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Recensioni:
Supershock
"Les Fleurs Du Mal" (Supershock Records 2003)
di Giovanni Carta
L'intento principale di questo giovane gruppo torinese, all'esordio con
il cd autoprodotto Les Fleurs Du Mal, probabilmente è quello
di riportare in musica il disagio strisciante, vero o presunto dagli organismi
mass-mediatici, che pare serpeggiare da tempo fra i giovani (e meno giovani)
figli di una generazione apparentemente priva di una vera e propria spinta
vitale. Dal titolo "baudeleriano" è facile intuire l'approccio
disincantato e lievemente sofferto con cui i tre Supershock,
il chitarrista e cantante Paulmtv (Paolo Cipriano) , la bassista
Queeny (Valentina Mitola) e il batterista Max (Massimo De Miceli)
affrontano le loro composizioni: il filo conduttore-unificatore dei sette
brani del cd è difatti un malessere spirituale e fisico che si
rende esplicito nei testi e nella musica. I Supershock, per quanto
siano alle prime armi, hanno l'evidente urgenza di lasciare un segno nel
panorama musicale tricolore e tale ambizione sembra per il momento ben
assecondata da un'organizzazione autogestita dei propri mezzi piuttosto
funzionale. Il risultato ottenuto da "Les Fleurs Du Mal" è
piuttosto soddisfacente, l'indie rock dalle tinte dark e decadenti
dei Supershock, per quanto sia ancora apertamente rivelatore delle influenze
musicali dei tre musicisti, riesce ad essere piacevole nella sua immediatezza
e intrigante per via di una leggera disposizione del gruppo ad andare
oltre i soliti riferimenti di genere. Personalmente credo che i Supershock
diano il meglio di sè nei brani in cui l'elemento oscuro si fa
più preponderante: Friends, intelligente esempio di classica
"cavalcata" dark e la conclusiva Stars, dolente ballata
noir interpretata dalla sensuale voce di Queeny sono i brani più
efficaci del disco. Altrove il livello si mantiene buono con l'aggressiva
e acida Queen Bee, a metà strada fra sonorità post-grunge
e gli U2 (?!?!), il nichilismo malato di Completely Lost e le progressioni
epico-sinfoniche di July. Insomma, Les Fleurs Du Mal è
un buon esordio per un gruppo che potrebbe riservare, con le dovute precauzioni,
più di una sorpresa per il futuro... attendiamo fiduciosi.
© Giovanni Carta 2002 - per gentile concessione dell'autore
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The
Rock and Horror Encyclopedia © 1999-2003 Stefano Marzorati
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