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I COMICS BOOK E IL MONDO DEI SUPEREROI
- prima parte, di Paolo Ferrara
La figura del supereroe è il cuore centrale del comic
book: fino agli anni '90, a sola esclusione del mercato underground
ed indipendente, i supereroi coprivano la quasi totalità
delle produzioni mainstream. Tuttora ne saturano
una grossa fetta.
La produzione delle grandi case editrici ha cominciato a proporre
alternative al supereroe (vedi ad esempio la linea Vertigo
comparsa allinterno della DC Comics culla di nascita
per personaggi quali Batman, Superman, etc.), spesso in conseguenza
di una rilettura della figura superomistica nata soprattutto
negli anni 80 ad opera soprattutto di una coppia di
autori: Frank Miller e Alan Moore, che con,
rispettivamente, Il ritorno del Cavaliere Oscuro e
Watchmen diedero vita a quello che fu poi definito
il revisionismo dei supereroi.
La nascita dei primi supereroi si può tranquillamente
considerare come filiazione diretta dei personaggi dei pulp
magazine.
Non per niente uno primi dei due personaggi ad essere protagonista
di un fumetto davventura (fino ad allora i fumetti erano
limitati solo
alle strisce comiche), è Tarzan, nato nel 1929
ad opera di Harold Foster e pescato direttamente dalle
pagine dei romanzi di grande successo di Edgar Rice Burroughs,
che tra laltro vantavano già parecchie trasposizioni
cinematografiche.
I fumetti di avventura (per ora ancora tavole domenicali o
strisce quotidiane sui giornali) conoscono un enorme successo.
Nascono nuovi personaggi, come ad esempio il Dick Tracy
di Chester Gould (1931), Flash Gordon di
Alex Raymond (1934) e The Shadow (dapprima voce
radiofonica 30 poi personaggio di enorme
successo di romanzi pulp dal '31 e finalmente dei fumetti
dal 36)
Si nota subito come i protagonisti di queste serie sono, nella
maggior parte dei casi, eroi singoli, dotati, se non di poteri
veri e propri, di capacità straordinarie e uniche o
di attrezzature e strumenti ancora una volta unici e di tecnologia
avveneristica.
Sono queste le radici vere e proprie del concetto superomistico,
parti di un immaginario collettivo dalle radici antiche. Se
vogliamo i primi veri prototipi del supereroe sono personaggi
come Gilgamesh, Ercole, Beowulf (non
per niente molti di questi personaggi sono poi stati ripescati
e integrati in molti universi supereroistici, come Thor per
la Marvel): la mitologia e le leggende sono piene di personaggi
che riprendono appieno le caratteristiche tipo del supereroe.
In fondo tutta la letteratura in qualche modo seriale, da
quella dei romanzi dappendice a serial come Sherlock
Holmes è ricca di figure che possono considerarsi
superheroes ante literam. La Primula Rossa,
Zorro e quasi tutti gli eroi di cappa e spada ne sono
un ottimo esempio, ma la lista possibile è molto lunga.
Lavvento vero e proprio del supereroe arriva con due
personaggi, uno del 36 e uno del '38.
Il primo dà lo slancio al concetto della maschera e
della doppia identità, ed è proprio con il nome
di Uomo Mascherato con cui viene importato in Italia
The Phantom di Lee Falk e Ray Moore.
Il secondo è capostipite e icona vera e propria del
superomismo: Superman (appunto) creato da Jerry
Siegel e Joe Shuster.
Da qui in avanti la strada è spianata: Superman e lUomo
Mascherato, genereranno fior di discendenti e cloni, come
The Batman di Bob Kane (1938 che fonde
alcune caratteristiche di The Shadow e dellUomo Mascherato).
Batman e Superman presentano nei loro esordi caratteristiche
differenti da quelle per cui li conosciamo oggi: nelle prime
storie apparse su Action Comics infatti vede un figlio
di Kripton sì invulnerabile, dalla forza straordinaria
e la vista a raggi x, ma che non sa volare e si limita solo
a compiere balzi enormi; su Detective Comics invece (e sarà
proprio lacronimo di questa rivista, DC appunto, il
nome che si sostituirà a quello della National, detentrice
dei diritti di questi due personaggi) luomo pipistrello
si aggira armato di pistole con cui trucida senza remore i
criminali (nella scia più cruenta nata appunto da pulp
e predecessori come The Shadow o The Spider, ma anche in coerenza
con altre storie di lotta al crimine dello stesso periodo
come Dick Tracy)
Comunque il passo è fatto, gli eroi super si moltiplicano
a dismisura in un caleidoscopio inarrestabile, in maniera
più o meno originale.
Siamo in un periodo (la fine degli anni '30 e lesordio
dei '40) in cui romanzi pulp e personaggi dei fumetti
quando parlano di successo parlano di milioni di copie di
venduto.
Intorno agli anni '40 la National Comics lancia una
poderosa campagna di cause ai danni di tutti quei personaggi
che appaiono come cloni di quel Superman di cui è detentrice
dei diritti.
Spesso le accomunanze tra laccusato e lalter ego
di Clark Kent sono palesi, mentre altre volte è difficile
capire su quale base si fondi laccusa (anche se il successo
economico pare essere già un ottimo motivo).
A prescindere dalla plausibilità o meno delle accuse
comunque la National vince parecchie di queste cause e spesso
reingloba i personaggi rivali allinterno del proprio
universo fumettistico (come accadde ad esempio al personaggio
di Capitan Marvel).
Nel frattempo
il secondo confflitto mondiale comincia a gettare le sue ombre.
I super eroi si adeguano allo spirito propagandistico e passano
dalla caccia ai criminali a quella ai crauti.
Nuovi eroi vengono creati ad hoc per combattere
contro la minaccia tedesca e in nome dellamerican way
of life, come ad esempio Capitan America o Uncle
Sam.
Quando il conflitto esplode il mondo dei supereroi si divide
in pratica in due fazioni: da un lato alcuni eroi vengono
fatti intervenire direttamente nei territori dEuropa,
dallaltro ci si rende conto di quanto risulterebbe ridicolo
mettere in campo personaggi capaci da soli di risolvere il
conflitto, quindi si trova una fantasiosa spiegazione che
giustifichi la loro assenza sul campo di battaglia e gli si
riempie il tempo con spie, traditori e sabotatori nei territori
dAmerica.
(continua...)
©
2002 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore -
© immagine Capitan America Marvel Comics 2002
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