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| Teenage Death Songs pt. 4 |
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Indice
della Rock and Horror Encylopedia:
La bellezza del diavolo, di Gianfranco Manfredi Teenage Death Songs e altre storie di ordinaria dannazione Indice alfabetico delle schede dei gruppi e degli artisti presenti nella Rock and Horror Encyclopedia
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Un altro accenno molto particolare meritano i Led Zeppelin di Robert Plant e Jimmy Page. Tra blues e accelerazioni anfetaminiche, il gruppo britanico progenitore di tanto moderno hard rock ed heavy metal presenta nella sua storia tracce occulte davvero degne di nota. L'amore della band per il lato oscuro dell'esistenza affiora prepotente quando Robert Plant, cantante della formazione, inizia a scrivere testi sotto il fascino e l'influenza del misticismo e dell'antica cultura celtica. Il terzo album del gruppo, Led Zeppelin III (1970), viene concepito in un piccolo e derelitto cottage della South Snowdonia, Bron Y Aur, ameno luogo di impiccati e di briganti, che sembra essere appartenuto, in passato, al poeta pazzo e grande occultista inglese Aleister Crowley di cui Jimmy Page si dichiara apertamente fan. Come se non bastasse, il chitarrista apre un negozio di articoli magici e di libri di occulto a Londra, battezzandolo con il nome di Equinox. Sulla cover del quarto album, Led Zeppelin IV (1971), il cui vero titolo, a detta di molti, é invece Zoso, una serie di simboli runici sostituisce i nomi dei componenti del gruppo e sul vinile trova posto il capolavoro Stairway to Heaven, che qualcuno sostiene dedicato proprio a Crowley. Che tutto cio' sia vero o no, il quarto lavoro degli Zep fa nascere la polemica sui messaggi subliminali nascosti tra i solchi e sulle inquietanti voci che si dovrebbero udire suonando il disco al contrario. Al di là di questo e' innegabile, comunque, che i Led Zeppelin abbiano dato un fondamentale contributo alla crescita di un elemento mistico e oscuro nel rock, e di averne sviluppato certe suggestioni con arte e maestria.
Anche per i Pink Floyd un breve cenno... Come dimenticare, infatti, il folle genio di Syd Barrett, fondatore del gruppo poi scomparso nell'anonimato, in preda alla follia? Terrorizzato da immaginari pericoli extraterrestri (i medici diagnosticarono per lui una grave forma di paranoia cronica), Barrett illumina tutte le prime vicende della band, prima di uscire totalmente di senno e cadere, lentamente, nel crepuscolo della pazzia. Il tempo sufficente per indicare la strada da percorrere e per comporre una manciata di canzoni come Astronomy Domine, Intestellar Overdrive, See Emily Play, Julia's Dreams, The Paint Box, incluse in due dischi imperdibili che hanno nome A Saucerful of Secrets e The Piper at the Gates of Dawn. Con in testa l'ossessione di un "suono dipinto" e la passione per la chimica, Barrett se ne va per sempre incontro al suo destino nel gennaio del 1968. Non ritornerà mai piu'. Da solo incide The Madcap Laughs e Barrett, tra sogni di elefanti effervescenti e visioni di ragazze che piangono e ballano in antiche foreste, passando attraverso gli alberi...Senza di lui il gruppo, ora nelle mani di Roger Waters e di Dave Gilmour, cerca di mantenere intatta l'eredita' visionaria. Con Ummagumma (1969), doppio dal vivo, e l'urlo di Careful with That Axe, Eugene, con il film concerto girato tra le rovine di Pompei e, infine, con One of These Days, dove una voce gracchiante urla "Uno di questi giorni ti faro' a pezzetti!". Qualche anno dopo The Dark Side of the Moon(1973) e, piu' tardi, The Wall (1979) rappresenteranno l'epilogo di una carriera gloriosa, ultimi brandelli di una visionarieta' geniale prima della definitiva trasformazione nel freddo monolito tecnologico di oggi...
L'anno scorso avevo ventun anni, E non mi sono divertito neanche un po'. Ora ne ho ventidue, un altro anno da sprecare... (Iggy Pop and The Stooges) La notte di Halloween del novembre 1967 vede il debutto, durante un party in maschera, di una band formata da giovanissimi: gli Psychedelic Stooges. La guida un tal James Oesterberg (nato in un accampamento di roulottes, se si vuol credere alla sua versione dei fatti), che ben presto tramuta il suo nome in Iggy Pop per avere qualche carta in piu' per sfondare sulla scena musicale di Detroit. Sotto la guida di un illustre consigliere, John Cale, il gruppo, accorciato il nome in The Stooges, inizia ad infiammare la gia' rovgente aria della "citta' dei motori" con un suono durissimo e tagliente sul quale si innesta la voce anfetaminica del cantante. La popolarita' del gruppo viene aumentata da una serie di esibizioni dal vivo in cui Iggy, l'"iguana", travolge il ubblico con il suo atteggiamento istrionico ed arrogante. Il canatnte si lancia regolarmente tra la folla, si rotola tra lo smarrimento del pubblico, si martoria con schegge di bacchette di batteria, sputa e sommerge tutti... The Stooges (1969), il loro primo album, li impone all'attenzione della critica. Noia, Frustrazione e quella curiosa mescolanza di odio e di orgoglio giovanile che tanta parte ha avuto nella crescita degli anni Sessanta costituiscono il regno del gruppo, che sforna brani come We Will Falle 1969. Iggy continua a perfezionare la sua esperienza di agitatore di folle e provocatore, e vederlo, dal vivo, pavoneggiarsi davanti alla folla, incedere impettito e percuotersi con il microfono é uno spettacolo che rammenta altre esperienze, come la musicoterapia degli ospedali psichiatrici, per esempio...E proprio la follia, il comportamento estremo, e' in agguato nel destino della band, tra una sferzata della chitarra e il ritmo ossessivo della batteria. Con il secondo album, Funhouse (1970), gli Stooges entrano definitivamente nella leggenda. Iggy canta I Wanna Be Your Dog e confessa di non provare piu' alcun divertimento (No Fun). Ma il gioco si fa sempre piu' spaventoso: paranoia e disperazione bussano alla porta reclamando l'estremo tributo. E gli artigli delle droghe pesanti e dell'autodistruzione afferrano alla gola, uno ad uno, tutti i componenti del gruppo. Ora Iggy si mostra sul palco in pessime condizioni di salute. Tra accessi di vomito e respiri affannosi, afferra violentemente ll microfono per citare il Renfield di Dracula: "Mosche...grandi, succose mosche...e ragni..." L'intervento di David Bowie, da sempre suo grande ammiratore, salva Iggy dall'annullamento e rcupera i pezzi del mosaico. Sotto la sua supervisione gli Stooges incidono Raw Power ( 1973), il loro terzo disco. Sara' il definitivo testamento della band e la degna conclusione di una "stagione all'inferno": le ingiurie di Gimme Danger, vera e propria professione di fede del gruppo, le visioni allucinanti e mortifere di Death Trip e, piu' ancora, il furore di Search and Destroy ricompongono, anche solo per brevi attimi, frammenti taglienti e acuminati di lucidita' distruttiva. A Iggy il futuro riservera' una brillante carriera solista, agli altri suoi compagni di avventura una lenta discesa nell'ombra. Sono un ghepardo che morde le strade, col cuore gonfio di napalm Sono il bambino dimenticato dal mondo. L'unico che cerca soltanto di distruggere... Cerca e distrugge... (Search and Destroy, The Stooges)
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