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Teenage Death Songs pt. 3

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TALES OF OLD ENGLAND

Spero di morire prima di diventare vecchio... (My Generation, The Who)

Anche gli Who di Pete Townshend e Roger Daltrey, idoli della mod generation, sono da ricordare in questa nostra analisi. E non solo per certe visioni presenti in Tommy, la prima vera rock opera, ma anche per certi frammenti sparsi qua e la' nella loro produzione. Boris the Spider (Boris il ragno), per esempio, a detta di molti la prima canzone autenticamente terrificante. A comporla stato il bassista del gruppo, il granitico John Entwistle. Il viso ceruleo, sempre nascosto dietro il suo basso, Entwistle ha poi avuto modo, con la sua breve carriera soilista, di approfondire al meglio questa sua vena macabra. Smash Your Head Against the Wall (Fracasssa la tua testa contro il muro), uno dei suoi album solo, una sorta di horror show con pezzi come Eternal Youth (Gioventu' eterna) e Heaven and Hell (inferno e paradiso), dove vengono trattati, in chiave "mefistofelica", concetti di moralita' dualistica tradizionale. E che dire poi dell'esplicito Rigor Mortis, altra tappa della sua carriera solista? Altri saranno, pero', i personaggi che, in quegli anni, avranno il coraggio di affrontare l'orrore faccia a faccia...Siamo agli inizi degli anni Settanta: nel cinema la casa di produzione britannica Hammer sembra avere ormai concluso il suo periodo d'oro mostrando, da un lato, segnali di inaridimento di quella vena creativa che aveva sfornato prodotti come Dracula il Vampiro, di Terence Fisher e dall'altro, segnali di rinnovamento e apertura verso il presente. In campo musicale sinistri rumori annunciano l'arrivo di sepolcrali novita'...

INVITO AL SABBA...

Aiutami nella mia ricerca della conoscenza

Io devo imparare le arti segrete

Noi tutti saremo uno solo per un'ora

Lascia che il Sabba abbia inizio

Viueni, vieni, vieni al Sabba.

Satana e' qui! (Come to the Sabbath, Black Widow)

I Black Widow di Jim Gannon e Kip Trever sembrano potersi fregiare a buon diritto del titolo di primi signori del dark sound, ovvero di una musica ispirata, soprattutto nei testi e nell'immagine, all'occulto e alla magia. Sacrifice (1969), primo album del gruppo, rappresenta il loro felice esordio e il culmine delle loro potenzialita' espressive. La cover del disco e' apribile e riporta immagini diaboliche e messianiche, mentre il contenuto del vinile racconta di antichi riti diabolici, di lotte tra la luce e le tenebre, delle epopee di Salomone e di Astaroth, il dio-demone. La prima facciata di Sacrifice propone In Ancient Days, un'invocazione al diavolo fatta da un misterioso essere giunto alla sua tredicesima vita dopo avere vissuto tra egizi ed etruschi, e avere compiuto probabilmente mille nefandezze. Way to Power cita l'Apocalisse per giungere al rituale di Come to the Sabbath, che culmina con il risveglio del demone Astaroth. Qui il dovuto pathos viene raggiunto con l'angosciosa e spasmodica ripetizione del coro "Come to the Sabbath". Seduction e Attack of the Demon chiudono il disco. Black Widow (1970), il secondo capitolo di questa breve saga nera, e' ancora ricco di riferimenti a demoni, streghe e magie nere, e, pur suscitando qualche clamore, nulla aggiunge di piu' al discorso. Sul palco il gruppo tenta di mettere in scena veri e proprio rituali magici: drappi neri dominano le quinte del palco, mentre una donna nuda e' stesa su un improvvistato altare, pronta per il sacrificio. Ma la vera magia restera' racchiusa nei solchi del primo album e si spegnera', qualche anno dopo, con un ormai inutile terzo capitolo, Black Widow III. Subito dopo lo scioglimento.

