnati, forse: qualche accenno più pop avrebbe fatto scorrere meglio questo primo lavoro.
Liscio decadence, sospesa tra ambient -jazz e programmazioni, é pura avanguardia sullo stesso territorio dei Mogwai. Belle e pulite le registrazioni, curate da Marco Milanesio. Molto carino il brano numero 3 , che accomuna vapori caustici e incenso. Peccato che il brano di apertura Diesus duri pochino. In definitiva un lavoro simpatico e ben costruito ma, per quanto riguarda la fantasia, un gradino al di sotto delle altre proposte Beware.
diathriba UOMO MOLTIPLICATO 13'22" STRACIELO 64'20" (Fly)
Quando tutto sembrava perso, i Diathriba riemergono con questi due prodotti riuscendo a tirar fuori qualcosa di buono, anche se della new wave darkeggiante e gotica di Guardandoti é rimasto poco o nulla.
A un primo ascolto si rimane irritati dal drastico cambiamento, ma dopo ripetuti ascolti si continua ad apprezzare questo lavoro. Uomo Moltiplicato nel singolo é stato anche rimixato da Kobayashimaru ma non in modo entusiasmante: molto meglio il pezzo prodotto dagli stessi Diathriba. Uomo Moltiplicato é un pezzo disco-pop abbastanza radiofonico da metà anni '80, che ricorda alcune cose di Garbo. La vena creativa del gruppo é, comunque, instancabile e infatti, a pochi mesi dal mini cd, ecco che pubblicano il nuovo album, Stracielo, dove ci sono mille soluzioni. Hanno lasciato l'Olga e sono passati alla Fly Records e questo ha senz'altro giovato.
Qualche atmosfera lisergica appare in Islanda, condotta da chitarre e tastiere magiche, un pezzo molto moderno che non ha nulla da invidiare a certe cose internazionali e che dimostra come i Diathriba abbiano applicato intelligentemente l'elettronica (é avvenuta la stessa svolta che segnò il passaggio dei Tiromancino da rockettari psychedelici ad alfieri della modernità ricercata ed alternativa). Malavoglia é potente e fragorosa, con un andamento cantilenante giocato sull'importanza della voce di Andrea Cavani e sulle chitarre di Davide Grimaldi e Stefano Generali, che sembrano rispolverare, per un attimo, la polvere dai fantasmi dei Joy Division e di David Bowie. Un pezzo che cattura la nostra mente, che s'insinua serpeggiando fra gli angoli delle nostre sinapsi. Tangenziale é bellissima, un pezzo di classe, notturno e ipnotico, che dalla psychedelia pare raggiungere il funky con snervature acid-jazz, intenso come pochi.
Tutto il resto dell'album si tinge di un pop contaminato con vagiti industriali e modernisti, in una catarsi di perfezione che fa da idillio a una dolce, romantica serata con eclissi di sole. I Diathriba con la loro nuova luce oscurano tutto il loro passato. Gran bel disco!

 webmasters: stefano marzorati e grazia paternuosto - drive copyright stefano marzorati 1999-2003 - a True Romance Production