Piu' successo avra' il cammino percorso da quattro ragazzi di Aston, un sobborgo di Birmingham, che iniziano la loro carriera musicale nel gennaio del 1969, con il nome di Earth. John "Ozzy" Osbourne, Tony Iommi, Terry "Geezer" Butler e Bill Ward abbandonano presto questo innocuo nome per adottare quello piu' minaccioso di Black Sabbath, preso in prestito da un famoso film di Mario Bava originariamente intitolato I tre volti della paura e interpretato dal grande Boris Karloff. La questione se i quattro componenti del gruppo fossero realmente interessati ai misteri e alle pratiche della magia nera, oppure se si trattasse semplicemente di un pretesto di natura promozionale, non sembra ancora chiarita. Il loro primo disco, Black Sabbath (1970), si presenta con una bellissima copertina che ritrae la figura di una giovane donna dal viso pallido ed esangue, vestita in abiti ottocenteschi, e sullo sfondo un cupo e gotico maniero; i colori sono lividi e malati (quasi il fotogramma di un film della Hammer). Sul retro della copertina le prime impressioni sono confermate dall'immagine di una croce rovesciata che incornicia una suggestiva introduzione letteraria alle atmosfere del disco. Messo il disco sul piatto, tuoni, scrosci di pioggia e i gelidi rintocchi di una campana a morto ci introducono in un universo alla Hammer, tra cimiteri di campagna, nebbiose brughiere e piccoli villaggi addormentati che celano orrori innominabili. Con Black Sabbath, il brano d'apertura, i sarcofaghi vengono riaperti e qualcosa di demoniaco comincia a percorrere le strade deserte del tranquillo borgo...La voce di Ozzy potente e oscura e il cantante sembra poter ereditare degnamente da Mick Jagger il titolo di Principe delle Tenebre. The Wizard, Beyond the Wall of Sleep (oltre il muro del sonno), titolo forse preso a prestito da un celebre racconto di H.P. Lovecraft, RIP e Sleeping Village raccontano di maghi e stregoni, di amori che sconfiggono la morte. Un uso tanto esplicito del linguaggio figurato vale ben presto allo stile del gruppo la definizione di "rock degli inferi". L'uscita del primo album viene salutata con grande curiosita' dai media e quasi con fastidio da parte della critica, specialmente quella piu tradizionalista. Ma e' il pubblico, come sempre, a decretare il successo della proposta e l'album entra ben presto nelle charts britanniche. La formula dell'hard rock mischiato a liriche ossianiche sembra rappresentare un buon affare commerciale per i produttori che ora si buttano, non senza qualche remora di natura moralistica, alla ricerca di altri gruppi con cui sfruttare l'onda del successo dei Sabbath. Intanto Ozzy e soci, ormai leader incontrastati del nuovo sound, continuano ad amministrare con parsimonia il loro dominio. In Paranoid (1970) il loro secondo disco, mentre la maggior parte dei gruppi canta i fasti e le seranze della controcultura, i Black Sabbath sollevano il coperchio della realta' per rivelare rovine e distruzione, in un mondo costretto all'ombra del destino atomico. War Pigs, uno dei brani piu' famosi dell'album, ritrae un "sabba" di signori della guerra mentre Iron Man, racconta la storia di un "robot" senza amore. Quando esce Masters Of Reality (1971), l'esempio dei Sabbath ormai stato seguito da un'orda di altre band britanniche in cerca di fortuna; gli Uriah Heep, i Dust, i Budgie. La vena creativa del gruppo si mantiene felice con i due successivi Volume IV (1972) e Sabbath Bloody Sabbath (1973) - due opere che manterranno inalterata negli anni la loro carica, influenzando con le loro sonorita' e le loro atmosfere piu' di una band recente prima di cadere in una routine di lusso, che dura tuttora - i Sabbath hanno il tempo di creare altri due incubi sonori come Sabra Cadabra e National Acrobat. Il successivo abbandono del gruppo da parte di Ozzy Osbourne (poi protagonista di alcuni rientri, l'ultimo dei quali recentissimo) lascera' lo scettro del comando al chitarrista Tony Iommi. Sara' lui a guidare la band attraverso una lunga serie di nuovi album che manterranno inalterata l'immagine oscura di un tempo. Oggi i Black Sabbath sono un marchio di fabbrica ormai consolidato, una vera e propria istituzione dell'heavy metal. Ozzy, dal canto suo, ha faticato non poco ad abbandonare l'immagine di stregone che tanta fama gli aveva conquistato e si porta appresso questa pesante eredita', incidendo dischi solisti come Diary of a Mafdman e Bark at the Moon, accompagnato da una solida backing band. E dal vivo non potra' sottrarsi al ripescaggio per la gioia dei fans, di antichi cavalli di battaglia come Paranoid. Nel maggio 1981, a Los Angeles, durante un meeting con alcuni dirigenti della sua casa discografica, stacca con un morso la testa di una colomba davanti agli sguardi disgustati dei presenti. E durante il tour di promozione di Diary of a Madman ritenta la stessa prodezza quando un pipistrello morto viene buttato sul palco da un fan. Piu' recentemente l'arcivescovo di New York, il cardinale John O' Connor, e' arrivato a sostenere che l'heavy metal, "pornografia in musica", e in particolare quello suonato da Ozzy, puo' condurre i giovani verso la magia nera e il suicidio. Bersaglio degli attacchi del cardinale e' stata soprattutto la canzone Suicide Solution, ma a questo proposito il sant'uomo dimentica che Osbourne era gia' stato assolto da un tribunale americano dall'assurda accusa di "istigazione al suicidio". Dedicata a Bon Scott, il compianto primo cantante degli AC/DC morto soffocato dal suo stesso vomito durante una sbornia colossale, la canzone si rivolge in realta' contro gli eccessi del'alcol e delle droghe, eccessi che Osbourne ha avuto modo di sperimentare, in passato, sulla propria pelle.

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